ROMA - Il wrestling può far discutere, è vero. L'affermazione "è tutto finto" è un grande classico utilizzato da chi non lo apprezza e, probabilmente, neanche non lo capisce. Da chi si aspetta di vedere uno sport da combattimento come tanti altri (il ring, la stipulazione degli incontri, gli arbitri, la campanella e tutto il resto effettivamente possono farlo pensare) e invece si ritrova ad assistere ad atleti super muscolosi che mettono in scena mosse chiaramente preparate prima a tavolino, così come i risultati finali, predeterminati anch'essi. Partendo da questo presupposto, la diffidenza verso questa disciplina sarebbe ovviamente più che giustificata. Ma andando a scavare un po' più a fondo, è evidente che il wrestling sia molto più di tutto questo, qualcosa di diverso dalla definizione comune di "sport". Non è un caso infatti che per descriverlo sia stata coniata appositamente una nuova espressione, quella di "sport entertainment": il wrestling non richiede solo l'aspetto atletico (che comunque è alla base, perché predeterminati o meno, gli sforzi fisici sono innegabili), ma anche quello dell'intrattenimento. Oltre a essere sportivi, i wrestler devono quindi essere anche attori, per fare in modo che il pubblico si identifichi in loro e si appassioni alle loro storie, seguendo settimanalmente i nuovi episodi come se fosse una serie tv o una soap opera.
LA WWE, PUNTO DI RIFERIMENTO DEL WRESTLING NEL MONDO - La multinazionale statunitense World Wrestling Entertainment, di proprietà del magnate Vince McMahon (che secondo Forbes ha un patrimonio stimato di 1,63 miliardi di dollari) sotto questo aspetto è il punto di riferimento a livello mondiale. In America il mondo del wrestling ha un seguito impressionante, basti pensare che WrestleMania, cioè l'evento dell'anno che va in scena ogni aprile, ha una capacità di produrre denaro seconda solo a SuperBowl, Olimpiadi e Mondiali di Calcio. Quello però è solo il punto più alto di una programmazione annuale, fatta di almeno tre show televisivi settimanali (divisi tra i roster di Raw, SmackDown e NXT) e altrettanti con eventi Live dislocati negli Stati Uniti e non solo, con un seguito che non accenna mai a diminuire. Lunedì prossimo, il 22 gennaio, a New York andrà in scena una puntata speciale di Raw, lo show di punta del "monday night" americano per quello che riguarda appunto il mondo del wrestling, che festeggerà i suoi 25 anni di successi. Un fenomeno di portata mondiale, che di riflesso abbiamo seguito anche in Italia a fasi alterne, con i picchi dei primi anni Novanta, quando Hulk Hogan, Ultimate Warrior e gli altri comparirono per la prima volta nelle nostre televisioni, passando per quelli degli anni Duemila, con il compianto Eddie Guerrero, il lottatore mascherato Rey Mysterio, il gigante Big Show & co., fino ad arrivare a oggi, dove i vari Roman Reigns, Seth Rollins, AJ Styles e molti altri si dividono i favori di teenagers e appassionati di ogni età.
STEPHANIE MCMAHON A REPUBBLICA: "ASPETTIAMO SUPERSTAR ITALIANE" - Per tentare di comprendere meglio il successo di questo fenomeno chiamato wrestling, abbiamo parlato con la figlia di Vince McMahon, Stephanie, che dopo un passato da lottatrice, oggi sta raccogliendo l'eredità del padre e ricopre la carica di Chief Brand Officer (CBO) della WWE, oltre a essere la moglie di Paul Levesque (in arte Triple H), attualmente Executive Vice President of Talent, Live Events and Creative della compagnia.
Lunedì si celebrerà il 25esimo anniversario di Raw, lo show di punta della WWE. Cosa significa per lei far parte di tutto questo?
"Sono incredibilmente orgogliosa di far parte di questo spettacolo creato da mio padre. È impressionante pensare all'impatto che Monday Night Raw abbia avuto sul mondo dei media, dell'intrattenimento e dello sport. Personalmente ha ricoperto una parte enorme della mia vita: sono cresciuta vedendo il wrestling, ho lottato e in questo ambito ho conosciuto l'uomo della mia vita, con il quale abbiamo messo al mondo tre belle ragazze. Anche questo è stato un classico colpo di scena, uno di quelli che accade quotidianamente in WWE".
