ROMA - Non ha mai fallito gli appuntamenti che contano e, soprattutto, nessuno gli ha mai regalato niente. E' anche per questo che solo alla soglia dei 39 anni un pugile vero come Emiliano Marsili affronta il match chiave della sua carriera. Sabato sera a Fiumicino, allo stadio Cetorelli, affronterà il messicano Gamaliel Diaz: in palio il titolo Silver della sigla più prestigiosa, la WBC. In pratica, spiegazione doverosa nel confuso proliferare di corone, chi vince fa un balzo in avanti decisivo nel guadagnarsi una chance mondiale. Dicevamo di un Marsili chirurgico negli appuntamenti che contano. Senza fare l'elenco dei match sin qui disputati, indichiamo tre match nel cammino del pugile di Civitavecchia, peraltro arrivato tardissimo al professionismo (27 anni). Il primo nel 2010: la conquista del titolo italiano con una netta affermazione prima del limite contro Luca Marasco. Il secondo nel gennaio 2012, quando sul ring di Liverpool mise fuori combattimento al settimo round l'idolo di casa, il britannico Derry Mathews. In palio c'era il titolo mondiale Ibo (d'accordo, sigla minore) e Marsili, nonostante la poco brillante idea della federazione di minacciarlo di squalifica se avesse combattuto per quella sigla, andrò avanti per la sua strada. Il terzo, più importante, nel marzo del 2013, quando sul ring di Civitavecchia concesse due round a Luca Giacon. In palio c'era il titolo Europeo, il laziale non diede scampo al giovane emergente, pronostici da predestinato che però non avevano fatto i conti con la potenza dei suoi colpi.
Ora manca il quarto gradino, quello per il definitivo salto di qualità. “Sono pronto – ha dichiarato Marsili – e sul ring lo dimostrerò. Non mi piace fare pronostici, ma posso dire che mi sono preparato al meglio. Ho iniziato la preparazione tre mesi prima, ad aprile, nella palestra Wild Card di Los Angeles, sotto lo sguardo attento del grande allenatore Freddie Roach (la guida di un certo Manny Pacquiao, ndr). Tornato in Italia, mi sono affidato al maestro Mario Massai ed al preparatore atletico Gino Lauro. In realtà, non ho periodi di riposo durante l’anno. Mi alleno anche quando non ho un combattimento, per evitare di prendere troppi chili. Insomma, sono un pugile per 365 giorni all’anno".
Dal canto suo Diaz mantiene totale serenità. E' chiaro che il messicano è abituato a mille battaglie, a dire il vero non tutte vinte: “Emiliano Marsili è un ottimo pugile, con grande abilità difensiva, che sa eludere gli attacchi dell’avversario. Ma non esistono incontri facili e sono abituato a combattere contro avversari di alto livello e con uno stile molto diverso dal mio. Il più forte che abbia mai incontrato è Takahiro Ao e gli ho portato via il titolo mondiale dei pesi superpiuma WBC. Sono orgoglioso di aver vinto tanti titoli nella mia carriera e voglio anche quello silver dei pesi leggeri. Da bambino, i miei idoli erano Ricardo Lopez (campione del mondo dei pesi paglia e minimosca tra il 1990 e il 2001, ritiratosi imbattuto con un record di 51-0-1) e Julio Cesar Chavez, ma la spinta a diventare pugile l’ho avuta da mio padre che mi disse di aver boxato da giovane. E’ stato lui la mia fonte di ispirazione”. Prendiamo atto delle dichiarazioni e ci permettiamo di apportare una correzione. Vero, portare via il titolo ad Ao in Giappone è una impresa: il nostro Boschiero, che in un'occasione del genere fu derubato, ne sa qualcosa. Però il pugile che a nostro avviso ha dato una lezione a Diaz è stato, sempre sul ring di Tokyo, il tremendo picchiatoreTakashi Miura, con il messicano messo giù al nono round.
Presente anche il numero uno della OPI 2000 Salvatore Cherchi ha voluto sottolineare l’importanza dell'evento: “E' di prim’ordine, sia dal punto di vista della copertura mediatica e televisiva che per la qualità del combattimento principale. Ringrazio il comune di Fiumicino, la Lega Pro Boxe, Federico Zampaglione”.A proposito di Federico Zampaglione, il musicista è sempre vicino a Marsili nei momenti che contano: “Sono orgoglioso di aver collaborato a questo evento con la mia società di comunicazione, la TM Promotion, e di aver aiutato il mio amico Emiliano Marsili.”
