Boxe, Alvarez batte Chavez e annuncia: "A settembre sfido Golovkin''
di LUIGI PANELLA
Gennady Golovkin ai microfoni dell'Hbo. Alvarez, con il berretto blu, lo scruta (afp)
Il messicano dai capelli rossi vince il derby, quindi sale sul palco il kazako campione del mondo dei medi e viene annunciato il match stellare. E' la risposta americana a Joshua-Klitschko
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ROMA - Il match che tutti attendono si farà. La risposta degli Stati Uniti all'enorme rischiamo suscitato dalla notte di Wembley tra Joshua e Klitschko è arrivata. Il 16 settembre a Las Vegas, per il titolo del mondo dei pesi medi, si sfideranno il detentore del titolo e, per molti miglior pugile pound for pound, il kazako Gennady Golovkin, e il messicano dai capelli rossi Saul Canelo Alvarez. L'annuncio direttamente sul ring di Las Vegas, dove è andato in scena l'atteso derby messicano vinto nettamente ai punti da Alvarez su Julio Cesar Chavez jr.
''Il mio prossimo avversario sarà Golovkin'', parole dello stesso Canelo (cannella, omaggio al colore dei capelli) che hanno suscitato l'ovazione del pubblico. Una scenografia cotta a puntino, con l'arrivo sul ring di Golovkin per il primo vero faccia a faccia. GGG ha usato parole di circostanza, ha fatto i complimenti al messicano per il match ma a conti fatti ha mantenuto il consueto atteggiamento abbastanza freddo, chiudendo con un minaccioso ''ci vediamo a settembre''. (afp)
Insomma, il match per la quale Oscar De La Hoya aveva chiamato in causa anche Donald Trump (visto il match tra due messicani in terra americana), ha vissuto il momento più spettacolare nelle parole. Sul ring infatti si è andati a senso unico. Chavez, figlio del mito della boxe messicana e mondiale, a suo tempo capace di convogliare all'Azteca 132.000 spettatori per un suo incontro mondiale, conferma un dna meno delineato del padre. Come cuore, ma anche come interpretazione del match. Ha un allungo migliore di Canelo, ma non lo sfrutta cercando sempre una media e corta distanza nella quale il rosso di mostra più abile.
Alvarez dal canto suo fa un ottimo uso del jab, facendo nel contempo sfoggio di una tecnica e scelta di tempo migliore. Insomma, non c'è stata storia e i cartellini dei giudici (120 a 108 per tutti e tre) sono lo specchio del match. ''Ho mostrato a tutti di saper fare un tipo di boxe che va oltre la ricerca del ko'', spiega Alvarez dopo il match. Parole sagge, perché per arginare la potenza devastante di GGG il prossimo 16 settembre servirà un vero capolavoro.