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Scherma, Errigo raddoppia: "A Tokyo fioretto e sciabola"

La schermitrice monzese esordirà nella nuova arma a Erba per la prima prova di qualificazione ai campionati italiani

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ROMA - Ha lasciato Rio tra litigi e lacrime, ora la fiorettista Arianna Errigo torna in pedana con una nuova arma: la sciabola. "A Tokyo 2020 voglio partecipare con entrambe le armi". Esordio nei prossimi giorni (7-9 ottobre) a Erba per la prima prova di qualificazione ai campionati italiani: è la prima volta che gareggia nell'individuale con la sciabola, che ha sempre amato e usato in allenamento e con cui si è presa il titolo a squadre ai campionati assoluti a giugno scorso con i Carabinieri.
 
Nuova vita? La monzese che si allena a Frascati vicino a Roma, 28 anni, vicecampionessa olimpica di fioretto a Londra 2012, era candidata all'oro ai Giochi in Brasile dopo una stagione da comandante nel ranking. Invece per lei è stata solo amarezza: uscita agli ottavi (contro la canadese Harvey contro cui conduceva 10-5) e dal sogno a Cinque Cerchi, Arianna ha perso il suo orizzonte e anche un po' la testa appena scesa dalla pedana. Ha lanciato accuse di "tradimento" al maestro Tomassini, mentore della storia della scherma azzurra, da Vezzali a Granbassi a Trillini, reo di aver allenato insieme a lei anche l'amica ormai diventata rivale Elisa Di Francisca, la jesina oro a Londra e argento a Rio. Musi lunghi, repliche, molto imbarazzo e tanti silenzi.
 
Fino a questo ritorno. Forse rinascita. Con un'arma in più. "Mi sono ripresa abbastanza velocemente dopo la delusione di Rio, mi aspettavo di stare anche più male, invece rimettermi in carreggiata anche con questo nuovo obiettivo mi ha aiutato. Sì, è vero, ho sbagliato la gara più importante però dopo il primo periodo in cui ero molto nervosa ho iniziato a riflettere. Ero infastidita da me stessa, la mia famiglia e il mio fidanzato Luca mi hanno sopportato tanto e grazie a loro ne sono venuta fuori. E ora eccomi qui a raddoppiare. Il mio futuro? Di solito un'atleta dopo le Olimpiadi si prende un periodo per staccarsi, si prende una pausa o si prende una vacanza. Io non abbandono il fioretto, e mai lo farò, però non lascio e anzi raddoppio. Mi voglio mettere in discussione".  
 
Per entrare in nazionale di sciabola dovrà fare la trafila di tutti, Arianna. Guadagnare punti in classifica e fare il percorso di gare internazionali previste. La strada è ancora abbastanza lunga. Per partecipare alla prova di Erba, ha chiesto il permesso al ct del fioretto Cipressa, che glielo ha ovviamente concesso. "Voglio gareggiare nella sciabola quando sarò sicura di poter competere. Nessuno mi regalerà niente, non avrò convocazioni premio, dovrò dimostrare qualcosa". Si è preparata il maestro Lucio Landi (che segue anche le sciabolatrici Rossella Gregorio e Loreta Gulotta). "Ho parlato con Loreta, Rossella, Irene Vecchi ed anche con le altre volendo chiarire con loro che non voglio rubare il posto a nessuna se non lo merito".
 
Intemperante, con una scherma molto aggressiva, Arianna lancia la sfida. A se stessa e alle avversarie. "La differenza tra fioretto e sciabola? Sono armi completamente diverse, hanno il bersaglio diverso, l'arma è diversa, l'arbitraggio è diverso e anche la tecnica è molto differente. Di solito ci si specializza in una sola perché è già molto difficile così. Per otto anni mi sono concentrata solo sul fioretto, non ho mai mollato un centimetro e sono stati otto anni impegnativi. Se la sciabola dovesse togliere qualche energia mentale o fisica al fioretto lascerò stare però io ci credo molto e spero di riuscire in questa impresa che nessuno ha mai tentato fino ad ora.
Sarà una gran bella sfida, mi voglio mettere in gioco, e sono pronta. Sabato prossimo a Erba avrò la prima gara nazionale, un test importante e incrocio le dita. Non arrivo al massimo, mi sto allenando solo da tre settimane, ma avrò il tifo della Comense che sarà comunque incoraggiante. Essendo la prima gara italiana, il ct Sirovich avrà modo di vedermi. Per entrare in squadra, dovrò dimostrare di essere più brava delle altre". Esagerata e vitale, lo è già .
 
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