Grazie, Nole. Se non lo ha detto, Jannik lo ha sicuramente pensato. Imprevedibile e infinito, Sua Maestà Djokovic ha difeso a spada tratta la corona del suo erede italiano, nel momento più difficile. Per un mese ancora, Sinner rimarrà il numero 1 del mondo. Ma poi, dovrà sbrigarsela da solo. A 39 anni suonati il serbo ha mandato in fumo i sogni di Zverev: vincendo a Pechino e poi a Shanghai, il tedesco avrebbe soffiato a Sinner la leadership Atp. Nein, Sascha. «Sono questi, i momenti per cui continuo a giocare, a competere»: Novak non ha mai perso una sola partita in tutta la sua carriera, nella capitale cinese. Poteva farlo oggi, nei quarti di finale e contro il tennista più in forma del momento? Nein, appunto. Ah, se anche gli Slam fossero 2 set su 3: il serbo avrebbe da tempo raggiunto quella quota di vittorie (25) che sta diventando la sua ossessione.
Grazie, Nole. Se non lo ha detto, Jannik lo ha sicuramente pensato. Imprevedibile e infinito, Sua Maestà Djokovic ha difeso a spada tratta la corona del suo erede italiano, nel momento più difficile. Per un mese ancora, Sinner rimarrà il numero 1 del mondo. Ma poi, dovrà sbrigarsela da solo. A 39 anni suonati il serbo ha mandato in fumo i sogni di Zverev: vincendo a Pechino e poi a Shanghai, il tedesco avrebbe soffiato a Sinner la leadership Atp. Nein, Sascha. «Sono questi, i momenti per cui continuo a giocare, a competere»: Novak non ha mai perso una sola partita in tutta la sua carriera, nella capitale cinese. Poteva farlo oggi, nei quarti di finale e contro il tennista più in forma del momento? Nein, appunto. Ah, se anche gli Slam fossero 2 set su 3: il serbo avrebbe da tempo raggiunto quella quota di vittorie (25) che sta diventando la sua ossessione.
Djokovic, 32 vittorie a Pechino
In realtà è dal novembre 2025 che non vince un torneo: l’ultima volta fu ad Atene, con Musetti. «Quest’anno è stata dura per diversi motivi. Ma sono ancora qui, continuo a lottare e a costringere i più giovani a sudarsi la pagnotta», se la ride. A gennaio aveva sbarrato la strada in semifinale agli Australian Open proprio a Jannik. «Un’altra conferma che posso ancora battere i migliori giocatori del mondo, nei grandi tornei». Umile come un esordiente. È arrivato a 32 successi consecutivi a Pechino (addio al vecchio primato di Nadal al Roland Garros). «Avrei preferito un giorno in più per godermi davvero la vittoria, e riposare». Però è felice, consapevole di aver giocato una grande partita contro uno Zverev che ha davvero fatto clic, dopo Parigi.
I calcoli di Zverev
Il tedesco era a un passo dal successo, avanti di un set e palla break sul 4-4 del secondo, servizio Novak. È stato allora che il serbo ha accelerato, ribaltando l’incontro. «In questo periodo ho lavorato molto: hanno funzionato il servizio e il primo colpo dopo la battuta». Sascha ora fa un po’ di calcoli: con Sinner ancora fuori, dovrebbe vincere prima a Shanghai e poi a Vienna per andare finalmente davanti, il primo di novembre. Sperando nel frattempo di non incontrare uno tra Jannik, Alcaraz o Djokovic: con loro ha perso gli ultimi 13 match.
Aspettando Sinner
Jannik avrà visto la partita, chissà dove. C’è chi scommette stia comunque per partire destinazione Shanghai, dove in questi giorni ha degli impegni con gli sponsor. Chi sostiene debba tornare a Lione dal chirurgo e ortopedico Sonnery-Cottet, per proseguire nei trattamenti al ginocchio destro che dovrebbero scongiurare l’operazione. Sembra che l suo staff abbia suggerito agli organizzatori del Six Kings Slam, il milionario torneo-esibizione in programma a Riad dal 21 ottobre, di cominciare a pensare a un sostituto. Forse lo rivedremo a Vienna, a fine mese. Nel frattempo, a proteggere la sua corona ci pensa Nole.