ROMA - Troppi infortuni, Margherita Granbassi lascia la scherma. Lo ha annunciato all'Ansa la stessa atleta, due bronzi olimpici, tre titoli mondiali e due europei nel palmares. "Non ne posso più di infortuni", ha detto, dopo che venerdì scorso a Torino il ginocchio ha ceduto per l'ennesima volta: "è il momento di dire basta alle gare", ha spiegato la campionessa.
Con la Granbassi la scherma azzurra perde una delle sue più brillanti interpreti, un'atleta diventata anche personaggio tv. Nel 2008 fu accolta da feroci critiche la sua presenza al programma tv 'Annozero' di Michele Santoro. Lei atleta e carabiniere non si scompose, "non faccio nulla di male". "Fui utilizzata e non so ancora perchè. Si creò un caso eccessivo per l'importanza che potevo avere io. Decisi di lasciare l'Arma che pure amavo e continuai con la tv".
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La vittoria più bella: "L'oro di Torino ai mondiali nel 2006. Fu la mia consacrazione mondiale. Indimenticabile". La sconfitta più cocente: "Ai Giochi di Atene fui decima, eliminata da una francese, l'unica che non ho mai battuto. Persi un'occasione". Il dolore più grande in carriera: "Non fu per una sconfitta, ma per una vittoria. Quella contro Giovanna Trillini a Pechino 2008 per la medaglia di bronzo: Giovanna era il mio idolo da quando ero ragazzina, l'adoravo. Fu un dolore batterla". Con Valentina Vezzali invece erano liti continue, ma Margherita nega: "non sempre andavamo d'accordo, ma è normale in un gruppo. Quello è un ambiente molto competitivo, siamo compagne di squadra ma anche avversarie, può capitare che i rapporti non siano sempre idilliaci, ma niente di grave. Ricordo tutte le ragazze con un affetto incredibile, con loro ho condiviso le emozioni più belle della vita" aggiunge la campionessa, e si commuove.
Sul futuro: "Non lo so. Mi aspettano lunghi mesi di recupero dopo l'operazione. Avrò tempo di pensarci. Il giornalismo mi piace, potrei occuparmi ancora di scherma. Ma niente è deciso, aspetto di tornare in forma, poi valuterò. Sono ancora scossa per quel che è successo venerdì, avevo davanti l'ungherese Katarin Varga, conducevo 19-12 , il dolore al ginocchio sinistro (rottura del tendine rotuleo, ndr), ho capito subito che era finita per sempre. Da allora sono sballottata tra visite e telefonate. Non ho avuto tempo di pensare a nulla".
Con la Granbassi la scherma azzurra perde una delle sue più brillanti interpreti, un'atleta diventata anche personaggio tv. Nel 2008 fu accolta da feroci critiche la sua presenza al programma tv 'Annozero' di Michele Santoro. Lei atleta e carabiniere non si scompose, "non faccio nulla di male". "Fui utilizzata e non so ancora perchè. Si creò un caso eccessivo per l'importanza che potevo avere io. Decisi di lasciare l'Arma che pure amavo e continuai con la tv".
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La vittoria più bella: "L'oro di Torino ai mondiali nel 2006. Fu la mia consacrazione mondiale. Indimenticabile". La sconfitta più cocente: "Ai Giochi di Atene fui decima, eliminata da una francese, l'unica che non ho mai battuto. Persi un'occasione". Il dolore più grande in carriera: "Non fu per una sconfitta, ma per una vittoria. Quella contro Giovanna Trillini a Pechino 2008 per la medaglia di bronzo: Giovanna era il mio idolo da quando ero ragazzina, l'adoravo. Fu un dolore batterla". Con Valentina Vezzali invece erano liti continue, ma Margherita nega: "non sempre andavamo d'accordo, ma è normale in un gruppo. Quello è un ambiente molto competitivo, siamo compagne di squadra ma anche avversarie, può capitare che i rapporti non siano sempre idilliaci, ma niente di grave. Ricordo tutte le ragazze con un affetto incredibile, con loro ho condiviso le emozioni più belle della vita" aggiunge la campionessa, e si commuove.
Sul futuro: "Non lo so. Mi aspettano lunghi mesi di recupero dopo l'operazione. Avrò tempo di pensarci. Il giornalismo mi piace, potrei occuparmi ancora di scherma. Ma niente è deciso, aspetto di tornare in forma, poi valuterò. Sono ancora scossa per quel che è successo venerdì, avevo davanti l'ungherese Katarin Varga, conducevo 19-12 , il dolore al ginocchio sinistro (rottura del tendine rotuleo, ndr), ho capito subito che era finita per sempre. Da allora sono sballottata tra visite e telefonate. Non ho avuto tempo di pensare a nulla".