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Baseball: Rimini campione d'Italia dopo nove anni, 'cappotto' a Bologna

L'Italian baseball series dominata dal team del presidente Zangheri e del manager Munoz. Fortitudo mai entrata in partita e meritatamente sconfitta anche in gara-4 che finisce 7-0. Finisce la serie con un 4-0 che non ammette repliche. Candelario premiato come miglior giocatore ma Munoz dice: "I miei, tutti mvp"

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RIMINI - Nove anni dopo l'ultimo trionfo, Rimini conquista il suo dodicesimo scudetto di baseball, schiantando - è proprio il caso di dirlo - la favoritissima UnipolSai Fortitudo Bologna. Se la finale dell'anno passato fu un susseguirsi di emozioni, fino al sorpasso all'ultima curva utile di Bologna (che raddrizzò nelle ultime due occasioni uno svantaggio di tre partite a due), stavolta Rimini ha dominato l'Italian Baseball Series dall'inizio alla fine, surclassando i campioni d'Italia uscenti dall'inizio alla fine: quattro partite e quattro vittorie per i gialloneri.

Che hanno iniziato la serie da autentici Pirati, ovvero all'arrembaggio, conquistando la prima vittoria di misura (2 a 1) in casa del "nemico; allungando la striscia con Corradini sul monte di lancio in gara-2, giocata sullo slancio del primo successo (7 a 3, sempre a Bologna); sapendo contenere la reazione di Bologna, in gara3, costringendola a uno shootout e colpendo in attacco in modo chirurgico (3 a 0); infine mantenendo nervi saldi nella lunga sfida tra i lanciatori più forte della Ibl, Candelario e Rivero, per colpire al momento giusto, trovando il nervo scoperto dell'avversario per un 7 a 0 che non ammette repliche ma che è fin troppo punitivo per l'ospite.

Se Bologna è condannata a pensare all'occasione perduta, a esaminare i motivi di una stagione dominata in modo dilagante nelle prime due fasi e gettata via senza attenuanti in finale, Rimini può finalmente godersi il paradiso dopo tre stagioni di amarissimo... limbo. Orlando Munoz merita un Oscar per l'attore protagonista per come ha saputo - nel momento giusto ritrovare le intonse potenzialità della sua "fuoriserie", dopo una stagione fatta di sbandate a volte non così controllate, provocate anche dalla mala sorte.

Per la squadra bolognese, l'appuntamento con la stella da cucirsi al petto, il sogno del pubblico del Falchi, è rimandato. Spetterà al presidente Michelini, al ds Mura e al manager Nanni (voci lo indicano come ct della Nazionale per il futuro prossimo venturo, con Mazzieri alla guida della Effe), trovare le cause di questa debacle finale. Non prima però di aver cercato, nella finale di coppa Italia, di raddrizzare la baracca, certamente amareggiata, chiedendo al Nettuno il passaporto per giocare la prossima coppa Campioni.    

"Non c'è stato un giocatore mvp in questa serie - ha detto un raggiante Orlando Munoz - perché tutta la squadra si è espressa al massimo e ha vinto con pieno merito. Tutti, stranieri e italiani, hanno dimostrato un forte attaccamento alla maglia. Candelario è stato fondamentale, ha vinto il premio come miglior giocatore, ma per me tutti sono stati fondamentali. E sono contento per il presidente Zangheri che ha dovuto aspettare così tanti ani per godersi questa soddisfazione ancora una volta".  

Paolino Ambrosino ha parlato a nome di una Fortitudo rimasta, come la sua gente, senza parole: "Perdere così non fa male, fa malissimo. Rimini ha vinto meritatamente, giocando una buona finale, noi non siamo mai riusciti a giocare come sappiamo. Ora abbiamo il dovere di portare a casa la coppa Italia e di qualficarci in questo modo per la prossima coppa dei Campioni".
 
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