Che match sarà. Guardando il record di Diaz, che presenta anche 12 sconfitte di cui 7 prima del limite, viene da essere ottimisti. Anche perchè Marsili, ha vinto 31 volte ed in una circostanza ha pareggiato. Poi però bisogna fare un discorso relativo. Diaz infatti è passato professionista a soli 17 anni, facendosi largo nella boxe messicana, piena zeppa di talenti nei pesi più piccoli. Inoltre è da anni, sia pure con alterne fortune, che combatte ad altissimo livello. Una combinazione che permette di ipotizzare un match duro, equilibrato, senza esclusione di colpi. In tv in Italia il match si vedrà in chiaro, in diretta alle 23.00 su Deejay Tv (canale 9 del digitale terrestre nazionale e canale 145 della piattaforma Sky), ma il fatto che ESPN International abbia acquistato i diritti ne permetterà la diffusione in Canada, America Latina, Australia e Nuova Zelanda.
Ora manca il quarto gradino, quello per il definitivo salto di qualità. “Sono pronto – ha dichiarato Marsili – e sul ring lo dimostrerò. Non mi piace fare pronostici, ma posso dire che mi sono preparato al meglio. Ho iniziato la preparazione tre mesi prima, ad aprile, nella palestra Wild Card di Los Angeles, sotto lo sguardo attento del grande allenatore Freddie Roach (la guida di un certo Manny Pacquiao, ndr). Tornato in Italia, mi sono affidato al maestro Mario Massai ed al preparatore atletico Gino Lauro. In realtà, non ho periodi di riposo durante l’anno. Mi alleno anche quando non ho un combattimento, per evitare di prendere troppi chili. Insomma, sono un pugile per 365 giorni all’anno".
Dal canto suo Diaz mantiene totale serenità. E' chiaro che il messicano è abituato a mille battaglie, a dire il vero non tutte vinte: “Emiliano Marsili è un ottimo pugile, con grande abilità difensiva, che sa eludere gli attacchi dell’avversario. Ma non esistono incontri facili e sono abituato a combattere contro avversari di alto livello e con uno stile molto diverso dal mio. Il più forte che abbia mai incontrato è Takahiro Ao e gli ho portato via il titolo mondiale dei pesi superpiuma WBC. Sono orgoglioso di aver vinto tanti titoli nella mia carriera e voglio anche quello silver dei pesi leggeri. Da bambino, i miei idoli erano Ricardo Lopez (campione del mondo dei pesi paglia e minimosca tra il 1990 e il 2001, ritiratosi imbattuto con un record di 51-0-1) e Julio Cesar Chavez, ma la spinta a diventare pugile l’ho avuta da mio padre che mi disse di aver boxato da giovane. E’ stato lui la mia fonte di ispirazione”. Prendiamo atto delle dichiarazioni e ci permettiamo di apportare una correzione. Vero, portare via il titolo ad Ao in Giappone è una impresa: il nostro Boschiero, che in un'occasione del genere fu derubato, ne sa qualcosa. Però il pugile che a nostro avviso ha dato una lezione a Diaz è stato, sempre sul ring di Tokyo, il tremendo picchiatoreTakashi Miura, con il messicano messo giù al nono round.
Presente anche il numero uno della OPI 2000 Salvatore Cherchi ha voluto sottolineare l’importanza dell'evento: “E' di prim’ordine, sia dal punto di vista della copertura mediatica e televisiva che per la qualità del combattimento principale. Ringrazio il comune di Fiumicino, la Lega Pro Boxe, Federico Zampaglione”.A proposito di Federico Zampaglione, il musicista è sempre vicino a Marsili nei momenti che contano: “Sono orgoglioso di aver collaborato a questo evento con la mia società di comunicazione, la TM Promotion, e di aver aiutato il mio amico Emiliano Marsili.”
Che match sarà. Guardando il record di Diaz, che presenta anche 12 sconfitte di cui 7 prima del limite, viene da essere ottimisti. Anche perchè Marsili, ha vinto 31 volte ed in una circostanza ha pareggiato. Poi però bisogna fare un discorso relativo. Diaz infatti è passato professionista a soli 17 anni, facendosi largo nella boxe messicana, piena zeppa di talenti nei pesi più piccoli. Inoltre è da anni, sia pure con alterne fortune, che combatte ad altissimo livello. Una combinazione che permette di ipotizzare un match duro, equilibrato, senza esclusione di colpi. In tv in Italia il match si vedrà in chiaro, in diretta alle 23.00 su Deejay Tv (canale 9 del digitale terrestre nazionale e canale 145 della piattaforma Sky), ma il fatto che ESPN International abbia acquistato i diritti ne permetterà la diffusione in Canada, America Latina, Australia e Nuova Zelanda.