Qual è il segreto che ha permesso al mondo del wrestling di restare sempre in vetta per così tanti anni?
"In realtà non siamo sempre stati in cima, è stato un po' come salire su una montagna russa. Ma il vero motivo per cui la WWE continua a essere importante e a crescere nell'arco degli ultimi anni risiede nel fatto che vengano raccontate delle storie. Come una grande opera lirica, un'opera teatrale, un libro o una sit-com. Ci sono protagonisti che si scontrano con antagonisti, per arrivare alla fine verso la risoluzione del conflitto: l'unica differenza è che qui la battaglia si sviluppa in uno spazio di 6 metri quadrati, con la migliore live-action che si possa vedere nello sport o nell'intrattenimento".
E a giudicare dagli ascolti il pubblico risponde sempre con entusiasmo...
"Sì, perché in questo modo ottieni quella connessione con il pubblico, che è parte integrante dello spettacolo. Ci sono personaggi incredibili, in cui però ti puoi identificare. Il pubblico ha la possibilità di farsi coinvolgere e vivere la propria fantasia attraverso questi personaggi, così come succede in tutte le forme di media. Questo è il segreto del nostro successo".
Negli ultimi anni la WWE ha dimostrato di puntare molto sull'espansione al di fuori degli Stati Uniti, con varie tournée e la ricerca di talenti. Al momento c'è un solo wrestler italiano (l'altoatesino Fabian Aichner), sono previste nuove iniziative che riguarderanno il nostro Paese?
"Assolutamente sì. Ci sarà un annuncio, speriamo presto, dei nostri piani per tutto il mondo. Saremmo lieti di accogliere più superstar italiane e in generale un numero maggiore di atleti da tutti i paesi, perché la WWE rispecchi la nostra cultura globale. Vogliamo assicurarci di rappresentare il tutto il nostro pubblico".
La crescita della WWE si è vista anche nell'evoluzione della divisione femminile, che il prossimo 28 gennaio darà vita alla prima storica Royal Rumble (la rissa reale che fino a oggi spettava esclusivamente agli uomini) interamente dedicata alle atlete.
"Nel 2016 c'è stato il primo Hell in a Cell femminile, nel 2017 è toccato al Money in the Bank (due particolari stipulazioni di match fisicamente molto impegnativi, ndr) e al primo storico incontro femminile in Medio Oriente, ad Abu Dhabi. Quest'ultimo in particolare è stato anche un messaggio di speranza che va oltre lo sport. E adesso toccherà alla Royal Rumble: si tratta di qualcosa di fantastico e mi preme sottolineare come le ragazze si stiano meritando con il duro lavoro di finire sotto le luci dei riflettori".
A proposito della prima Royal Rumble femminile della storia, non è che la rivedremo sul ring per provare a vincerla?
"Non posso svelare i nostri segreti (sorride, ndr). Per scoprilo dovrete rimanere sintonizzati".
LA WWE, PUNTO DI RIFERIMENTO DEL WRESTLING NEL MONDO - La multinazionale statunitense World Wrestling Entertainment, di proprietà del magnate Vince McMahon (che secondo Forbes ha un patrimonio stimato di 1,63 miliardi di dollari) sotto questo aspetto è il punto di riferimento a livello mondiale. In America il mondo del wrestling ha un seguito impressionante, basti pensare che WrestleMania, cioè l'evento dell'anno che va in scena ogni aprile, ha una capacità di produrre denaro seconda solo a SuperBowl, Olimpiadi e Mondiali di Calcio. Quello però è solo il punto più alto di una programmazione annuale, fatta di almeno tre show televisivi settimanali (divisi tra i roster di Raw, SmackDown e NXT) e altrettanti con eventi Live dislocati negli Stati Uniti e non solo, con un seguito che non accenna mai a diminuire. Lunedì prossimo, il 22 gennaio, a New York andrà in scena una puntata speciale di Raw, lo show di punta del "monday night" americano per quello che riguarda appunto il mondo del wrestling, che festeggerà i suoi 25 anni di successi. Un fenomeno di portata mondiale, che di riflesso abbiamo seguito anche in Italia a fasi alterne, con i picchi dei primi anni Novanta, quando Hulk Hogan, Ultimate Warrior e gli altri comparirono per la prima volta nelle nostre televisioni, passando per quelli degli anni Duemila, con il compianto Eddie Guerrero, il lottatore mascherato Rey Mysterio, il gigante Big Show & co., fino ad arrivare a oggi, dove i vari Roman Reigns, Seth Rollins, AJ Styles e molti altri si dividono i favori di teenagers e appassionati di ogni età.
