Scandalo doping, la Iaaf sospende la Russia a tempo indeterminato
La decisione ha carattere provvisorio, ma mette in serio rischio la partecipazione dell'atletica russa a Rio. In precedenza dure accuse del ministro dello Sport, Vitaly Mutko, alla federazione internazionale di atletica: "Occultati 155 test, sono 15 dei casi occultati riguardano atleti russi"
MOSCA - Sospensione a tempo indeterminato da tutte le competizioni. Questa la decisione presa dal Consiglio della Iaaf - 22 voti favorevoli e uno contrario - nei confronti della Russia alla luce del rapporto della commissione Wada che ha denunciato l'esistenza di un doping sistematico nell'atletica. La decisione è arrivata al termine di una videoconferenza diretta dal presidente Sebastian Coe, che ha discusso il rapporto stilato dalla dalla commissione indipendente dell'Agenzia mondiale antidoping (WADA), che chiedeva un provvedimento del genere. Dato quindi credito al rapporto di collusione "sistemica" tra gli atleti russi e la federazione del paese e le autorità antidoping. La sospensione esclude al momento gli atleti russi da tutte le competizioni, compresi i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro che partiranno il 5 agosto prossimo. Inoltre la Russia non potrà ospitare nè la Coppa del mondo di marcia a Cheboksary nè i…
MOSCA - Sospensione a tempo indeterminato da tutte le competizioni. Questa la decisione presa dal Consiglio della Iaaf - 22 voti favorevoli e uno contrario - nei confronti della Russia alla luce del rapporto della commissione Wada che ha denunciato l'esistenza di un doping sistematico nell'atletica. La decisione è arrivata al termine di una videoconferenza diretta dal presidente Sebastian Coe, che ha discusso il rapporto stilato dalla dalla commissione indipendente dell'Agenzia mondiale antidoping (WADA), che chiedeva un provvedimento del genere. Dato quindi credito al rapporto di collusione "sistemica" tra gli atleti russi e la federazione del paese e le autorità antidoping. La sospensione esclude al momento gli atleti russi da tutte le competizioni, compresi i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro che partiranno il 5 agosto prossimo. Inoltre la Russia non potrà ospitare nè la Coppa del mondo di marcia a Cheboksary nè i Mondiali juniores a Kazan. Il provvedimento comunque ha il carattere della provvisorietà, ed è su questo che i vrtici russi potranno lavorare per ottenere il pass olimpico per la regina dei Giochi
"Il nostro messaggio non poteva essere più forte - le parole del presidente della Iaaf, Lord Sebastian Coe - Stiamo mettendo in chiaro che chi bara, a qualsiasi livello, non può essere tollerato. Ma l'intero sistema ha fallito, non solo in Russia ma in tutto il mondo. Siamo arrabbiati per il danno che è stato causato alla reputazione e alla credibilità dell'atletica - il commento dell'ex sprinter Frankie Fredericks, presidente della Commissione atleti della Iaaf - ma siamo assieme a Coe nel non tirarci indietro davanti alle sfide che il nostro sport si trova ad affrontare".
ATTACCO RUSSO ALLA IAAF - La decisione al termine di una giornata in cui la Russia era partita comunque al contrattacco. Duro ministro dello Sport russo, Vitali Mutko, citato da Russia Today: "La Federatletica mondiale (Iaaf) ha nascosto dal 2008 i risultati di 155 test antidoping, e atleti russi sono coinvolti solo in 15 di questi casi". "Chissà perché per 5-7 anni non lo sapevano né gli stessi atleti né le rispettive federazioni nazionali di atletica leggera. Perciò ho tenuto a sottolineare che il problema del doping riguarda non un solo paese, e neanche la sola atletica leggera, ma è un problema di tutto lo sport, e risolverlo è possibile esclusivamente se si lavora insieme". Lo stesso Vitali Mutko ha escluso le dimissioni: "Non ci penso", ha spiegato aggiungendo che pur ammettendo una "responsabilità personale" per quel che è successo, non ha "nulla di cui vergognarsi".
Comunque lo stesso Mutko ha offerto collaborazione contro il doping: "Ho parlato più volte col presidente della Wada, Craig Reedie, e gli ho fornito, sia oralmente che per iscritto, un rapporto sulla situazione antidoping in Russia. Noi siamo pronti, dateci una roadmap. La Russia sta facendo ogni sforzo possibile nella lotta al doping, versiamo un milione di dollari alla Wada e 300 mila all'Unesco ma dire che lo facciamo per coprire allenatori e atleti è assurdo. E se le nostre misure non sono sufficienti, ne prenderemo delle altre. E se sarà necessario, adotteremo delle decisioni per cambiare il sistema".
LA DIFESA DELLA ISINBAYEVA - "Fin dall'inizio della mia carriera, tutte le mie vittorie sono state oneste, pulite e meritate. Ho sempre rispettato le norme antidoping e continuo a farlo. Non trattate tutti gli atleti allo stesso modo". Una leggenda dello sport russo come la fuoriclasse del salto con l'asta, Yelena Isinbayeva si rivolge alla Iaaf: "Impedire agli atleti che non hanno alcun legame col caso doping di andare a Rio non sarebbe giusto. I colpevoli devono pagare ma gli innocenti devono avere la possibilità di presentarsi e competere degnamente rappresentando il proprio Paese in tutti gli stadi".
