ROMA - Di solito la conferenza stampa di una grande match di boxe è sempre attesa con curiosità. Ci si aspetta la frase a effetto, la trovata in grado di creare un tunnel di elettricità che porti dritto fino al momento dell'incontro, in questo caso previsto a Manchester il prossimo 29 ottobre. Uno specialista in tal senso era Tyson Fury: quando fu presentato il suo assalto al mondiale dei pesi massimi, poi conquistato mettendo fine a oltre 10 anni di regno di Wladimir Klitschko, trovò la maniera di far parlare di sè presentandosi travestito da Batman. Era, perché stavolta Fury la combina grossa, ma nel senso inverso: non si presenta proprio.
C'è lo zio manager del campione -almeno lui- che motiva l'assenza con un problema alla macchina. Oggettivamente poco credibile una scusa del genere a questi livelli. Probabile si tratti dell'ennesima tattica per innervosire Klitschko, ma la lettura potrebbe anche essere diversa. Il pugile di Manchester sta manifestando insofferenza per questa rivincita: dal problema alla caviglia che ha determinato un rinvio dell'incontro inizialmente previsto per il 9 luglio, a tante altre situazioni capaci di sollevare bei polveroni. L'indagine su di lui condotto dall'antidoping britannico, le sue frasi contro donne ed ebrei, la indecente condizione fisica esibita in una uscita pubblica, la ritrosia a fissare una data che ha indotto il clan di Klitschko a minacciare vie legali.
Insomma, il buon Tyson, sarà anche per la feroce concorrenza interna portatagli da Anthony Joshua, detentore della cintura per la Ibf e per molti indicato come futuro della categoria, non ha gestito in maniera impeccabile l'aumento di popolarità. "Nell'incontro di Manchester le chance sono equamente divise 50-50, Tyson Fury è il miglior pugile al mondo nella categoria dei massimi", si è limitato a dire lo zio, ma lo scivolone resta.
Quindi, conferenza stampa a senso unico. Wladimir Klitschko si è presentato puntualissimo. Posato come al solito, l'ucraino si è comunque tolto qualcue sassolino dalla scarpa: "Non si tratta di un incontro, questa è una rivincita. Ho sempre detto che per una porta che si chiude, un'altra si apre. Questa chance me la sono guadagnata, ho grandi motivazioni e riprendermi il titolo è un'ossessione". Sul lungo rinvio: "Sono paziente, Anche se non dovesse farsi a ottobre, aspetterò". Ironia sull'assenza di Fury: "Ma magari è qui come l'Uomo Invisibile - sorride Klitschko - Non mi importa se si presenta cantando. o che arrivi in bicicletta o con qualsiasi altro mezzo di locomozione, la cosa importate è che si faccia vedere in tempo per il combattimento".
C'è lo zio manager del campione -almeno lui- che motiva l'assenza con un problema alla macchina. Oggettivamente poco credibile una scusa del genere a questi livelli. Probabile si tratti dell'ennesima tattica per innervosire Klitschko, ma la lettura potrebbe anche essere diversa. Il pugile di Manchester sta manifestando insofferenza per questa rivincita: dal problema alla caviglia che ha determinato un rinvio dell'incontro inizialmente previsto per il 9 luglio, a tante altre situazioni capaci di sollevare bei polveroni. L'indagine su di lui condotto dall'antidoping britannico, le sue frasi contro donne ed ebrei, la indecente condizione fisica esibita in una uscita pubblica, la ritrosia a fissare una data che ha indotto il clan di Klitschko a minacciare vie legali.
Insomma, il buon Tyson, sarà anche per la feroce concorrenza interna portatagli da Anthony Joshua, detentore della cintura per la Ibf e per molti indicato come futuro della categoria, non ha gestito in maniera impeccabile l'aumento di popolarità. "Nell'incontro di Manchester le chance sono equamente divise 50-50, Tyson Fury è il miglior pugile al mondo nella categoria dei massimi", si è limitato a dire lo zio, ma lo scivolone resta.
Quindi, conferenza stampa a senso unico. Wladimir Klitschko si è presentato puntualissimo. Posato come al solito, l'ucraino si è comunque tolto qualcue sassolino dalla scarpa: "Non si tratta di un incontro, questa è una rivincita. Ho sempre detto che per una porta che si chiude, un'altra si apre. Questa chance me la sono guadagnata, ho grandi motivazioni e riprendermi il titolo è un'ossessione". Sul lungo rinvio: "Sono paziente, Anche se non dovesse farsi a ottobre, aspetterò". Ironia sull'assenza di Fury: "Ma magari è qui come l'Uomo Invisibile - sorride Klitschko - Non mi importa se si presenta cantando. o che arrivi in bicicletta o con qualsiasi altro mezzo di locomozione, la cosa importate è che si faccia vedere in tempo per il combattimento".