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Pugilato, Golovkin-Lemieux: a New York è la notte del ko. Chance per De Carolis in Germania

Golovkin e Lemieux alla presentazione del match (ap)
Attesissimo mondiale dei medi al mitico Madison Square Garden: il kazako è il più grande picchiatore in circolazione, ma anche il canadese ha il pugno pesante. A Karlsruhe il romano cerca l’impresa contro il tedesco Feigenbutz
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ROMA – La grande notte del ko. L’America volta pagina, e dopo aver celebrato, tra esaltazioni e critiche, la boxe meravigliosa ma un po’ troppo conservativa di Floyd Mayweather, si tuffa nel pugilato di una volta, quello del Madison Square Garden in cui lo spettro del ko aleggia costante caricando l’aria di elettricità. New York, nella notte italiana tra sabato e domenica, ospita uno degli incontri più attesi dell’anno. Il mondiale in palio, prestigiosissimo, è quello dei pesi medi (Wba, Wbc e Ibf) e la conclusione prima del limite sembra inevitabile. Lo dicono le caratteristiche dei contendenti. Da una parte Gennady Golovkin,  il più grande picchiatore in circolazione pound for pound. Kazako di stanza a Los Angeles, ha combattuto 33 volte vincendo sempre, in 30 occasioni non facendo ascoltare all’avversario l’ultimo gong. L’ultimo a resistergli in piedi, parliamo del lontanissimo 2008, è stato il francese Amar Amari, peraltro dominato ai punti sul ring di Copenaghen. Da quando si è impadronito della cintura di campione del mondo però, gli avversari sono stati puntualmente abbattuti, ultimi in ordine di tempo il messicano Rubio (che aveva messo giù il nostro Spada), il britannico Murray (anch’egli venuto a capo del pugile romano) e lo statunitense Monroe.

L’attesa il match è alimentata dall’avversario di GGG (questo l’alias di Golovkin), David Lemieux. Canadese, porta in dote la cintura Ibf e soprattutto un ruolino altrettanto impressionante: su 34 vittorie in carriera in 31 circostanze di è sbarazzato con le cattive del suo avversario. Un paio di macchioline però il canadese le presenta: in particolare la sconfitta pria del limite subita da Rubio, che contro GGG non è esistito, fa pensare.

Pronostico per Golovkin insomma, anche se quando si affrontano pugili dalla potenza devastante è meglio non sbilanciarsi troppo. Il kazako è uno che avanza senza preoccuparsi troppo della fase difensiva: le 33 primavere ed una carriera già abbastanza dura, secondo qualche addetto ai lavori, potrebbero però presentare il conto tutto di un colpo. Il canadese dal canto può contare sulla gioventù e sulla grande determinazione, confermata in una intervista dall’ex re dei medi Bernard Hopkins, che lo ha seguito durante la preparazione. Probabile che Lemieux non aspetti la sorte che Golovkin gli riserverebbe se esitasse troppo. La sensazione è che il canadese cerchi di stanare il kazako accettando la sfida, e con gente del genere un match a viso aperto è garanzia di spettacolarità assoluta.

DE CAROLIS FA IL MONDIALE IN GERMANIA - Dai mesi ai supermedi, dagli Usa alla Germania. Poche ore prima del match di Golovkin, chance della carriera per Giovanni De Carolis. Il pugile romano va nella tana del tedesco Vincent Feigenbutz per cercare di portargli via il titolo mondiale ad interim Wba. Un compito oggettivamente complicato, perché anche qui, come nel match di New York, il senso del ko incombe. ‘Merito’ di Feigenbutz, che ha vinto 20 volte, 19 delle quali prima del limite. Il tedesco è sospeso tra realtà (ha già il titolo) e prospettiva: ha infatti appena 20 anni è ed uno dei talenti più interessanti del panorama. Per De Carolis, che ha 11 anni in più del suo avversario, ulteriore difficoltà è data dall’ambiente: si combatte infatti in una esaurita DM-Arena di Karlsruhe, città natale di Feigenbutz. Aggiungiamo anche la ‘protezione’ della potente organizzazione (Sauerland Event) per il pugile di casa.

Fattori che chiudono il pronostico per De Carolis?  Il romano parte sfavorito, e questo è fuori di dubbio. Può però lavorare su due fattori. Il primo è la fase difensiva perforabile del tedesco, che nel ruolino conta una sconfitta prima del limite con il non irresistibile georgiano Alesin. Il secondo è la crescita di De Carolis. Rispetto a quello della prima parte della carriera, il laziale è un altro pugile. Aver combattuto in Germania (pur perdendo nettamente ai punti) contro il mostro sacro Arthur Abraham gli ha fatto fare il salto di qualità, e le ultime tre esibizioni sono state molto convincenti. Che match deve fare De Carolis? Curare ossessivamente la fase difensiva o tentare a fare il colpo? La seconda, anche se i rischi sarebbero notevoli, ci sembra la migliore, anche se poi pontificare è facile. Tante domande, la risposta la scriverà il ring.    
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