Sport

Doping, Wada: "Sospendete la Russia dell'atletica alle Olimpiadi"

Mariya Savinova e Ekaterina Poistogova dopo la gara di Londra 
La commissione indipendente istituita dall'agenzia mondiale antidoping chiede alla federazione internazionale (che ha avviato la procedura) di bandire gli atleti russi da Giochi, Mondiali ed Europei. Accusati anche i servizi segreti e indirettamente il governo di Mosca
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ROMA - Fuori la Russia dell'atletica dai Giochi di Rio. La commissione indipendente istituita dalla Wada (l'agenzia mondiale antidoping) ha chiesto alla Iaaf (la federazione mondiale dell'atletica) che la Russia sia bandita dalle competizioni internazionali fino a quando Mosca non farà chiarezza sulle reiterate vicende doping che hanno negli ultimi tempi riguardato atleti russi. Nel dettagliato rapporto della Wada, 323 pagine redatte dopo una indagine durata 11 mesi, si individuano "fallimenti del sistema che impediscono o diminuiscono la possibilità di un programma antidoping efficace". Se la IAAF (tra l'altro anch'essa accusata nel rapporto) accoglierà tale richiesta, gli atleti russi dovrebbero essere esclusi da Giochi olimpici e campionati mondiali ed europei.

IL RAPPORTO INTEGRALE DELLA WADA

ATLETICA RUSSA RISCHIA ESCLUSIONE DA RIO - Nel rapporto la commissione chiama in causa anche il governo russo, accusandolo di complicità in tutti i casi di doping diffuso, arrivando ad affermare il coinvolgimento dei servizi segreti di Mosca (FSB), accusati di aver controllato il laboratorio antidoping moscovita anche durante le Olimpiadi invernali di Sochi 2014. La commissione interna, presieduta da Dick Pound, invita la Wada stessa a dichiarare immediatamente la Russia "non conforme al codice mondiale antidoping e che la Iaaf sospenda la federazione da tutte le competizioni finché tutto non sia chiarito". La prima ovvia conseguenza, in caso di accoglimento, sarebbe l'esclusione degli atleti russi da Rio 2016. Una bufera ulteriore sull'atletica leggera, visto che l'Interpol sta guidando una operazione internazionale sulla corruzione che coinvolge dirigenti e atleti. Una indagine partita dalla Francia che accusa l'ex presidente della Iaaf, Lamine Diack, di aver incassato somme di denaro dalla federazione russa in cambio del silenzio su più casi di positività al doping.
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"NON CI SONO PROVE" - Pronta la replica della Russia, affidata al ministro dello sport, Vitaly Mutko, che ha negato tutte le accuse: "La Wada non ha il diritto di sospendere. Le conclusioni della commissione non sono sostenute da prove e non contengono fatti nuovi. Se si legge il rapporto è scritto più o meno così: secondo le nostre informazioni c'è l'influenza dello Stato, rappresentato dal ministero, su tutto questo sistema. Non abbiamo le prove, però allo stesso tempo riteniamo che questa (influenza, ndr) ci sia. Ma che tipo di accusa è?".

PROBABILE DECISIONE A FINE MESE - "Qualsiasi sospensione deve essere discussa nella riunione della Iaaf nel mese di novembre - ha ribadito il presidente ad interim di RusAthletics Vadim Zelechenok - Dovrebbe essere dimostrato che le violazioni erano colpa della federazione e non dei singoli sportivi. Dovrebbero darci la possibilità di difendere la nostra reputazione". "Non c'è alcun motivo di privare i nostri atleti delle medaglie, anche olimpiche, o di squalificarli, e nemmeno gli allenatori. Le conclusioni della Wada hanno una motivazione assolutamente politica, come le sanzioni contro la Russia"", ha infine commentato Vladimir Uiva, capo dell'agenzia federale medico-biologica russa. Il Consiglio della Iaaf potrebbe a questo punto convocare una riunione straordinaria per discutere dell'eventuale sospensione della Federazione russ, ma un incontro è già fissato il 26 e 27 novembre a Monaco, ed è probabile che questi temi saranno discussi in quell'occasione.
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COE: "PROTEGGEREMO ATLETI PULITI" - Nonostante ciò la Iaaf ha avviato la proceduta di applicazione delle sanzioni chieste dalla Wada, come annunciato dal presidente, recentemente eletto, Sebastian Coe:  "Le informazioni contenute nel rapporto Wada sono allarmanti. Abbiamo bisogno di tempo per analizzarle correttamente e comprenderne i risultati. Nel frattempo ho invitato il Consiglio ad aprire un procedimento nei confronti della Federatletica russa. Questo passo è stato ponderato, posso dire che faremo tutto ciò che è necessario per proteggere gli atleti puliti e ricostruire la fiducia nei confronti del nostro sport".

