Cosa significa essere campioni? Potrebbero esserci tante risposte diverse. Noi, oggi,scegliamo due nomi per dare un esito a questo interrogativo: Peyton Manning e Tom Brady. E attorno a loro ricostruiamo questa nuova avvincente giornata di grande football.
Manning nella storia
C'era solo un giocatore, sino a ieri, ad aver mandato in touchdown i suoi compagni per oltre 500 volte: Brett Favre. Leggendario qb dei Packers (ma fece una grande stagione anche coi Vikings), ritiratosi alla veneranda età di 41 primavere. Peyton Manning, 38 anni, lo ha affiancato poche ore fa servendo 4 td pass e portandosi a quota 503 (Brett chiuse a 508). Il quarterback sportivamente sopravvissuto a numerose e delicatissime operazioni al collo, ha guidato i Broncos contro gli sfortunati Arizona Cardinals che, già privi del loro qb titolare, hanno perso anche il secondo per infortunio.
Peyton: "Penso a quanta gente mi ha aiutato a raggiungere questi traguardi"
Da campione anche le dichiarazioni post record: "In questo momento penso solo a quanta gente mi ha aiutato a raggiungere questi traguardi e io sono grato nel profondo a tutti loro, con le parole non riesco a rappresentare la mia gratitudine. Il football è il gioco di squadra per eccellenza e senza i coach e i miei compagni non sarei arrivato sin qui". Che grandezza, Peyton.
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La furia di Brady
Era reduce da una notte da incubo, coi Patriots umiliati dai Chiefs. Lo accompagnavano voci maligne su un suo presunto e inarrestabile declino. Ha reagito da par suo. Tom Brady, categoria campioni, la stessa di Peyton, ha giocato una magnifica partita con la quale ha posto fine all'imbattibilità dei Bengals e ha firmato un suo nuovo record: 50 mila yard di passaggi completati. Sembra incredibile. Il 37enne fuoriclasse ha travolto Cincinnati con una prestazione dove classe e orgoglio si sono visti risplendere fin dal primo drive. Tom è il sesto qb ad aver superato quota 50 mila yard e non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi qui.
Tom: "I miei compagni hanno fatto giocate pazzesche"
Negli spogliatoi il leader dei Patriots non si smentisce e parla al plurale: "Venivamo da una sconfitta durissima, i ragazzi ci erano rimasti molto male. Abbiamo lavorato sodo e oggi abbiamo eseguito gli schemi al meglio, molti dei nostri hanno fatto giocate pazzesche, era l'occasione giusta per riprenderci, non la abbiamo fallita". La squadra prima di tutto, un altro insegnamento da un numero uno.
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Aquile, follia ed estasi
Che partita, folle e divertente, quella tra gli Eagles e i Rams. Incerta sino alla fine, con errori a ripetizione da una parte e dall'altra, ma anche con grandi giocate su entrambi i fronti e tanti punti messi a segno. La spunta Philadelphia che, però, deve dire grazie soprattutto ai suoi speciali team e alla sua difesa mentre l'attacco da ormai due match segna il passo. In particolare LeSean McCoy è l'ombra di se stesso. Bene, comunque, i combattivi Rams, che hanno dato fiducia al loro giovane qb capace, ieri di portare quasi a termine una clamorosa rimonta. E ora Phila, con 4 successi e 1 ko, sogna ("Una vittoria è una vittoria", taglia corto coach Kelly); ma se non recupererà ritmo e consistenza in attacco, i sogni potrebbero svanire molto presto.
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Kaepernick sconfigge il suo passato
Era il suo back up. Poi Alex Smith si infortunò. E coach Harbaugh lo lanciò nella mischia. Non ne sarebbe più uscito: così Colin Kaepernick rubò - sportivamente parlando - il posto. E la maglia. Smith, da due stagioni, indossa quella dei Chiefs, dove sta facendo bene. Mentre Colin, da allora, divide la Niners Nation in favorevoli e contrari. Ma ieri ha vinto lui e ha vinto la sua squadra con una prestazione compatta, robusta, attenta. E non era facile. Niners in ripresa. Chiefs meno bene dello scorso anno dove iniziarono alla grandissima.
Harbaugh scaccia le voci: "Il mio destino è qui"
Deion Sanders, la scorsa settimana, aveva dato fuoco alle polveri affermando che il futuro di Harbaugh ai Niners era incerto per via di una sollevazione interna della squadra. Ieri, alla fine del match, il coach ci ha tenuto a dire: "Il mio destino è tra queste mura". Parole importanti per ricompattare un ambiente scosso da un infelice inizio.
