ROMA - Il mondo del wrestling mondiale è in lutto, Bruno Sammartino scompare all'età di 82 anni. Parliamo di una vera e propria leggenda, di colui che - paragonato al mondo del calcio - rappresenta il Pelé di questo sport-entertainment. Lui, italiano di Pizzoferrato (Chieti), era emigrato all'età di 15 anni a Pittsburgh (capoluogo della contea di Allegheny, in Pennsylvania), abbandonando insieme alla sua famiglia il Belpaese, reduce dalla seconda Guerra Mondiale.
Si è spento proprio nella notte, dopo un ricovero forzato nell'ospedale di Pittsburgh, come comunicato dal sito ufficiale della WWE. È la federazione di Vince McMahon, punto di riferimento del wrestling mondiale, che in Italia abbiamo iniziato a conoscere da fine anni Ottanta, ma che negli Stati Uniti era nata addirittura nel 1948. Bruno Sammartino è stato uno dei pionieri, un atleta capace di avvicinare i fan e rappresentare il prototipo del "gigante buono". Così ha scritto pagine di storia e fissato record che nessuno (considerata l'evoluzione del wrestling) potrà mai eguagliare, tanto che nel 2013 è stato introdotto nella Hall of Fame della WWE (che ai suoi tempi si chiamava però WWWF) da Arnold Schwarzenegger al Madison Square Garden, lo stesso teatro dei 188 sold out della sua carriera.
I suoi soprannomi erano "The Italian Strongman", "The Original Italian Stallion" e "The Living Legend". Nel corso della sua carriera è rimasto campione del mondo dal maggio 1963 al gennaio 1971 (record inarrivabile per chiunque), per poi tornare successivamente a detenere la stessa cintura per altri 4 anni. Solo lo scorso agosto era tornato in Italia, nella sua Pizzoferrato, per ricevere il "Premio Zimei-Moschettiere d'Abruzzo", riconoscimento destinato agli abruzzesi che hanno portato in alto nel mondo il nome della regione. In quell'occasione gli è stato dedicato anche un monumento, una stata di oltre tre metri che lo rappresenta sul ring. Insomma, una vera leggenda. Si è spento stanotte, all'età di 82. Ma il suo nome resterà per sempre nella storia di questa disciplina.
Si è spento proprio nella notte, dopo un ricovero forzato nell'ospedale di Pittsburgh, come comunicato dal sito ufficiale della WWE. È la federazione di Vince McMahon, punto di riferimento del wrestling mondiale, che in Italia abbiamo iniziato a conoscere da fine anni Ottanta, ma che negli Stati Uniti era nata addirittura nel 1948. Bruno Sammartino è stato uno dei pionieri, un atleta capace di avvicinare i fan e rappresentare il prototipo del "gigante buono". Così ha scritto pagine di storia e fissato record che nessuno (considerata l'evoluzione del wrestling) potrà mai eguagliare, tanto che nel 2013 è stato introdotto nella Hall of Fame della WWE (che ai suoi tempi si chiamava però WWWF) da Arnold Schwarzenegger al Madison Square Garden, lo stesso teatro dei 188 sold out della sua carriera.
I suoi soprannomi erano "The Italian Strongman", "The Original Italian Stallion" e "The Living Legend". Nel corso della sua carriera è rimasto campione del mondo dal maggio 1963 al gennaio 1971 (record inarrivabile per chiunque), per poi tornare successivamente a detenere la stessa cintura per altri 4 anni. Solo lo scorso agosto era tornato in Italia, nella sua Pizzoferrato, per ricevere il "Premio Zimei-Moschettiere d'Abruzzo", riconoscimento destinato agli abruzzesi che hanno portato in alto nel mondo il nome della regione. In quell'occasione gli è stato dedicato anche un monumento, una stata di oltre tre metri che lo rappresenta sul ring. Insomma, una vera leggenda. Si è spento stanotte, all'età di 82. Ma il suo nome resterà per sempre nella storia di questa disciplina.