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Boxe, Lomachenko incanta: Walters in crisi di nervi. Scarpa cede ai punti

Lonachenko a segno con il diretto sinistro (ap)
Nel mondiale superpiuma l'ucraino dà spettacolo e il giamaicano, pur ancora integro fisicamente, alla fine della settima ripresa dice basta. Il foggiano dominato da Davies per il Silver dei superleggeri. Cruz non riesce a diventare il primo pugile dichiaratamente gay campione iridato: Flanagan lo mette ko
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ROMA - Un fantasma, pronto a colpire in qualsiasi momento con combinazioni di colpi di ogni tipo. Così Nicholas Walters deve aver percepito durante il settimo round del mondiale dei superpiuma Wbo, Vasyl Lomachenko. Completamente soggiogato dalla straordinaria boxe dell'avversario, il giamaicano era ancora integro dal punto di vista fisico, ma la mente ha ceduto e non si è ripresentato al centro del quadrato. Una sorta di crisi di nervi che ha chiuso in maniera atipica l'attesa sfida sul ring del Cosmopolitan di Las Vegas. Un crollo che per certi aspetti -evitando di fare un paragone comunque improponibile- ha riportato alla mente il 'no mas' del leggendario Roberto Duran nella rivincita contro Sugar Ray Leonard. Indubbiamente la boxe sciorinata dal fuoriclasse ucraino (da dilettante quasi 400 match e una sola sconfitta!) ha rasentato la perfezione. Un jab destro di sbarramento portato con una precisione chirurgica, il potente sinistro praticamente sempre a segno.

Walters, che pure si presentava alla sfida con un ruolino impressionante (26 vittorie di cui 21 per ko), si è smarrito. Un montante al bersaglio grosso nel terzo round, qualche colpo isolato, per il resto il giamaicano è finito in quadro dipinto da un artista del ring, che per lui aveva pensato un ruolo secondario. ''Era tanto che non combattevo (undici mesi, ndr), l'inattività mi ha giocato un brutto scherzo'', ha commentato lo sconfitto. Sprezzante Lomachenko: ''Aveva detto di essere un gladiatore, che avrebbe vinto per ko, e invece...''. Insomma, finale da ricordare, in linea con il valore simbolico della serata. Era infatti la riunione numero 2000, al 50esimo anno di carriera, organizzata dall'avvocato di New York Bob Arum, 85 anni, promoter di alcuni tra gli incontri che hanno fatto la storia della boxe (su tutti Alì-Frazier III a Manila). La sensazione è che il sapiente Arum ora piloti Lomachenko tra leggeri e superleggeri, dove la qualità degli avversari, molto alta, sarebbe proporzionale al giro di quattrini.

SCARPA DOMINATO AI PUNTI - E' destinato a restare quello europeo il giardino della boxe di Andrea Scarpa. Sul ring di Londra il pugile foggiano trapiantato a Torino non riesce a conservare la cintura Silver Wbc dei pesi superleggeri, nei complessi e poco comprensibili equilibri della boxe, una vera e propria semifinale mondiale. L'italiano cede nettamente ai punti al picchiatore Ohara Davies. Il pugno pesante, la sola qualità messa in mostra dall'inglese, basta ampiamente per indirizzare il match. Un paio di destri (uno alla mascella particolarmente incisivo) tolgono a Scarpa certezze, volontà e coraggio per impostare il match nell'unica maniera possibile per venirne a capo, vale a dire proporre una azione continua ed asfissiante. Invece accade l'esatto contrario. Il foggiano usa il destro con il contagocce, limitandosi ad un lavoro di sbarramento piuttosto timido con il sinistro. Davies non ha neanche bisogno di forzare il ritmo, piazzando non tantissimi colpi, ma sempre caricati. Scarpa fa vedere qualcosa di buono solamente nel sesto e settimo round, ma non può bastare: alla fine contiamo 8 punti di margine per il britannico, i 3 giudici invece ne vedono addirittura 12. Ma sono dettagli. l'unica cosa positiva per l'italiano è almeno aver chiuso in piedi. Dopo un terribile sinistro al fegato subito nell'undecimo round, il rischio di una conclusione prima del limite infatti aleggiava concreto.
Davies centra al volto Scarpa (ap)
FINISCE IL SOGNO DI CRUZ - Niente da fare per il portoricano Orlando Cruz, che a Cardiff puntava ad infrangere un tabù: diventare il primo pugile dichiaratamente gay a conquistare un titolo mondiale del pugilato. La sfida contro il campione dei leggeri Terry Flanagan era oggettivamente proibitiva ed il ring ha confermato: Cruz è andato giù due volte all'ottavo round e l'arbitro ha detto basta.
Orlando Cruz al tappeto (ap)




 
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