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I dolori del giovane Manziel
Il suo atteggiamento da spaccone, per adesso, non gli ha consegnato la titolarità del ruolo di quarterback nei Cleveland Browns. Che, al momento, sembrano credere in Hoyer piuttosto che in lui. Manziel incassa e mastica amaro. Al punto da lasciarsi andare, nei giorni scorsi, a qualche malinconico ricordo dei tempi del college: "Mi mancano i ragazzi che ridono e scherzano nello spogliatoio e coach Sumlin, ma sapevo che scegliendo la Nfl tutto sarebbe stato diverso ed era arrivato il momento di crescere". Intanto i Browns ieri hanno vinto con una consistente rimonta sui Titans, guidati ancora da Hoyer. Per Johnny Football c'è ancora molto da lavorare.
Cattivo gusto da mascotte
"Le towels portano l'Ebola". E' il cartello di pessimo gusto che la mascotte dei Jacksonville Jaguars ha mostrato durante il match perso per 17-9 contro i Pittsburgh Steelers. I tifosi degli Steelers, storico team della lega, sono soliti sostenere la propria squadra sventolando le 'terrible towels', i celebri, nel football, fazzoletti gialli. Da qui la inopportuna gag della mascotte dei Jaguars, nota come Jaxson de Ville che ha tenuto in una mano una towel e nell'altra il cartello. Il presidente di Jacksonville, Mark Lamping, ha affermato che il team non era a conoscenza dell'iniziativa e che la questione verrà gestita internamente. Per la serie: la manna degli imbecilli è sempre incinta...
Risultati
(in maiuscolo chi giocava in casa)
CAROLINA 31 Chicago 24
DALLAS 20 Houston 17 (OT)
Buffalo 17 DETROIT 14
NEW ORLEANS 37 Tampa Bay 31 (OT)
INDIANAPOLIS 20 Baltimore 13
Pittsburgh 17 JACKSONVILLE 9
NY GIANTS 30 Atlanta 20
PHILADELPHIA 34 St. Louis 28
Cleveland 29 TENNESSEE 28
DENVER 41 Arizona 20
SAN FRANCISCO 22 Kansas City 17
Manning nella storia
C'era solo un giocatore, sino a ieri, ad aver mandato in touchdown i suoi compagni per oltre 500 volte: Brett Favre. Leggendario qb dei Packers (ma fece una grande stagione anche coi Vikings), ritiratosi alla veneranda età di 41 primavere. Peyton Manning, 38 anni, lo ha affiancato poche ore fa servendo 4 td pass e portandosi a quota 503 (Brett chiuse a 508). Il quarterback sportivamente sopravvissuto a numerose e delicatissime operazioni al collo, ha guidato i Broncos contro gli sfortunati Arizona Cardinals che, già privi del loro qb titolare, hanno perso anche il secondo per infortunio.
Peyton: "Penso a quanta gente mi ha aiutato a raggiungere questi traguardi"
Da campione anche le dichiarazioni post record: "In questo momento penso solo a quanta gente mi ha aiutato a raggiungere questi traguardi e io sono grato nel profondo a tutti loro, con le parole non riesco a rappresentare la mia gratitudine. Il football è il gioco di squadra per eccellenza e senza i coach e i miei compagni non sarei arrivato sin qui". Che grandezza, Peyton.
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La furia di Brady
Era reduce da una notte da incubo, coi Patriots umiliati dai Chiefs. Lo accompagnavano voci maligne su un suo presunto e inarrestabile declino. Ha reagito da par suo. Tom Brady, categoria campioni, la stessa di Peyton, ha giocato una magnifica partita con la quale ha posto fine all'imbattibilità dei Bengals e ha firmato un suo nuovo record: 50 mila yard di passaggi completati. Sembra incredibile. Il 37enne fuoriclasse ha travolto Cincinnati con una prestazione dove classe e orgoglio si sono visti risplendere fin dal primo drive. Tom è il sesto qb ad aver superato quota 50 mila yard e non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi qui.
