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Vela, giro del mondo in solitario, Coville fuoriclasse sotto il muro dei 50 giorni

Thomas Coville sul suo trimarano Sodebo 
In multiscafo, da solo e senza scalo lo skipper bretone ha concluso ieri al largo di cape Finisterre, Francia, il suo periplo dei continenti passando sotto i grandi Capi, da Buona Speranza, a Leewin a Horn. Con l'eccezionale tempo di 49 giorni, 3 ore, 7 minuti. Polverizzando il record segnato nel 2008 da un altro francese. Intanto è partita la Sydney-Hobart e si attendono i prossimi arrivi della mitica Vendée Globe
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Meno di 50 giorni per fare il giro del mondo. In barca a vela da solo, senza scali, su un multiscafo dalle linee spaziali. E' il nuovo eroe francese Thomas Coville, 48 anni, skipper bretone che ha tagliato un traguardo leggendario, quello al largo dell'Ile d'Ouessant, a cape Finistère, la punta atlantica più occidentale della Francia. Il giorno di Natale, con un vantaggio di 8 giorni e 10 ore sul tempo di riferimento nel 2008 da Francis Joyon (57 giorni e 13 ore), ha polverizzato il record, la sua scommessa folle, facendo fermare il cronometro a soli 49 giorni, 3 ore, 7 minuti e 38 secondi.

Era il quinto tentativo che Coville aveva intrapreso, certo non uno che mollava la presa, due corse intorno al mondo nel 2009 e nel 2011, finite ma senza record, altre due nel 2008 e nel 2014, in cui si è dovuto ritirare. Stavolta ce l'ha fatta, con un tempo probabilmente destinato a durare anni. Il pioniere dello stesso record dei navigatori seconda generazione era stato Francis Joyon nel 2004 (in 72 giorni, 22 ore e e 54 minuti),  poi spuntò la giovane britannica Ellen MacArthur, che nel 2005 abbassò il tempo a 71 giorni e 18 minuti. Poi il ritorno di Joyon e record ultimo nel 2005, fino all'exploit di Coville. Molto ma molto più indietro si risale agli oltre tre anni di circumnavigazione impiegati nel 1895 dal leggendario Joshua Slocum, sul suo Spray. "Vorrei che si parlasse non tanto del tempo dei 49 giorni  ma del lunghissimo cammino che ho fatto per arrivarci" ha sottolineato Thomas Coville, commosso fino alle lacrime, accolto come fuoriclasse lunedì nel porto di Brest, sul suo trimarano, Sodebo, trainato da un grande rimorchiatore che sparava getti d'acqua nell'aria. "Sono molto contento di aver raggiunto questo sogno" ha aggiunto, una volta che il suo enorme trimarano si è ancorato al quai Malbert con le vele nere tutte ben piegate, di fronte a migliaia di persone venute in banchina per salutarlo sotto uno splendido sole.

"I grandi sogni non funzionano mai la prima volta, però poi..." diceva ai tanti che cercavano un autografo, marinaio che è riuscito nella sua sfida eccezionale solo dopo numerosi tentativi.  "24 nodi media per meno di 50 giorni è inimmaginabile. E' davvero un record fantastico", ripeteva visibilmente commosso. Padre di due figli, Thomas Coville fin da piccolo ha coltivato la sua passione per il mare. Dopo due vittorie sul Tour de France a vela, aveva cominciato ad allungare le navigazioni verso gli oceani del mondo nel 1997, partecipando a una edizione del "Trofeo Jules Verne" insieme a Olivier de Kersauson. E lo stesso anziano Kersauson era sul molo ad attendere il suo ex giovane pupillo.
(afp)
"Ho lavorato 10 anni per questo, l'emozione è intensa, mentalmente ho avuto i miei alti e miei bassi ma sapevo dove volevo arrivare", raccontava ai giornalisti nel porto, "Non sono mai riuscito a dormire più di tre ore alla volta e credo che, fisicamente, non sarei potuto andare molto più in là".

E anche se Coville ha messo l'asticella molto alta, i candidati a sfidarlo si sono già manifestati. Ad esempio François Gabart, vincitore del Vendée Globe 2012/2013, che affronterà il record del giro del mondo in solitario e senza scalo sul suo multiscafo lungo 30 metri, Macif, nel 2017. Capitano francese che annovera nel suo palmares anche il record dello skipper più veloce al mondo in solitario, nel 2016 in 24 ore riuscì a percorrere 784 miglia nautiche.

 "Thomas firma un superbo giro: bravo per la sua performance e per la sua perseveranza" così Joyon, il recordman sconfitto. E Coville ha firmato il 5 ° miglior tempo nella storia della circumnavigazione del mondo da ovest a est, dietro 4 tempi stabiliti da barche dell'equipaggio. Il record ancora mai eguagliato, ma in equipaggio, è quello del 2012 di Loïck Peyron, 45 giorni e 42 minuti.  Il segreto del successo sbalorditivo Coville? Una potente imbarcazione, lunga 31 metri e larga 21, dotato di lato e sotto al timone di appendici che possono far guadagnare velocità allo scafo e aumentarne la stabilità. Ma la chiave è stata l'esperienza di Coville, in grado di addomesticare una macchina del genere, fisicamente molto impegnativa. "Mi sembra di stare su una Playmobil", così aveva descritto una volta la situazione a bordo.

Intanto, nell'altro emisfero, come tradizione, il giorno di Santo Stefano è partita la 72/a regata Rolex Sydney-Hobart. 88 le barche iscritte, delle quali quattro supermaxi da 100 piedi, quasi 35 metri di lunghezza. Il record dell'insidioso tratto di mare tra Australia e Tasmania è di 18 ore, 23 minuti, 12 secondi. Otto volte vincitrice in tempo reale, la Wild Oats XI, ma lo scorso anno  Giovanni Soldini sul suo Maserati sfiorò il colpaccio della vittoria. Quest'anno tra gli equipaggi al via ci sono altri due italiani: Marco Carpiniello, a bordo di Matador, un Elliot 44 (15 metri) che batte bandiera svedese, e Francesco Mongelli, romano, 42 anni che sarà a bordo del Vor 70 Giacomo (24 metri) di proprietà dell'armatore neozelandese Jim Delgat. Al via complessivamente equipaggi provenienti da 12 nazioni. Tra gli oltre mille partecipanti alla regata, una sola donna, l'australiana Adrienne Cahalan, 52 anni, che però vanta otto vittorie. E si attendono nelle prossime settimane i primi arrivi alle Sables d'Olonne dei monoscafi che partecipano alla Vendée globe, un'altra folle corsa intorno al mondo, sugli oceani in solitario.
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