Boxe, per Hopkins è un finale crudele: Smith lo sbatte fuori dal ring
di LUIGI PANELLA
Il drammatico epilogo della carriera di Bernard Hopkins (reuters)
A quasi 52 anni il mito lascia, ma l'ultima rappresentazione è drammatica. L'avversario, di 24 anni più giovane, è spietato e chiude in maniera spettacolare all'ottavo round facendolo volare fuori dal quadrato. Europeo: Lancia sconfitto a Helsinki da Tatli
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ROMA - ''Ho fatto solo quello che dovevo fare''. Nella frase di Joe Smith, un nome come tanti ma pugni come pochi, c'è tutta la crudeltà e la poesia del pugilato. L'uomo di Long Island, sangue irlandese nelle vene, ha appena scritto il finale della carriera di Bernard Hopkins, che si chiude a meno di un mese dal suo 52esimo compleanno. Una scarica di colpi, tra cui un terribile gancio sinistro, spediscono il mito fuori dal ring: ferito alla testa, contuso ad una caviglia. L'urlo di stupore degli spettatori del Forum di Inglewood. Lo sguardo di ghiaccio di Smith, che evita forme di esultanza esagerate, un po' per rispetto, un po' per gratitudine nei confronti di un uomo che di fatto, offrendogli una chance così importante, lo lancia nel pugilato che conta, quello dove girano tanti quattrini.
Non un caso: Smith è uno dalla vita dura, che oltre alla boxe pensa ad una famiglia ed al lavoro di muratore. Hopkins lo ha scelto perché, sia pure con ambientazioni decisamente diverse, ci ha rivisto la sua storia, fatta di violenza (tre volte pugnalato), risse, rapine, carcere (cinque lunghi anni) prima della redenzione sul ring. Per l'ultima rappresentazione, The Alien torna The Executioner (il boia), con tanto di salita sul ring incappucciato, accompagnato da un sinistro compare dotato di ascia.
Boxe, Hopkins chiude la carriera: Smith lo sbatte fuori dal ring
Bernard Hopkins ha chiuso la sua carriera con un tremendo ko. Il quasi 52enne pugile americano è stato battuto a Los Angeles da Joe Smith che si è imposto per intervento dell'arbitro all'ottavo round dopo che Hopkins era stato mandato fuori dal ring dal suo avversario
La classe non è acqua, Hopkins subisce costantemente l'avanzata del suo avversario ma replica sempre, con colpi corti, di qualità. Ma nel quinto round la legge del tempo inizia a presentare il conto al mito. Smith avanza e martella, in ogni suo colpo c'è la voglia di arrivare. Hopkins viene sballottato da una parte all'altra del ring, è fin troppo chiaro che non può farcela. ''Ma i miei tifosi hanno visto che mi sono battuto come quel guerriero che sono sempre stato'', dirà nel post match. Vero, The Executioner non molla, sa che stavolta sarà lui ad essere giustiziato ma è pronto a scrivere l'ultimo capitolo. Forse però neanche lui immagina la teatralità del finale.
Quel ring che lo ha reso ricco e famoso ora lo sputa via. Come uno qualunque, anzi no... In fondo anche la leggenda Jack Dempsey fu spedita fuori dal quadrato dal Toro argentino Firpo: una scena forte che George Bellows tramandò ai posteri con il suo famoso quadro. Dempsey però su quel ring tornò ed abbattè Firpo, Hopkins invece no. ''Prometto che non ci saranno ripensamenti'', dichiara. Giusto così, in linea con la scelta di voler chiudere la carriera conto un avversario più giovane di venticinque anni e oggettivamente fuori portata (22 vittorie e una sconfitta). La sua grandissima carriera si chiude con 55 vittorie, 8 sconfitte (solo questa prima del limite) e due pari. Bernard Hopkins ha perso, viva Bernard Hopkins.
LANCIA SCONFITTO IN FINLANDIA - Passando all'Europa, niente da fare per Manuel Lancia che ha fallito l'assalto alla corone continentale dei pesi leggeri. Il pugile laziale è stato battuto a Helsinki dall'idolo di casa, Edis Tatli. Alla nona ripresa l'arbitro l'arbitro ha opportunamente interotto un match che rischiava di diventare pericoloso per il nostro pugile, ampiamente tumefatto al volto. Molto tenero il post match, con Lancia che ha fatto salire sul ring la sua fidanzata e le ha chiesto di sposarla.