MILANO - "Batterò Bruun perché ho traguardi più ambiziosi del titolo europeo. Vorrei sfidare il campione del mondo dei superleggeri WBC Danny Garcia, ma quest'ultimo non difende il titolo da quasi un anno. Comunque il mio procuratore Christian Cherchi saprà trovarmi un'opportunità iridata". E' un Michele Di Rocco molto sicuro di sè quello che nel corso di una affollata conferenza stampa non ha dubbi sull'esito della sfida europea contro il danese Kasper Bruun, in palio il titolo dei superleggeri. "Ho guardato i video degli ultimi combattimenti di Kasper, ho molto rispetto per lui, ed insieme al mio allenatore Franco Cherchi ho preparato una strategia per batterlo. Non ho dubbi sull'esito del match", ha spiegato al Dixieland Cafè, in una conferenza trasmessa in diretta alla web radio Dixieland.
E' il secondo crocevia della carriera per aspirare a qualcosa ancora di più grande. Il mondiale (a proposito, Garcia è comunque ostacolo al limite del proibitivo) sarebbe il coronamento di una rinascita iniziata con la nettissima affermazione contro Giuseppe Lauri nell'aprile di tre anni fa. Proprio contro il varesino, in un match che a distanza di anni suscita ancora perplessità, l'umbro arrestò di colpo una carriera in ascesa nell'ormai lontano 2007. Da allora la lenta ricostruzione, soprattutto psicologica, fino ad arrivare al titolo continentale. Qui Di Rocco ha mostrato la crescita di livello. Prima la conquista contro il quotato britannico Daws (quando è diventato il primo italiano di origine rom a salire sul trono europeo), poi la difesa di autorità (pur con qualche rischio di troppo dettato dalla voglia di strafare) contro il finlandese Piispanen, quindi la prova di maturità, in Spagna contro l'idolo di casa Ruben Nieto. Ora tocca a Bruun, in passato avversario di pugili italiani, il più interessante Alfredo Di Feto. Per il danese parla un record buono, con 19 vittorie, un pari e una sola sconfitta, peraltro per decisione tecnica, nel tentativo di conquista del titolo del Baltico contro lo svedese Yigit. Solo quattro però le affermazioni prima del limite, il che indica una potenza limitata ma non per questo da sottovalutare.
Per Di Rocco la possibilità di contribuire ad un rilancio della boxe italiana, anche da un punto di vista mediatico: "Io sono campione d'Europa ed ambisco al mondiale. Altri pugili italiani si stanno facendo strada ed hanno un grande futuro. I campioni li abbiamo e sono disponibili a farsi intervistare da quotidiani, radio e reti televisive". La riunione al Teatro Principe, luogo di culto della boxe milanese che nei tempi d'oro ha visto esibirsi anche l'inarrivabile Duilio Loi e che recentemente ha ospitato lo spettacolare titolo italiano dei welter tra Moscatiello di Pintaudi. Da seguire anche sottoclou, il Latino Wbc, tra Renato De Donato e Alessandro Caccia, due per caratteristiche si completano lasciando ipotizzare un incontro godibile.
E' il secondo crocevia della carriera per aspirare a qualcosa ancora di più grande. Il mondiale (a proposito, Garcia è comunque ostacolo al limite del proibitivo) sarebbe il coronamento di una rinascita iniziata con la nettissima affermazione contro Giuseppe Lauri nell'aprile di tre anni fa. Proprio contro il varesino, in un match che a distanza di anni suscita ancora perplessità, l'umbro arrestò di colpo una carriera in ascesa nell'ormai lontano 2007. Da allora la lenta ricostruzione, soprattutto psicologica, fino ad arrivare al titolo continentale. Qui Di Rocco ha mostrato la crescita di livello. Prima la conquista contro il quotato britannico Daws (quando è diventato il primo italiano di origine rom a salire sul trono europeo), poi la difesa di autorità (pur con qualche rischio di troppo dettato dalla voglia di strafare) contro il finlandese Piispanen, quindi la prova di maturità, in Spagna contro l'idolo di casa Ruben Nieto. Ora tocca a Bruun, in passato avversario di pugili italiani, il più interessante Alfredo Di Feto. Per il danese parla un record buono, con 19 vittorie, un pari e una sola sconfitta, peraltro per decisione tecnica, nel tentativo di conquista del titolo del Baltico contro lo svedese Yigit. Solo quattro però le affermazioni prima del limite, il che indica una potenza limitata ma non per questo da sottovalutare.
Per Di Rocco la possibilità di contribuire ad un rilancio della boxe italiana, anche da un punto di vista mediatico: "Io sono campione d'Europa ed ambisco al mondiale. Altri pugili italiani si stanno facendo strada ed hanno un grande futuro. I campioni li abbiamo e sono disponibili a farsi intervistare da quotidiani, radio e reti televisive". La riunione al Teatro Principe, luogo di culto della boxe milanese che nei tempi d'oro ha visto esibirsi anche l'inarrivabile Duilio Loi e che recentemente ha ospitato lo spettacolare titolo italiano dei welter tra Moscatiello di Pintaudi. Da seguire anche sottoclou, il Latino Wbc, tra Renato De Donato e Alessandro Caccia, due per caratteristiche si completano lasciando ipotizzare un incontro godibile.