Federica nuota verso Rio: ''Serena e distesa, nei 200 sarà una lotta''
dal nostro inviato ALESSANDRA RETICO
La Pellegrini mette a punto gli ultimi dettagli per le Olimpiadi: ''Sarà un'emozione forte portare la bandiera, voglio una squadra che si faccia sentire durante la cerimonia". Sulla 'sua' gara: ''Conterà chi sei in quel momento esatto''. Su Schwazer: ''Se non si è dopato volontariamente, l'ipotesi del complotto è davvero inquietante''
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VERONA - L'ultimo saluto prima di Rio Federica lo dà da casa sua, Verona, da dove tutto nasce, ricomincia e torna a essere della signora del nuoto Pellegrini: "Qui sono venuta nel 2006, presa per le orecchie da Alberto Castagnetti. Venivo da un europeo terribile, ero distrutta, dicevano in molti che la mia carriera a 17 anni era già finita. Mi affidai a lui, che mio ricostruì". Nella piscina del centro federale, la capitana e portabandiera dell'Italia ai Giochi mette a punto gli ultimi dettagli per le Olimpiadi. Partirà il 22 luglio, direzione Santos. "Ma la valigia in dotazione la farò la sera prima del viaggio. Cerco di rimandare il pensiero, anche se mancano pochi giorni. So che sarà un'emozione forte portare la bandiera, io alla cerimonia non sono mai andata neanche come spettatrice. Voglio una squadra che si faccia sentire il 5 agosto". Il giorno in cui inizierà la sua quarta Olimpiade, chissà se l'ultima ("Ci penserò dopo"), il giorno del suo 28esimo compleanno. Lo festeggerà da alfiere: "Un orgoglio, vengo da una famiglia molto patriottica".
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Come avviene ogni quattro anni una folta delegazione azzurra è stata accolta dal Presidente della Repubblica, il quale ha affidato la bandiera italiana alla nuotatrice e a Martina Caironi, portabandiera italiana alle Paralimpiadi: "Vi auguro di raccogliere molte medaglie, ma sono i comportamenti che tengono alto il nome dell'Italia"
La sua famiglia vive qui vicino, a Spinea, e nella vita di Federica mamma Cinzia e papà Roberto sono stati sempre un'àncora. "Ma non verranno a Rio, è deciso. Non sono mai venuti a nessuna Olimpiade, tranne che a Londra. Il che spiega la fermezza nel lasciarli a casa". Due quinti posti per Fede nel 2012. Un fallimento dal quale si è ripresa da campionessa, migliorando ancora di più: "Cosa mi ha fatto rialzare? Dopo Londra e dopo mille volte, la motivazione. E' quella che ti fa svegliare la mattina. E la passione per il nuoto, la vita che ho scelto".
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La vita che ha scelto è quella che ne fanno la sportiva più vincente d'Italia. Da più di un decennio. Tra molti estremi, alcuni bassi e moltissimi alti. "Per Rio non faccio pronostici come al solito, so che i 200 metri stile libero saranno di altissimo livello e in finale sarà una gara all'ultima bracciata. Io penso solo a lavorare, poi lì conterà chi sei in quel momento esatto". La stampa la circonda e assilla, il sindaco di Verona Flavio Tosi viene a salutarla. Sempre al centro, Federica: "Sono serena e spero di mantenere questa serenità fino a Rio. Oggi è l'ultima volta che parlo con la stampa, poi entro in clausura". Prima, un'annotazione e un po' un cambio di visione sul caso Schwazer: "Se non si è dopato volontariamente com'era accaduto nel 2012, l'ipotesi del complotto è davvero inquietante. E per noi atleti il doping inconsapevole e indimostrabile ci rende vulnerabili e terrorizzati. Io mi preparo da sempre le bibite e gli integratori da sola. Certo, la fobia del cibo non ce l'abbiamo, ma a sentire certe cose la paura viene". Mancano pochi giorni, poi l'onore del tricolore: "Forse ho fatto qualcosa per meritarlo. E poi i colori dicono qualcosa: rosso passione, bianco purezza e verde speranza". E l'azzurro, il paese e l'acqua di Federica.
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Quarto oro europeo consecutivo nei 200 stile libero per Federica Pellegrini. Alla rassegna continentale di Londra l'azzurra ha vinto la finale battendo l'olandese Heemskerk e la francese Bonnet.