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Boxe, Joshua abbatte Molina. Klitschko: "Ci vediamo ad aprile"

Joshua domina: Molina al tappeto (reuters)
Il britannico non dà scampo al texano, giù al terzo round. Ora il match che tutti aspettano, a Wembley contro il vecchio campione ucraino, presente a bordo ring. In Italia convincente vittoria di Marsili su Perez
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ROMA - ''Ci vediamo ad aprile, nessuno dovrà mancare al match tra me è Joshua, perché sarà uno spettacolo indimenticabile''. Wladimir Klitschko si prende la scena, sale sul ring e riceve l'applauso del pubblico della Manchester Arena. Applauso che si trasforma in ovazione quando a prendere la parola è l'idolo Anthony Joshua. L'organizzatore Eddie Hearn ha appena annunciato che i due si troveranno di fronte il 29 aprile nello stadio di Wembley, in un evento che mediaticamente ed economicamente si preannuncia planetario. Due giganti nella notte britannica, presenze talmente ingombranti da lasciare un ritaglio insignificante al terzo uomo, Eric Molina.

E' stato infatti il texano a contendere il titolo mondiale dei massimi -versione IBF- ad Anthony Joshua, ma praticamente non se ne è accorto nessuno. Molina è sicuramente una persona di notevole spessore morale, come testimonia la sua opera nei confronti dei bambini disabili, ma il ring a questi livelli per lui è fuori portata. Contro Wilder, nel suo precedente tentativo mondiale, aveva opposto una degna resistenza per nove round, sfiorando nel terzo il colpo clamoroso con un gancio sinistro. Stavolta invece è stato soggiogato dal campione, anche sotto il profilo della personalità. Vittima fin troppo designata, distrutta al terzo round da un destro micidiale. L'unica cosa che non gli è mancata è il coraggio: si è infatti rialzato, ha preso altri pugni prima dell'opportuno stop dell'arbitro.

Al di là di questa difesa poco probante, Joshua (18 vittorie, altrettanti ko) sembra destinato ad essere il futuro dominatore della categoria. La sua crescita, sia tecnica che di personalità, è esponenziale, e non sembrano esserci all'orizzonte Wilder, Parker (che poche ore prima a Auckland ha conquistato il titolo Wbo, primo neozelandese a farlo, battendo Ruiz), Ortiz, Povetkin e Fury (ammesso che si liberi dai suoi demoni) che possano impensierirlo. L'unico sembra proprio il vecchio sovrano Klitschko, che dopo aver abdicato contro voglia tenterà l'ultimo assalto nel tempio di Wembley. Il conto alla rovescia è già cominciato, in realtà lo era da molto tempo prima che il malcapitato Molina salisse su quel ring.
Joshua e Klitschko: i due saranno di fronte nel prossimo mese di aprile a Wembley (reuters)
Dunque, con l'organizzazione tedesca in flessione, con quella statunitense che a livello di pay per view qualche battuta a vuoto la prende, il Regno Unito si appresta ad un 2017 da urlo. Lo dimostra la qualità della riunione di Manchester organizzata dalla Matchroom. A tenere con il fiato sospeso soprattutto il bellissimo match (sempre pesi massimi), tra Derek Chisora e Dillian Whyte. I due si odiano -Chisora nella presentazione aveva tirato un tavolo al rivale e per questo sarà squalificato due anni- e sul ring si è visto: dodici riprese intensissime, spettacolari chiuse con un verdetto non unanime per Whyte. Il fiato sospeso, ma per altri motivi, c'è stato anche quando Callum Smith, supermedio in costante ascesa, ha centrato con un gancio sinistro di rara bellezza e potenza la punta del mento di Luke Blackledge. Quest'ultimo è stato a terra per interminabili minuti prima di riuscire a rialzarsi.

Uno sguardo anche al panorama italiano. Convincente prestazione di Emiliano Marsili, che sul ring di Montichiari piega nettamente ai punti il colombiano Perez e conquista l'intercontinentale Wba dei pesi leggeri. Il pugile di Civitavecchia (record di 33 vittorie ed un pari) si conferma uno dei migliori pugili italiani, ma deve ormai combattere contro un avversario insidioso, l'età. Per lui infatti sono scoccati i 40 anni senza che sia mai riuscito a combattere per un titolo iridato di sigla. C'è da stare certi che uno del suo valore, fosse nato in Inghilterra o Germania, avrebbe già disputato il mondiale da almeno un decennio. Ma questo è un altro discorso.
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