LE ACCUSE DI SCHWAZER - "Mi avevano promesso che, qualora fossi diventato russo, sarei stato più veloce", ha dichiarato ai microfoni di RaiNews 24, Alex Schwazer, il campione olimpico della 50 Km di marcia squalificato per doping. "Mi auguro che vengano sanzionati e spero che la Iaaf, la Wada o chi dovrà decidere sarà rigido. Posso sperare che in futuro sarà un pò meglio, certe cose sono veramente assurde. Sconfiggere completamente il doping sarà difficile, ma bisogna fare in modo che gli atleti bravi e puliti possano emergere, facendo capire a chi ha la tentazione che si può andare forte senza doping". Proprio le vicende relative alla Russia spingono l'allenatore di Schwazer, Sandro Donati, a sperare in uno sconto di pena: "Fino ad oggi su Alex c'è stata una decisione di tipo politico. Alla luce di quanto accaduto la Wada dovrà riprendere in esame la sua collaborazione con la procura di Bolzano, considerata significativa. Verrà fatta richiesta per uno sconto di pena: ci puntiamo, la sua collaborazxione con l'Usada è stata puntuale".
"Il nostro messaggio non poteva essere più forte - le parole del presidente della Iaaf, Lord Sebastian Coe - Stiamo mettendo in chiaro che chi bara, a qualsiasi livello, non può essere tollerato. Ma l'intero sistema ha fallito, non solo in Russia ma in tutto il mondo. Siamo arrabbiati per il danno che è stato causato alla reputazione e alla credibilità dell'atletica - il commento dell'ex sprinter Frankie Fredericks, presidente della Commissione atleti della Iaaf - ma siamo assieme a Coe nel non tirarci indietro davanti alle sfide che il nostro sport si trova ad affrontare".
ATTACCO RUSSO ALLA IAAF - La decisione al termine di una giornata in cui la Russia era partita comunque al contrattacco. Duro ministro dello Sport russo, Vitali Mutko, citato da Russia Today: "La Federatletica mondiale (Iaaf) ha nascosto dal 2008 i risultati di 155 test antidoping, e atleti russi sono coinvolti solo in 15 di questi casi". "Chissà perché per 5-7 anni non lo sapevano né gli stessi atleti né le rispettive federazioni nazionali di atletica leggera. Perciò ho tenuto a sottolineare che il problema del doping riguarda non un solo paese, e neanche la sola atletica leggera, ma è un problema di tutto lo sport, e risolverlo è possibile esclusivamente se si lavora insieme". Lo stesso Vitali Mutko ha escluso le dimissioni: "Non ci penso", ha spiegato aggiungendo che pur ammettendo una "responsabilità personale" per quel che è successo, non ha "nulla di cui vergognarsi".
Comunque lo stesso Mutko ha offerto collaborazione contro il doping: "Ho parlato più volte col presidente della Wada, Craig Reedie, e gli ho fornito, sia oralmente che per iscritto, un rapporto sulla situazione antidoping in Russia. Noi siamo pronti, dateci una roadmap. La Russia sta facendo ogni sforzo possibile nella lotta al doping, versiamo un milione di dollari alla Wada e 300 mila all'Unesco ma dire che lo facciamo per coprire allenatori e atleti è assurdo. E se le nostre misure non sono sufficienti, ne prenderemo delle altre. E se sarà necessario, adotteremo delle decisioni per cambiare il sistema".
LA DIFESA DELLA ISINBAYEVA - "Fin dall'inizio della mia carriera, tutte le mie vittorie sono state oneste, pulite e meritate. Ho sempre rispettato le norme antidoping e continuo a farlo. Non trattate tutti gli atleti allo stesso modo". Una leggenda dello sport russo come la fuoriclasse del salto con l'asta, Yelena Isinbayeva si rivolge alla Iaaf: "Impedire agli atleti che non hanno alcun legame col caso doping di andare a Rio non sarebbe giusto. I colpevoli devono pagare ma gli innocenti devono avere la possibilità di presentarsi e competere degnamente rappresentando il proprio Paese in tutti gli stadi".
LE ACCUSE DI SCHWAZER - "Mi avevano promesso che, qualora fossi diventato russo, sarei stato più veloce", ha dichiarato ai microfoni di RaiNews 24, Alex Schwazer, il campione olimpico della 50 Km di marcia squalificato per doping. "Mi auguro che vengano sanzionati e spero che la Iaaf, la Wada o chi dovrà decidere sarà rigido. Posso sperare che in futuro sarà un pò meglio, certe cose sono veramente assurde. Sconfiggere completamente il doping sarà difficile, ma bisogna fare in modo che gli atleti bravi e puliti possano emergere, facendo capire a chi ha la tentazione che si può andare forte senza doping". Proprio le vicende relative alla Russia spingono l'allenatore di Schwazer, Sandro Donati, a sperare in uno sconto di pena: "Fino ad oggi su Alex c'è stata una decisione di tipo politico. Alla luce di quanto accaduto la Wada dovrà riprendere in esame la sua collaborazione con la procura di Bolzano, considerata significativa. Verrà fatta richiesta per uno sconto di pena: ci puntiamo, la sua collaborazxione con l'Usada è stata puntuale".