STEPHANIE MCMAHON A REPUBBLICA: "ASPETTIAMO SUPERSTAR ITALIANE" - Per tentare di comprendere meglio il successo di questo fenomeno chiamato wrestling, abbiamo parlato con la figlia di Vince McMahon, Stephanie, che dopo un passato da lottatrice, oggi sta raccogliendo l'eredità del padre e ricopre la carica di Chief Brand Officer (CBO) della WWE, oltre a essere la moglie di Paul Levesque (in arte Triple H), attualmente Executive Vice President of Talent, Live Events and Creative della compagnia.
Lunedì si celebrerà il 25esimo anniversario di Raw, lo show di punta della WWE. Cosa significa per lei far parte di tutto questo?
"Sono incredibilmente orgogliosa di far parte di questo spettacolo creato da mio padre. È impressionante pensare all'impatto che Monday Night Raw abbia avuto sul mondo dei media, dell'intrattenimento e dello sport. Personalmente ha ricoperto una parte enorme della mia vita: sono cresciuta vedendo il wrestling, ho lottato e in questo ambito ho conosciuto l'uomo della mia vita, con il quale abbiamo messo al mondo tre belle ragazze. Anche questo è stato un classico colpo di scena, uno di quelli che accade quotidianamente in WWE".
Qual è il segreto che ha permesso al mondo del wrestling di restare sempre in vetta per così tanti anni?
"In realtà non siamo sempre stati in cima, è stato un po' come salire su una montagna russa. Ma il vero motivo per cui la WWE continua a essere importante e a crescere nell'arco degli ultimi anni risiede nel fatto che vengano raccontate delle storie. Come una grande opera lirica, un'opera teatrale, un libro o una sit-com. Ci sono protagonisti che si scontrano con antagonisti, per arrivare alla fine verso la risoluzione del conflitto: l'unica differenza è che qui la battaglia si sviluppa in uno spazio di 6 metri quadrati, con la migliore live-action che si possa vedere nello sport o nell'intrattenimento".
E a giudicare dagli ascolti il pubblico risponde sempre con entusiasmo...
"Sì, perché in questo modo ottieni quella connessione con il pubblico, che è parte integrante dello spettacolo. Ci sono personaggi incredibili, in cui però ti puoi identificare. Il pubblico ha la possibilità di farsi coinvolgere e vivere la propria fantasia attraverso questi personaggi, così come succede in tutte le forme di media. Questo è il segreto del nostro successo".
Negli ultimi anni la WWE ha dimostrato di puntare molto sull'espansione al di fuori degli Stati Uniti, con varie tournée e la ricerca di talenti. Al momento c'è un solo wrestler italiano (l'altoatesino Fabian Aichner), sono previste nuove iniziative che riguarderanno il nostro Paese?
"Assolutamente sì. Ci sarà un annuncio, speriamo presto, dei nostri piani per tutto il mondo. Saremmo lieti di accogliere più superstar italiane e in generale un numero maggiore di atleti da tutti i paesi, perché la WWE rispecchi la nostra cultura globale. Vogliamo assicurarci di rappresentare il tutto il nostro pubblico".
La crescita della WWE si è vista anche nell'evoluzione della divisione femminile, che il prossimo 28 gennaio darà vita alla prima storica Royal Rumble (la rissa reale che fino a oggi spettava esclusivamente agli uomini) interamente dedicata alle atlete.
"Nel 2016 c'è stato il primo Hell in a Cell femminile, nel 2017 è toccato al Money in the Bank (due particolari stipulazioni di match fisicamente molto impegnativi, ndr) e al primo storico incontro femminile in Medio Oriente, ad Abu Dhabi. Quest'ultimo in particolare è stato anche un messaggio di speranza che va oltre lo sport. E adesso toccherà alla Royal Rumble: si tratta di qualcosa di fantastico e mi preme sottolineare come le ragazze si stiano meritando con il duro lavoro di finire sotto le luci dei riflettori".
A proposito della prima Royal Rumble femminile della storia, non è che la rivedremo sul ring per provare a vincerla?
"Non posso svelare i nostri segreti (sorride, ndr). Per scoprilo dovrete rimanere sintonizzati".