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Nfl, Super Newton sconfigge un furente Brady

Grande Monday Night con finale thrilling. I Panthers sono la vera sorpresa del campionato ma una decisione arbitrale contraria ai Patriots risulta decisiva
di GIOVANNI MARINO

3 minuti di lettura
Era una sfida stellare, Carolina Panthers-New England Patriots, e tale si è dimostrata. Mi sono proprio divertito, nel silenzio dell'alba italiana ad assistere (santo Game Pass...) a un grande spettacolo sportivo, un Monday Night di alto livello dove talento puro, fisicità e atleticità, rivalità personali e decisioni arbitrali controverse, hanno costituito un mix unico. Imperdibile per chi segue una delle discipline più affascinanti dell'intero panorama agonistico.

Si confrontavano uno dei miti viventi della Nfl, Tom Brady, e uno dei giovani più attesi e tuttora discussi, Cam Newton. Entrambi hanno disputato una bella partita; ma, mentre con Brady si è abituati a simili prestazioni, con SuperCam (il tipo è un po' spaccone, gioca col numero 1 e suole mimare il gesto che fa Clark Kent quando deve spogliarsi dei suoi abiti borghersi per andare a salvare il mondo in versione Superman) molto meno. Almeno sinora.

Pronti, via, si capisce subito che Newton, molto criticato per la sua seconda stagione (la scorsa) tra i grandi della National football league, ha intenzione di far vedere tutto il suo repertorio. Cam da lì in poi sciorinerà i suoi pezzi forti in serie: lanci bomba e, soprattutto, nonostante una mole non indifferente per un quarterback, agilissime e assieme potenti corse. Rush che, alla fine, faranno la (sottile) differenza.

Una azione di gioco su tutte, per capire di cosa parliamo. Se i ricordi (era molto tardi, scusatemi) non mi tradiscono, più o meno a metà partita, SuperNewton non aveva ricevitori liberi e stava per essere colpito e atterrato dai difensori dei Patriots. Sembrava un gioco chiuso in un momento importante per i Panthers. L'inerzia delle partite è segnata da questi momenti. Frangenti nei quali una squadra può acquisire o perdere convinzione. Ebbene, Cam non ha esitato nel mettere in moto le sue imprevedibili gambe, è sfuggito ai linebacker che già assaporavano il sack e con l'intuizione che hanno solo i grandi giocatori ha trovato un buco libero per guadagnare preziosissime yard e vanificare il lavoro difensivo degli avversari. Fantastico. Per me è stato il segnale che i Carolina Panthers sarebbero rimasti in corsa per la vittoria sino alla fine. Per una volta non mi sbagliavo.

Nella partita, come detto in apertura, tante sfide. Particolarmente accesa quella tra Steve Smith, ricevitore delle Pantere e il cornerback dei Patriots Aquib Talib. Tra Steve e Aquib residuano vecchie ruggini che risalgono ai tempi in cui il difensore giocava a Tampa con i Buccaneers. Il match nel match, spintoni e qualche parola di troppo, è stato vinto da Smith che ha catturato quattro importanti lanci per sessantadue yard.

In assoluto la retroguardia dei Patriots si è ben comportata con le corse, limitando Carolina alla miseria di 41 yard. Ma poco o nulla ha potuto con la versatilità di Newton che via terra è sfuggito per 7 volte a New England per un totale, importante, di 62 yard.  

I numeri spiegano il grande equilibrio dell'intero incontro. L'attacco di New England ha conquistato più primi down e yard totali. Newton ha chiuso con 19 su 28 per 209 yard e tre td, numeri che gli hanno consentito di superare Brady nel complicato calcolo del rating: 125,4 a 109,0.  

Ma andiamo a raccontare il finale, elettrizzante. Newton serve il terzo passaggio da touchdown della sua splendida partita a Ted Jinn per siglare il sorpasso. A 59 secondi dalla fine.

Pochi? No, una infinità di tempo se hai Tom Brady in squadra. E infatti il fuoriclasse dei quarterback soffrendo e sbuffando arriva a 18 yard dalla terra promessa con ancora tre secondi disponibili. C'è un'ultima possibilità, insomma. Il pubblico di casa trattiene il fiato, la Patriots Nation sogna un altro drive da raccontare ai nipotini firmato Brady.

Tom lascia partire il braccio, è un lancio centrale. Ma in end zone accade qualcosa che farà discutere a lungo. Mentre il pallone è in volo c'è una chiara interferenza su Rob Gronkowski. L'ovale finisce tra le braccia di Robert Lester per un intercetto che chiude la partita. Le telecamere inquadrano un furente Brady discutere con l'arbitro e chiedere la penalità che, se concessa, farebbe tutta la differenza del mondo.

Niente da fare. Gli arbitri spiegheranno poi che non hanno considerato decisiva l'interferenza su Gronkowski perchè comunque il giocatore non avrebbe potuto agganciare l'ovale. Discutibile. Molto discutibile dal punto di vista tecnico (va ricordato che il football è sport complicato in assoluto e sul punto, una disciplina dalle mille regole).

Ad ogni modo la Nfl fortunatamente non è la nostra serie A e le recriminazioni non sono mai amplificate o usate come giustificazioni per una sconfitta. Così, davanti ai microfoni, Brady non cercherà scuse per un ko che comunque può starci. Campione anche in questo.

Carolina, d'altronde, sta firmando un bel campionato, comunque vada a finire. Questo è il suo sesto successo consecutivo (7 vinte e 3 perse)  ed è in piena corsa per i play off. Il suo talento, Newton, sta andando alla grande e chi ama il gioco si augura che si confermi e smentisca definitivamente chi non lo considera super. C'è sempre bisogno di un (altro) fenomeno, rende la competizione più interessante e aperta.

Dall'altra parte i Patriots restano altamente competitivi, Brady sembra un ragazzino ed è sempre pronto a dare battaglia. Il totale recupero di alcuni infortunati, poi, può solo migliorare la squadra. Attesa ora da un altro big match: con i Denver Broncos. Manning contro Brady, il massimo che si possa chiedere, no? 
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