ROMA - Zona est di Roma, una gru sta sollevando delle lastre di vetro alte tre metri. Stessa scena dalla parte opposta della città. Dettagli che fotografano il boom che da poco più di un anno sta vivendo il padel: uno sport con radici lontane, da fine Ottocento negli Stati Uniti, ma che in epoca moderna ha poi visto battere il cuore soprattutto in Spagna e Sudamerica. Oggi, tra Madrid e Barcellona si contano quasi 4,5 milioni di praticanti. In Italia la febbre è cominciata un anno fa, a Bologna: 20 metri di lunghezza per 10 di larghezza, terreno delimitato da vetri e grate, regole che obbligano al doppio, la partita che si trasforma in un flipper, facile al primo contatto, uno sport capace di attirare praticanti che si allungano in una fascia d'età dai dieci agli 80 anni, ma diabolico a livello agonistico. "In meno di un anno - racconta Gianfranco Nirdaci, il coordinatore nazionale che alla crescita del movimento ha dedicato energie ma soprattutto idee - sono stati costruiti più di duecento impianti. Per me è ancora solo l'inizio. I progetti sono ambiziosi: abbiamo intenzione di spiegare questo sport nelle scuole, abbiamo equiparato in tutto e per tutto la Federazione Padel ai regolamenti della Fit e a maggio, durante gli Internazionali, monteremo tre campi per un supertorneo al Foro Italico: uno sarà riservato alle donne, gli altri due vedranno in campo i migliori giocatori di tutto il mondo".
Roma in pochi mesi si è trasformata nel centro nevralgico del gioco, l'ultima iniziativa vede la firma di Luca Berrettini, un cognome che oggi rappresenta soprattutto la speranza di un futuro per il tennis italiano. Due figli nati con la racchetta in mano: Matteo, 19 anni, i primi punti Atp conquistati in questa stagione, un torneo Itf già in bacheca sotto la guida scrupolosa di Vincenzo Santopadre, ex azzurro di Davis; il fratello Jacopo di anni ne ha 17 e si è già affacciato alla serie A del tennis italiano strappando applausi nell'esordio di quest'anno. Ma se da una parte Berrettini segue i figli lungo una strada che dai tempi di Panatta sembra proibitiva per le speranze del tennis italiano, dall'altra si è lasciato attrarre dalla passione per il nuovo sport tutto doppio e giocate di rimbalzo. Al circolo Maximo di Roma ha fondato un'associazione sportiva che ha l'ambizione di trasformarsi nel punto di riferimento italiano per questo sport. Guidata da Matteo Contino, uno dei tecnici federali tra i più preparati del settore, l'Associazione Padel Hub ha puntato soprattutto su un salto di qualità della disciplina, uniformando gli standard tecnici a quelli delle principali sedi di gioco spagnole. "Questi campi da padel - spiega Berrettini - vengono definiti "Panoramici" perché rappresentano la soluzione più spettacolare e adatta alle riprese televisive: la struttura portante è ridotta al minimo, si ha l'impressione di giocare in una gabbia di vetro dove gli spettatori non perdono un dettaglio del match. Standard altissimi: sono la riproduzione esatta di quelli utilizzati un anno fa per i campionati del mondo disputati allo Stars Padel di Barcellona".
Fondamenta per aprire la strada che porta al professionismo, ma senza dimenticare lo sport di base, quella massa di giocatori che sta trasformando una disciplina sportiva in passione popolare: "Il criterio che stiamo seguendo - spiega Contino - ricalca le grandi scuole di tennis anni Settanta: si guarda alla classifica nazionale e internazionale, senza perdere di vista chi approccia questo sport per puro svago. Nasce da questa convinzione la scelta di affiliarci all'Amatoriale Padel MSP, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni". Il 30 e 31 gennaio è atteso il primo torneo ufficiale. "La soluzione che stiamo studiando - spiega infine Berrettini - prevede una svolta nel panorama di sfide di cui è diventata protagonista Roma. Una volta affiliati alla Federazione Tennis, prevediamo un torneo nazionale diviso per categorie. Ci sarà spazio per le star, per quei giocatori che non scendono quasi mai sotto i quarti di finale dei tornei più prestigiosi, ma presenteremo anche un tabellone per giocatori alle prime armi. Un'attenzione particolare sarà infine rivolta alle giocatrici che ormai rappresentano una parte importante del movimento. Per questo abbiamo in programma un torneo che darà spazio anche alle ragazze che ancora sono distanti dalle logiche di classifica".
Roma in pochi mesi si è trasformata nel centro nevralgico del gioco, l'ultima iniziativa vede la firma di Luca Berrettini, un cognome che oggi rappresenta soprattutto la speranza di un futuro per il tennis italiano. Due figli nati con la racchetta in mano: Matteo, 19 anni, i primi punti Atp conquistati in questa stagione, un torneo Itf già in bacheca sotto la guida scrupolosa di Vincenzo Santopadre, ex azzurro di Davis; il fratello Jacopo di anni ne ha 17 e si è già affacciato alla serie A del tennis italiano strappando applausi nell'esordio di quest'anno. Ma se da una parte Berrettini segue i figli lungo una strada che dai tempi di Panatta sembra proibitiva per le speranze del tennis italiano, dall'altra si è lasciato attrarre dalla passione per il nuovo sport tutto doppio e giocate di rimbalzo. Al circolo Maximo di Roma ha fondato un'associazione sportiva che ha l'ambizione di trasformarsi nel punto di riferimento italiano per questo sport. Guidata da Matteo Contino, uno dei tecnici federali tra i più preparati del settore, l'Associazione Padel Hub ha puntato soprattutto su un salto di qualità della disciplina, uniformando gli standard tecnici a quelli delle principali sedi di gioco spagnole. "Questi campi da padel - spiega Berrettini - vengono definiti "Panoramici" perché rappresentano la soluzione più spettacolare e adatta alle riprese televisive: la struttura portante è ridotta al minimo, si ha l'impressione di giocare in una gabbia di vetro dove gli spettatori non perdono un dettaglio del match. Standard altissimi: sono la riproduzione esatta di quelli utilizzati un anno fa per i campionati del mondo disputati allo Stars Padel di Barcellona".
Fondamenta per aprire la strada che porta al professionismo, ma senza dimenticare lo sport di base, quella massa di giocatori che sta trasformando una disciplina sportiva in passione popolare: "Il criterio che stiamo seguendo - spiega Contino - ricalca le grandi scuole di tennis anni Settanta: si guarda alla classifica nazionale e internazionale, senza perdere di vista chi approccia questo sport per puro svago. Nasce da questa convinzione la scelta di affiliarci all'Amatoriale Padel MSP, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni". Il 30 e 31 gennaio è atteso il primo torneo ufficiale. "La soluzione che stiamo studiando - spiega infine Berrettini - prevede una svolta nel panorama di sfide di cui è diventata protagonista Roma. Una volta affiliati alla Federazione Tennis, prevediamo un torneo nazionale diviso per categorie. Ci sarà spazio per le star, per quei giocatori che non scendono quasi mai sotto i quarti di finale dei tornei più prestigiosi, ma presenteremo anche un tabellone per giocatori alle prime armi. Un'attenzione particolare sarà infine rivolta alle giocatrici che ormai rappresentano una parte importante del movimento. Per questo abbiamo in programma un torneo che darà spazio anche alle ragazze che ancora sono distanti dalle logiche di classifica".