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Doping, caso Schwazer; Pellegrini: ''Chi usa Epo va radiato''. Malagò: ''Presto per dare giudizi''

La portabandiera azzurra alle Olimpiadi: ''Dispiace ci sia ricascato, in caso di anabolizzanti sono per il pugno duro''. Magnini: ''C'è qualcosa di strano, ma se fosse vero sarebbe molto grave''. Donato: ''Danno gravissimo per l'atletica''

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ROMA - Fa rumore, e non potrebbe essere altrimenti, la notizia della presunta nuova positività di Alex Schwazer. Un caso che scoppia nel giorno in cui l'Italia olimpica riceve il saluto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che al Quirinale consegna la bandiera tricolore a Federica Pellegrini, portabandiera azzurra a Rio.
Giovanni Malagò, numero uno del Coni, non si sbilancia in giudizi come impone il suo ruolo: "Il nostro mondo è variegato e complesso, numericamente importante, ci sono 11 milioni di tesserati - dice -. C'è la punta del movimento così come c'è l'amatore della gara dilettantistica, ma quando ci sono atleti così importanti su una recidiva fa fragore. Siamo abituati in 365 giorni all'anno ad avere momenti esaltanti ma ci interroghiamo sul perché di notizie così brutte che dispiacciono e rovinano tutto il contesto. Oggi è sicuramente la festa del tricolore, dell'Italia bella e che va a Rio. Per il resto evito giudizi, nessuno sa ancora bene qual è la situazione. Oggi mi sembra giusto dedicare l'attenzione a Federica, a Martina e a tutto il mondo che rappresentano".
Mentre il presidente della Fidal Alfio Giomi si limita a dire di essere "sconvolto, stiamo cercando di capire'', la Pellegrini è prima cauta (''vedremo nei prossimi giorni ma comunque dispiace molto che ci sia ricascato'') e poi più dura. "Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà, perché la notizia è fresca e non sappiamo ancora se sia vero e quali sostanze siano state trovate. Prima di dare un parere, magari un po' più pesante, aspettiamo. Certi episodi vanno capiti bene, sostanza per sostanza: ci sono casi di negligenza per farmaci da farmacia. Io in caso di anabolizzanti sono per la radiazione a vita, e molti atleti sono d'accordo con me". In conclusione, la nuotatrice ha specificato che le colpe non sono da attribuire al movimento sportivo italiano: "Non è la Nazionale italiana ad essersi macchiata di un episodio del genere; è stato lui".

Federica Pellegrini su test doping Schwazer: "Dispiace per lui ma per anabolizzanti serve la radiazione a vita"

Ha molti dubbi Filippo Magnini: "Sicuramente c'è qualcosa di strano - dice il nuotatore azzurro, testimonial della campagna 'I am doping free' e da sempre paladino della lotta al doping -. Un'analisi fatta 5 mesi fa poi viene ritestata: sinceramente non si capisce, spero ancora in qualcosa di strano ma se dovesse essere il contrario... Se fai il test li devi beccare subito, altrimenti se li fai dopo tanto tempo non ha senso, obiettivamente può essere anche che vengano manomessi. Dopo cinque mesi può darsi che certe cose non vengano fatte molto bene. Doping nel nuoto? Come tutti gli sport esiste ed è inutile negarlo e nascondere che ci sono Paesi che lo fanno in maniera sistematica. I casi sono sempre di più, noi atleti puliti riusciamo a far bene nonostante ciò: ovvio che se fossimo tutti puliti l'Italia avrebbe vinto mille volte di più. E' un peccato, speriamo che non ci siano solo scandali e titoloni sui giornali, ma che vengano presi anche dei provvedimenti".
''La notizia ci ha colti tutti di sorpresa - dice Massimo Magnani, ct della nazionale di atletica leggera -. Non ho ancora parlato con Schwazer, l'ho saputo stanotte. La prima reazione? Incredulità, non posso credere che possa essere ricaduto nel baratro precedente, non c'erano i presupposti. Sono situazioni che vanno approfondite e chiarite, ci sono delle contraddizioni in una serie di passaggi e procedure. La federazione ha preso atto di una eleggibilita concessa dall'organizzazione internazionale. Quello che era regolare a gennaio non si puo capire come non possa essere regolare dopo, queste va chiarito".
Duro Fabrizio Donato: "E' uno choc. Ho seguito poco la vicenda e onestamente mi interessa anche poco. Dispiace, perché è un grandissimo danno per l'atletica e per lo sport in generale" le parole del triplista e senatore dell'atletica azzurra. "Il nostro mondo ha bisogno di altro, i nostri figli hanno bisogno di un'altra immagine. Speriamo che le Olimpiadi di Rio portino una bellissima immagine dell'Italia, perché questo è un fulmine a ciel sereno. Quando a suo tempo io e Vizzoni abbiamo incontrato i ragazzi (della marcia, ndr) non era tanto per dare il benvenuto a Schwazer, era un messaggio per calmare le acque. Anche perché tutte queste energie nervose che noi spendiamo per seguire fatti extrasportivi non fanno altro che mettere in difficoltà noi atleti".
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