GOVERNO DI MOSCA SOTTO ACCUSA - La commissione ha anche accusato lo stato russo di complicità e, pur specificando che non esistono prove scritte al riguardo, ha aggiunto: "Sarebbe ingenuo pensare che tale azione sistematica possa essere avvenuta senza l'esplicita o tacita approvazione della autorità governative russe. L'infiltrazione di agenti dell'FSB testimonia la diretta intimidazione russa alle attività del laboratorio di Mosca". Altra accusa presente nel rapporto riguarda le Olimpiadi di Londra, "sabotate per permettere ad atleti russi di gareggiare nonostante la violazioni delle norme antidoping ne avrebbe determinato la squalifica".

CINQUE ATLETI RISCHIANO SQUALIFICA A VITA - Tra le altre raccomandazioni nel report c'è la richiesta di squalificare a vita cinque atleti, quattro tecnici e un dirigente. Tra loro ci sono l'oro e il bronzo degli 800 femminili al Giochi di Londra: Marya Savinova e Ekaterina Poistogova. Ricordiamo che giovedì scorso la federazione russa aveva inflitto cinque squalifiche per uso di doping. Maria Konovalova, due volte terza alla maratona di Chicago, è stata sospesa fino all'ottobre 2017 e si è vista cancellare tutti i risultati ottenuti dall'agosto 2009 in poi. Rimarrà ferma fino all'ottobre 2019, invece, la 29enne Mariya Bespalova. Quattro anni di sospensione anche ai velocisti Vlas Bredikhin e Yaroslav Kholopov mentre viene squalificato per sei mesi il marciatore Yevgeny Nushtayev. A gennaio l'agenzia russa antidoping aveva squalificato Tatyana Chernova, iridata nel 2011 dell'eptathlon champion, e la campionessa olimpica dei 3000 siepi a Londra, Yuliya Zaripova. Sempre a inizio anno furono sospesi cinque marciatori, fra cui tre campioni olimpici, tanto che ai recenti mondiali di Pechino la squadra russa, storicamente dominatrice della marcia, si è presentata con un solo atleta.

UN ANNO DI INDAGINI - La commissione indipendente che ha redatto il report aveva ricevuto un anno fa dalla Wada l'incarico di approfondire le indagini sul sistema di doping di stato in Russia. Il lavoro della commissione, formata da tre persone, è divenuto ancora più complicato lo scorso agosto quando sono emerse le accuse alla Federazione internazionale di atletica (Iaaf) di aver occultato alcuni casi di doping. I tre membri della commissione sono Richard Pound, avvocato canadese, che ha condotto le indagini. E' stato presidente della Wada dal 1999 al 2007 ed è membro del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) dal 1978. Pound è stato tra l'altro l'avvocato difensore della superstella dell'atletica Ben Johnson, suo connazionale, quando risultò positivo nei Giochi olimpici di Seoul 1988. Gli altri due sono Richard McLaren, canadese come Pound, da molti anni giudice del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, e Gunter Younger, tedesco, che nel corso degli ultimi 30 anni ha ricoperto vari ruoli all'interno del Ministero di giustizia.

IL CIO: "SCIOCCANTE E TRISTE" - In una nota il Comitato olimpico internazionale definisce "scioccante e molto triste" per il mondo dello sport il report pubblicato dalla commissione indipendente della Wada. "Il Cio - prosegue il comunicato - crede che la nuova governance della Iaaf, guidata da Sebastian Coe, prenderà tutte le misure necessarie per proteggere gli atleti puliti. Questa è una priorità per il movimento olimpico internazionale". La nota del Cio spiega poi che "per quanto riguarda i Giochi Olimpici il comitato internazionale continuerà a prendere tutte le misure necessarie per salvaguardare lo sport pulito" e annuncia "una politica di tolleranza zero". Il Cio ha anche reso noto di aver sospeso in via cautelare dallo status di membro onorario l'ex presidente della Iaaf, Lamine Diack, dopo le indagini a suo carico. Commenti positivi alla Wada arrivano anche dall'Usada (l'Agenzia antidoping degli Stati Uniti). Travis Tygart, direttore della Usada: "Ha dimostrato l'intento della Russia di manipolare i risultati sportivi attraverso mezzi illegali. Il report diffuso oggi dimostra un incredibile livello di corruzione e invia alla Russia un chiaro messaggio: non si possono ingannare gli sportivi di tutto il mondo ed evitarne le conseguenze trincerandosi dietro un muro di menzogne e omissioni".

 
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