BUENOS AIRES - Thomas Bach è il nuovo presidente del Comitato Internazionale Olimpico. Questo l'esito delle elezioni svoltesi a Buenos Aires in occasione della 125esima sessione del Cio, che ha assegnato sabato scorso i Giochi Olimpici del 2020 a Tokyo. Bach, 59 anni, oro a squadre col fioretto ai Giochi di Montreal '76 e una carriera nel Cio cominciata nel '91 fino a occupare la carica di vicepresidente, succede al belga Jacques Rogge.
"Voglio essere il presidente di tutti. Voglio cercare di dare spazio a tutti gli interessi del movimento olimpico, dialogherò con tutti. La mia porta, le mie orecchie e il mio cuore sono aperti per tutti", ha detto il nuovo numero 1 rivolgendosi ai membri riuniti a Buenos Aires per la 125a sessione. Bach è il nono presidente nella storia del Cio e l'ottavo europeo a guidare l'organismo.
Bach era il favorito ed è stato eletto a maggioranza assoluta al secondo scrutinio, superando gli altri quattro candidati, lo svizzero Denis Oswald, il portoricano Richard Carrion, Ng Ser Miang di Singapore e l'ex pluricampione mondiale di salto con l'asta, l'ucraino Sergei Bubka.
"Sono molto contento per l'elezione di Thomas Bach con cui vanto un eccellente rapporto personale. Me l'aspettavo, non sono assolutamente sorpreso". Questo il commento del presidente del Coni Giovanni Malagò. "Sin dal primo giorno l'Italia ha sempre sostenuto la sua candidatura - ha rivelato il numero uno dello sport italiano - Lo abbiamo appoggiato con forte convinzione e per questo siamo doppiamente felici. Oggi per il Cio si apre una nuova era. Dobbiamo dire grazie a Jacques Rogge per aver dato un'impronta significativa in questi anni al vertice dello sport mondiale, ma ora le sfide che attendono Bach saranno impegnative.
Nei prossimi otto anni ci saranno molti argomenti che necessariamente dovranno essere oggetto di riflessione e possibili cambiamenti. Credo che Thomas, campione olimpico e manager di successo, sia l'uomo giusto al posto giusto - conclude Malagò - per condurre il mondo a cinque cerchi in un'ottica a metà tra la tradizione della famiglia olimpica e l'innovazione necessaria nei tempi moderni".
"Voglio essere il presidente di tutti. Voglio cercare di dare spazio a tutti gli interessi del movimento olimpico, dialogherò con tutti. La mia porta, le mie orecchie e il mio cuore sono aperti per tutti", ha detto il nuovo numero 1 rivolgendosi ai membri riuniti a Buenos Aires per la 125a sessione. Bach è il nono presidente nella storia del Cio e l'ottavo europeo a guidare l'organismo.
Bach era il favorito ed è stato eletto a maggioranza assoluta al secondo scrutinio, superando gli altri quattro candidati, lo svizzero Denis Oswald, il portoricano Richard Carrion, Ng Ser Miang di Singapore e l'ex pluricampione mondiale di salto con l'asta, l'ucraino Sergei Bubka.
"Sono molto contento per l'elezione di Thomas Bach con cui vanto un eccellente rapporto personale. Me l'aspettavo, non sono assolutamente sorpreso". Questo il commento del presidente del Coni Giovanni Malagò. "Sin dal primo giorno l'Italia ha sempre sostenuto la sua candidatura - ha rivelato il numero uno dello sport italiano - Lo abbiamo appoggiato con forte convinzione e per questo siamo doppiamente felici. Oggi per il Cio si apre una nuova era. Dobbiamo dire grazie a Jacques Rogge per aver dato un'impronta significativa in questi anni al vertice dello sport mondiale, ma ora le sfide che attendono Bach saranno impegnative.
Nei prossimi otto anni ci saranno molti argomenti che necessariamente dovranno essere oggetto di riflessione e possibili cambiamenti. Credo che Thomas, campione olimpico e manager di successo, sia l'uomo giusto al posto giusto - conclude Malagò - per condurre il mondo a cinque cerchi in un'ottica a metà tra la tradizione della famiglia olimpica e l'innovazione necessaria nei tempi moderni".