La decisione del Cio è ufficiale: il Kosovo parteciperà per la prima volta ai Giochi Olimpici a Rio de Janeiro nel 2016. In occasione della 205esima sessione, svolta a Montecarlo, il Comitato Internazionale Olimpico ha detto sì alla piccola repubblica, indipendente dalla Serbia dal 2008 e riconosciuta da 108 dei 193 Paesi dell'Onu. Il Kosovo quindi diventa membro olimpico a tutti gli effetti dopo il parziale via libera dello scorso ottobre e potrà mandare una propria delegazione di atleti alle Olimpiadi del 2016. Il premier Hashim Thaci ha già annunciato che la portabandiera sarà la judoka Majlinda Kelmendi, unica kosovara presente ai Giochi di Londra ma sotto la bandiera dell'Albania. La Serbia, che a ottobre aveva protestato contro il riconoscimento provvisorio del Kosovo, stavolta non ha opposto resistenza, "accettando la decisione nell'interesse degli atleti", ha fatto sapere Thomas Bach, numero uno dello sport mondiale.
In realta le cose non stanno proprio così, stando alle dure di posizione da parte serba. Il ministro degli esteri serbo, Ivica Dacic, ha parlato di decisione "inaccettabile e contraria alla Carta olimpica" che prevede per l'adesione al Cio che un Paese sia membro delle Nazioni Unite e sia riconosciuto dall'insieme della comunità internazionale. Per il ministro dello sport serbo Vanja Udovicic, la decisione del Cio "è sbagliata e dannosa per lo sport in generale. Mai prima d'ora era avvenuta una cosa del genere, una decisione che costituisce un precedente pericoloso e pone una seria minaccia all'intero sistema mondiale dello sport. Mi dispiace che lo sport sia divenuto un'arena per decisioni motivate politicamente".
Tra i 108 paesi che hanno riconoscuito il Kosovo, che ha proclamato unilateralmente l'indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008, ci sono anche Italia e Stati Uniti. Non però da Russia e Cina, due stati membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu, che appoggiano la Serbia.
In realta le cose non stanno proprio così, stando alle dure di posizione da parte serba. Il ministro degli esteri serbo, Ivica Dacic, ha parlato di decisione "inaccettabile e contraria alla Carta olimpica" che prevede per l'adesione al Cio che un Paese sia membro delle Nazioni Unite e sia riconosciuto dall'insieme della comunità internazionale. Per il ministro dello sport serbo Vanja Udovicic, la decisione del Cio "è sbagliata e dannosa per lo sport in generale. Mai prima d'ora era avvenuta una cosa del genere, una decisione che costituisce un precedente pericoloso e pone una seria minaccia all'intero sistema mondiale dello sport. Mi dispiace che lo sport sia divenuto un'arena per decisioni motivate politicamente".
Tra i 108 paesi che hanno riconoscuito il Kosovo, che ha proclamato unilateralmente l'indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008, ci sono anche Italia e Stati Uniti. Non però da Russia e Cina, due stati membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu, che appoggiano la Serbia.