ST. QUENTIN - Che il rapporto di Orlando Fiordigiglio con il titolo Europeo dei pesi superwelter fosse problematico, lo si era capito già un paio d'anni or sono, quando sul ring di Brescia il pugile campano residente ad Arezzo, in vantaggio sui cartellini dei giudici, aveva finito sconfitto prima del limite e sull'orlo della disidratazione con il francese Cedric Vitu. Una relazione tormentata confermata sul ring di St. Quentin, dove l'italiano ha perso anche il suo secondo assalto, respinto ai punti dal francese di origini marocchine Zakaria Attou. Un verdetto controverso, come testimoniato dalla visione totalmente diversa data dai giudici: 5 e 3 punti di margine per Attou secondo due, 6 per Fiordigiglio secondo il terzo.
Nel complesso comunque la vittoria del francese non costituisce un furto. Il fattore campo ha prodotto disparità ben diverse per intenderci. Fiordigiglio ha portato i colpi di maggiore pesantezza, ma si è assentato troppo spesso dalle fasi salienti del match, dando modo allo smaliziato avversario di mettere fieno in cascina con una boxe poco spettacolare ma redditizia. L'italiano non ha fatto inoltre tesoro di avere a che fare con un pugile conosciuto: due volte infatti Attou è stato avversario di Emanuele Della Rosa, prevalendo nel rematch in terra transalpina con una tattica simile a quella utilizzata nella sfida europea.
Come se non bastasse, Fiordigiglio ha faticato a mettersi in moto, forse risentendo anche della pressione del grande appuntamento. Primi due round abbastanza chiamatamente per Attou, poi l'italiano risale la china. Il suo migliore round è il quarto, con il francese contato dopo aver toccato il tappeto per un destro al fianco. Per il resto però, non c'è stato round nettamente a favore di uno o dell'altro. Insomma, uno di quei match in cui l'interpretazione di giudizio è difficilmente sindacabile. Alla fine il premio è per Attou, che non dovrebbe comunque mantenere a lungo la corona visto il livello espresso. Per Fiordigiglio (27 vittorie, ma 2 sconfitte di quelle che pesano), aver fallito il nuovo bivio continentale rappresenta un ridimensionamento dal quale non sarà facile risalire.
Nel complesso comunque la vittoria del francese non costituisce un furto. Il fattore campo ha prodotto disparità ben diverse per intenderci. Fiordigiglio ha portato i colpi di maggiore pesantezza, ma si è assentato troppo spesso dalle fasi salienti del match, dando modo allo smaliziato avversario di mettere fieno in cascina con una boxe poco spettacolare ma redditizia. L'italiano non ha fatto inoltre tesoro di avere a che fare con un pugile conosciuto: due volte infatti Attou è stato avversario di Emanuele Della Rosa, prevalendo nel rematch in terra transalpina con una tattica simile a quella utilizzata nella sfida europea.
Come se non bastasse, Fiordigiglio ha faticato a mettersi in moto, forse risentendo anche della pressione del grande appuntamento. Primi due round abbastanza chiamatamente per Attou, poi l'italiano risale la china. Il suo migliore round è il quarto, con il francese contato dopo aver toccato il tappeto per un destro al fianco. Per il resto però, non c'è stato round nettamente a favore di uno o dell'altro. Insomma, uno di quei match in cui l'interpretazione di giudizio è difficilmente sindacabile. Alla fine il premio è per Attou, che non dovrebbe comunque mantenere a lungo la corona visto il livello espresso. Per Fiordigiglio (27 vittorie, ma 2 sconfitte di quelle che pesano), aver fallito il nuovo bivio continentale rappresenta un ridimensionamento dal quale non sarà facile risalire.