Tom: "I miei compagni hanno fatto giocate pazzesche"
Negli spogliatoi il leader dei Patriots non si smentisce e parla al plurale: "Venivamo da una sconfitta durissima, i ragazzi ci erano rimasti molto male. Abbiamo lavorato sodo e oggi abbiamo eseguito gli schemi al meglio, molti dei nostri hanno fatto giocate pazzesche, era l'occasione giusta per riprenderci, non la abbiamo fallita". La squadra prima di tutto, un altro insegnamento da un numero uno.
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Aquile, follia ed estasi
Che partita, folle e divertente, quella tra gli Eagles e i Rams. Incerta sino alla fine, con errori a ripetizione da una parte e dall'altra, ma anche con grandi giocate su entrambi i fronti e tanti punti messi a segno. La spunta Philadelphia che, però, deve dire grazie soprattutto ai suoi speciali team e alla sua difesa mentre l'attacco da ormai due match segna il passo. In particolare LeSean McCoy è l'ombra di se stesso. Bene, comunque, i combattivi Rams, che hanno dato fiducia al loro giovane qb capace, ieri di portare quasi a termine una clamorosa rimonta. E ora Phila, con 4 successi e 1 ko, sogna ("Una vittoria è una vittoria", taglia corto coach Kelly); ma se non recupererà ritmo e consistenza in attacco, i sogni potrebbero svanire molto presto.
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Kaepernick sconfigge il suo passato
Era il suo back up. Poi Alex Smith si infortunò. E coach Harbaugh lo lanciò nella mischia. Non ne sarebbe più uscito: così Colin Kaepernick rubò - sportivamente parlando - il posto. E la maglia. Smith, da due stagioni, indossa quella dei Chiefs, dove sta facendo bene. Mentre Colin, da allora, divide la Niners Nation in favorevoli e contrari. Ma ieri ha vinto lui e ha vinto la sua squadra con una prestazione compatta, robusta, attenta. E non era facile. Niners in ripresa. Chiefs meno bene dello scorso anno dove iniziarono alla grandissima.
Harbaugh scaccia le voci: "Il mio destino è qui"
Deion Sanders, la scorsa settimana, aveva dato fuoco alle polveri affermando che il futuro di Harbaugh ai Niners era incerto per via di una sollevazione interna della squadra. Ieri, alla fine del match, il coach ci ha tenuto a dire: "Il mio destino è tra queste mura". Parole importanti per ricompattare un ambiente scosso da un infelice inizio.
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I dolori del giovane Manziel
Il suo atteggiamento da spaccone, per adesso, non gli ha consegnato la titolarità del ruolo di quarterback nei Cleveland Browns. Che, al momento, sembrano credere in Hoyer piuttosto che in lui. Manziel incassa e mastica amaro. Al punto da lasciarsi andare, nei giorni scorsi, a qualche malinconico ricordo dei tempi del college: "Mi mancano i ragazzi che ridono e scherzano nello spogliatoio e coach Sumlin, ma sapevo che scegliendo la Nfl tutto sarebbe stato diverso ed era arrivato il momento di crescere". Intanto i Browns ieri hanno vinto con una consistente rimonta sui Titans, guidati ancora da Hoyer. Per Johnny Football c'è ancora molto da lavorare.
Cattivo gusto da mascotte
"Le towels portano l'Ebola". E' il cartello di pessimo gusto che la mascotte dei Jacksonville Jaguars ha mostrato durante il match perso per 17-9 contro i Pittsburgh Steelers. I tifosi degli Steelers, storico team della lega, sono soliti sostenere la propria squadra sventolando le 'terrible towels', i celebri, nel football, fazzoletti gialli. Da qui la inopportuna gag della mascotte dei Jaguars, nota come Jaxson de Ville che ha tenuto in una mano una towel e nell'altra il cartello. Il presidente di Jacksonville, Mark Lamping, ha affermato che il team non era a conoscenza dell'iniziativa e che la questione verrà gestita internamente. Per la serie: la manna degli imbecilli è sempre incinta...
Risultati
(in maiuscolo chi giocava in casa)
CAROLINA 31 Chicago 24
DALLAS 20 Houston 17 (OT)
Buffalo 17 DETROIT 14
NEW ORLEANS 37 Tampa Bay 31 (OT)
INDIANAPOLIS 20 Baltimore 13
Pittsburgh 17 JACKSONVILLE 9
NY GIANTS 30 Atlanta 20
PHILADELPHIA 34 St. Louis 28
Cleveland 29 TENNESSEE 28
DENVER 41 Arizona 20
SAN FRANCISCO 22 Kansas City 17