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Baseball, Rivero gela San Marino: Fortitudo campione d'Italia

La serie scudetto finisce 3 a 0. Sotto al Titano, l'UnipolSai vince 4-0, sorretta sul monte dal super lanciatore venezuelano (12 strike out in 8 riprese, premiato come mvp: più forte delle ansie familiari).
Scudetto e Coppacampioni, frutto di uno straordinario lavoro d'equipe
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SERRAVALLE di S.MARINO - La Fortitudo UnipolSai Bologna difende il suo scudetto e lo tiene cucito sulle sue maglie. San Marino cede 4 a 0 anche la terza partita di finale, dopo le due cedute in casa felsinea. Tre a zero, gioco partita e incontro. Eroe della serata il venezuelano Raul Rivero, che a Bologna chiamano l'Omone. Il gigante buono del monte di lancio confeziona una prova superlativa, congelando le mazze della piccola Repubblica che coraggiosamente sognavano di accorciare le distanze. Tra Rivero e Baez, il match rimane in equilibrio fino a che il catcher cubano con passaporto francese Paz spedisce fuori campo il solo homer del vantaggio bolognese. I Titanici a questo punto si affidano alla classe di Quevedo, partente di gara1, sperando nel calo di Rivero, alla quarta stagione in maglia fortitudina con rendimenti eccelsi. Calo che non arriva. Al contrario è Quevedo che, sul finire del match, subisce un doppio di Grimaudo, azione che spinge a casa i punti del 3 a 0. San Marino, corto sul mound, prova a restare in vita in coda con l'ottimo Maestri che tuttavia, a basi piene, concede la base ball per il 4 punto ospite. Rivero chiude da eroe anche l'ottava ripresa, lasciando a Perikslis, pitcher americano, l'onore delle ultime tre eliminazioni.

Il successo della Fortitudo è frutto di un gruppo costruito magistralmente dal ds Mura; guidato alla perfezione da uno staff tecnico di assoluto livello. Organizzazione in stile americano, un gioiello di programmazione e di lavoro d'equipe. Così si allestisce una squadra in cui ognuno ha saputo portare il proprio mattoncino per la causa comune, in cui brillano le stelle di prima grandezza, ma anche i prodotti del vivaio. Con un'alternanza di rendimento, nei match decisivi (Parma e San Marino hanno confermato la loro provata solidità), cosi efficace da nascondere i cali di tensione a conferma che il trionfo è stato autenticamente di squadra.
Rivero è stato premiato come mvp della serie. E a giochi fatti possiamo pure svelare che il venezuelano ha saputo isolarsi da una situazione personale particolare. Nei giorni delle semifinali la sua famiglia in Venezuela è stata vittima dell'assalto di rapinatori mentre  si trovava nella propria abitazione. Nel corso della violenta  rapina, la moglie del campione è rimasta ferita. Con questo peso, Rivero è riuscito a concentrarsi e a portare a termine la missione. A Bologna, dove già è da tempo in beniamino, ora è un vero e proprio idolo. Ha chiuso il match decisivo di stasera con queste cifre: otto riprese lanciate, 12 eliminazioni al piatto, quattro battute singole e due basi ball concessi.

Per Bologna è il dodicesimo scudetto della sua storia, il manager Lele Frignani è il  primo nella ultracinquantennale storia del club a centrarne due di fila, nell'anno della straordinaria accoppiata Coppacampioni-Titolo Italiano.
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