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Boxe, impresa di Irma Testa: prima pugile italiana alle Olimpiadi

La pugile campana ottiene il pass per Rio battendo nel torneo di qualificazione la bulgara Staneva. Per il movimento femminile è un momento storico. Tra gli uomini si qualifica anche Mangiacapre
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"The Butterfly" ce l'ha fatta. L'evento di Samsun, in Turchia, è destinato a rimanere un punto fermo della boxe ed in generale di tutto il movimento femminile sportivo italiano. Per la prima volta una nostra pugile parteciperà alle Olimpiadi: è Irma Testa, Butterfly perché il suo primo maestro ebbe l'illuminazione dopo averla vista svolazzare sul ring, ha 18 anni ed ha appena ottenuto la qualificazione per i Giochi di Rio. Nella semifinale del torneo di ammissione ha battuto la bulgara Staneva (verdetto non unanime, 2-1), vittoria che le vale il pass per il Brasile. Una impresa, non una sorpresa: la Testa non ha fatto altro che portare la sua qualità nel pugilato dei grandi, dopo che a livello giovanile aveva già fatto cose grandissime: nel suo palmares di giovane promessa, oltre ad un titolo mondiale e ad uno Europeo, anche l'argento ottenuto nella seconda edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Estivi 2014 a Nanchino…
"The Butterfly" ce l'ha fatta. L'evento di Samsun, in Turchia, è destinato a rimanere un punto fermo della boxe ed in generale di tutto il movimento femminile sportivo italiano. Per la prima volta una nostra pugile parteciperà alle Olimpiadi: è Irma Testa, Butterfly perché il suo primo maestro ebbe l'illuminazione dopo averla vista svolazzare sul ring, ha 18 anni ed ha appena ottenuto la qualificazione per i Giochi di Rio. Nella semifinale del torneo di ammissione ha battuto la bulgara Staneva (verdetto non unanime, 2-1), vittoria che le vale il pass per il Brasile. Una impresa, non una sorpresa: la Testa non ha fatto altro che portare la sua qualità nel pugilato dei grandi, dopo che a livello giovanile aveva già fatto cose grandissime: nel suo palmares di giovane promessa, oltre ad un titolo mondiale e ad uno Europeo, anche l'argento ottenuto nella seconda edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Estivi 2014 a Nanchino. Per l'Italia è la terza qualificazione per Rio, dopo Valentino Manfredonia (1° pass individuale dell'Italia Team) e Clemente Russo (alla sua quarta, storica partecipazione ai Giochi, nessun azzurro come lui). Poche ore e il numero è salito a 4: Vincenzo Mangiacapre ha infatti battuto l'armeno Margaryan per 3-0. L'azzurro, anche lui campano, è alla seconda partecipazione ai Giochi: a Londra 2012 vinse la medaglia di bronzo.

La Testa è una ragazza come tante, è di Torre Annunziata. Nella sua adolescenza oltre che il sogno del principe azzurro ("Trovatemi un ragazzo che diventerà come lui e io lo sposo", scrive riferendosi all'allenatore Zurlo), trova un bel posticino anche per il ring. Va a scuola, la cosa non la entusiasma granché, frequenta il terzo anno ragioneria, anche se conciliare il tutto con il pugilato non è facile. Il che comunque non le impedisce di descrivere il suo mondo con delle citazioni di grande spessore. Una è del grande Charlie Chaplin: "E' veramente bello battersi con persuasione. Abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando. Perché il mondo appartiene a chi osa!".La entusiasma invece la boxe, il sudore, la fatica, ma che fascino quella palestra... Irma ha lunghi capelli e lineamenti graziosi, ma questo può stupire solo chi non segue abitualmente la boxe femminile. In Italia il movimento ha sofferto per farsi largo, 'agevolato' dalle imprese tra le professioniste prima di Stefania Bianchini e poi di Simona Galassi, la leonessa romagnola che lo scorso dicembre, ad un'età abbastanza proibitiva per questi livelli -43 anni- si è congedata (forse) dal ring andando a combattere in Messico, perdendo ai punti contro la padrona di casa Jessica Chavez. Ma a parte le nostre, il movimento internazionale ormai cammina sulle proprie gambe. La bellissima Laila Alì, la figlia del più grande, ha aperto la strada, ma il fenomeno della boxe femminile si è ingigantito dopo. Molto merito va al movimento tedesco, che ha creato il mito della pugile modella. Regina Halmich da Karlsruhe è stato un idolo, anche estetico. Con lei Ina Menzer e, scendendo in categorie di minor peso, Susi Kentikian. Per non parlare di quella che attualmente è la più forte e importante di tutte: Cecilia Brækhus, la regina dei welter. E' nata in Colombia, combatte per la Norvegia, è talmente famosa che persino l'ex campione dei massimi Wladimir Klitschko ha affrontato insieme a lei la lunga fase di preparazione al mondiale con Fury. Tutte attente a non prendere pugni e darne tanti, ma soprattutto attente alla propria immagine. Dal vestito da sera all'abito alla moda da esibire in serate fashion sotto i riflettori. Probabilmente Irma non sarà una di loro, anche se ha l'abito elegante -e non ha sfigurato- in occasione delle riprese dello spot "Provaci con me" realizzato dalla FPI per Salvamamme e Salvabebè Onlus contro la violenza sulle donne. Ma nella vita di tutti i giorni veste sportiva, con scarpe rigorosamente senza tacco. L'idea è di una ragazza acqua e sapone: per lei la boxe non è un contorno, ma è il primo piatto. Vogliamo cercare un paragone a effetto? E allora, considerando anche lei combatte nel limite dei 60 kg, tiriamo in ballo il mito Katie Taylor, un armadio pieno di ori mondiali ed Europei con la gemma del trionfo a Londra 2012. La verde Irlanda impazzisce per Katie, chissà che a Rio una regione come la Campania, che tanto ha dato e tanto continua a dare al pugilato italiano non possa impazzire per Irma.