MILANO - Ancora un match, e poi Clemente Russo diventerà il primo pugile italiano a combattere in quattro edizioni dei giochi olimpici. Dopo aver fallito l'ingresso a Rio 2016 dalla porta principale lo scorso gennaio, sconfitto dal forte russo Egorov, il pugile di Marcianise non ha sbagliato l'approccio nel torneo di recupero. La semifinale contro l'ucraino Golovachshenko, già superato a Roma lo scorso mese di ottobre (fermato al quinto round da un problema alla spalla) è stata a senso unico. Russo, nettamente più basso, non ha minimamente sofferto l'allungo maggiore del suo avversario. L'ucraino infatti non solo ha proposto una boxe monotematica, ma lo ha fatto senza ritmo, il che ha evidenziato enormi limiti tecnici.
In pratica Golovachshenko ha vissuto otto round cercando un colpo risolutore che non è mai arrivato, centrando Russo con una cerca efficacia solamente alla seconda ripresa. In pratica una manna per il nostro pugile, che si è limitato a controllare l'avversario, praticando con la consueta efficacia la boxe di rimessa. Senza strafare Russo ha messo fieno in cascina, forzando i ritmi solamente nel settimo round, con una serie di colpi portati quasi ad uso dei tifosi giunti all'Alcatraz a sostenerlo. Conseguenziali i cartellini a senso unico: i tre giudici hanno visto tutti 80-72. Ora manca una tappa: il 10 luglio sulla sua strada il kazako Pichuk, poi il pugile campano potrà inseguire ancora una volta quel sogno per ora sempre rimasto nel cassetto, l'oro olimpico.
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In pratica Golovachshenko ha vissuto otto round cercando un colpo risolutore che non è mai arrivato, centrando Russo con una cerca efficacia solamente alla seconda ripresa. In pratica una manna per il nostro pugile, che si è limitato a controllare l'avversario, praticando con la consueta efficacia la boxe di rimessa. Senza strafare Russo ha messo fieno in cascina, forzando i ritmi solamente nel settimo round, con una serie di colpi portati quasi ad uso dei tifosi giunti all'Alcatraz a sostenerlo. Conseguenziali i cartellini a senso unico: i tre giudici hanno visto tutti 80-72. Ora manca una tappa: il 10 luglio sulla sua strada il kazako Pichuk, poi il pugile campano potrà inseguire ancora una volta quel sogno per ora sempre rimasto nel cassetto, l'oro olimpico.
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