Sport

Atletica, Giamaica annuncia: ''Bolt sarà a Rio''. Ma l'incognita resta

L'uomo più veloce del mondo parteciperà alle Olimpiadi dopo il problema muscolare accusato ai Trials

2 minuti di lettura
AMSTERDAM - Bolt ci sarà. Era in Francia a curarsi quando il Comitato olimpico giamaicano ha annunciato: "Bolt sarà a Rio". Lunedì verrà emesso il comunicato ufficiale con il quale si chiude (ma non del tutto) l'angosciosa questione. Si saprà anche chi, dei potenziali qualificati in pista durante i Trials, sarà stato scelto alla rovescia: scelto per essere eliminato e far spazio al campione. E' probabile che lo sfortunato nei 100 sarà Jevaughn Minze e nei 200 Julian Forte, i terzi delle rispettive finali. Più di tre atleti a paese non è possibile schierare ai Giochi. Com'è noto Bolt ha dovuto rinuniciare alla finale dei 100 nei Trials e cancellarsi completamente dai 200 per una lesione muscolare di primo grado al flessore della gamba sinistra. A caldo allarme rosso, sembrava più grave. Tutti con le mani tra i capelli. Subito proclami di riscatto: "Farò di tutto per guarire!". Tipiche frasi che si dicono quando non c'è speranza ma bisogna far finta che ce ne sia ancora.

Bolt è volato in Francia per farsi visitare dal suo medico di fiducia Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt, uno dei professori dello sport più famosi del mondo (ma anche contestati, leggi Guardiola). Il tedesco ha subito tranquillizzato Bolt, lo staff del giamaicano e l'atletica tutta: "Non è un dramma". Bolt ha iniziato le cure intense. Ieri ha ripreso a muoversi cautamente, seguito a vista dal suo esigente medico e dal suo coach Mills, più preoccupato che esigente. L'esenzione dai Trials per infortunio aveva sollevato un vespaio di dubbi: sembrava che non ci fossero i termini per vederlo in pista a Rio. Nel 2016 Bolt non aveva uno dei tre migliori tempi nei 100 (Gatlin, Bromell, Vicaut) e nei 200 non aveva (non ha) mai gareggiato. Il Comitato olimpico giamaicano ha sfruttato la regola Iaaf che prevede un tempo allungato per il conseguimento del minimo olimpico (dal 1 maggio dell'anno precedente). In questo modo, forzando la blindatura dei Trials, si è arrivati a inserire Bolt (che può così avvalersi dei tempi ottenuti ai Mondiali di Pechino 2015). Il problema a questo punto è solo uno: come starà? Sarà guarito completamente? Potrà riprendere ad allenarsi in tempo, forzare, aumentare l'intensità, per raggiungere una condizione accettabile?

La "policy" giamaicana pretende che Bolt dimostri di essere recuperato e l'unica occasione che il campione ha in questo momento, guardando il calendario e la vicinanza dei Giochi, è di iscriversi e competere a Londra in Diamond League, venerdì 22 luglio, quando in teoria ci sarebbero batterie e finale dei 100 e un 200 a chiudere la serata (è l'unico appuntamento di Diamond League che si svolge in due giorni), ma a distanza di pochi minuti. Quindi o fa i 100 o fa i 200. Ora sta a lui, e al suo flessore. C'è tempo ma non troppo per rimettersi in sesto, senza rischiare ricadute. Domanda finale: e se non ce la facesse a gareggiare a Londra? Cosa farebbe il Comitato olimpico giamaicano? Lo manderebbe a Rio sulla parola?
I commenti dei lettori