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Wrestling, il mito di Ultimate Warrior non tramonta: "Quanto affetto dall'Italia"

Parla la moglie di James Brian Hellwig, il leggendario wrestler scomparso 4 anni fa: "È incredibile la passione e l'affetto che ricevo ancora oggi"

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ROMA - Quando in Italia si parla di wrestling, la mente di vecchi appassionati non può che andare agli anni Novanta, quando il fenomeno di questo "sport-entertainment" entrava per la prima volta nelle nostre case. Era un'epoca diversa rispetto a quella attuale, dove i fan tendono a prediligere più che altro le abilità tecniche sul ring degli atleti e le capacità d'intrattenimento al microfono. In quegli anni, momento di vera esplosione del wrestling WWE (allora WWF), l'idea del proprietario della compagnia, Vince McMahon, era quella di far apparire i wrestler come dei veri e propri supereroi. E se Hulk Hogan, in quanto "Real American" (come recitava la sua "theme song" introduttiva) ne era il prototipo per eccellenza, la diretta evoluzione è stata senza dubbi quella di The Ultimate Warrior. 
 
LA MOGLIE DI ULTIMATE WARRIOR A REPUBBLICA: "QUANTO AFFETTO DALL'ITALIA" - A interpretare quel guerriero che ha fatto innamorare migliaia di fan c'era James Brian Hellwig, un ragazzo di Crawfordsville (Indiana), che riusciva a trascinare il pubblico con la sua "gimmick" (nel mondo del wrestling questo termine indica il "personaggio" degli atleti), le mosse potenti, la carica e l'energia che usava e allo stesso tempo trasmetteva. Lui, Hulk Hogan, Andre The Giant e Macho Man sono probabilmente i quattro wrestler più iconici di quella prima ondata di wrestling da esportazione, con effetti tangibili ancora oggi vista la programmazione sempre più capillare in televisione degli show di wrestling di proprietà di Vince McMahon. The Ultimate Warrior, insomma, è uno di quelli che hanno aperto la storia del wrestling in Italia e ancora oggi, nonostante sia deceduto per un arresto cardiaco l'8 aprile del 2014 (ironia del destino, il giorno dopo essere entrato nella Hall of Fame WWE), i suoi gadget restano tra i più venduti, soprattutto tra i fan del nostro Paese, con i quali c'è un legame molto particolare. Lo spiega a Repubblica sua moglie, Dana Warrior, intervistata in occasione di "Make a Wish", una delle tante iniziative benefiche (in questo caso con il fine di regalare un sorriso a bambini malati) organizzate dalla World Wrestling Entertainment: "Quando sento parlare italiano - esordisce sorridendo - e come se stessi in famiglia. Adoro il vostro Paese. È incredibile la passione e l'affetto che ricevo ancora oggi, non passa un giorno senza che arrivino delle mail dall'Italia da parte di tifosi di Ultimate Warrior. Ci sono tantissimi fan. E poi il mio cognome reale è Viale (ma lei lo pronuncia "Vialli", rendendo il tutto ancora più familiare, ndr), proprio perché ho origini italiane". 
 
LE INIZIATIVE BENEFICHE CON LA WWE E L'IMPORTANZA DEL TERMINE "WARRIOR" - Da quando si è sposata con James Hellwig però il suo cognome è cambiato, trasformandosi in Warrior, poiché nel 1993 il personaggio del ring si è letteralmente fuso con la persona che lo interpretava e James modificò legalmente il suo "surname" all'anagrafe: "Il nome di Ultimate Warrior è stato sempre fondamentale nella mia vita, nella fondazione benefica che porto avanti e in tutto il resto. Lui ha cambiato nome prima di sposarmi, così io mi chiamo veramente Dana Warrior e le mie figlie portano lo stesso cognome. Lo portiamo con orgoglio, perché questa parola ha un significato speciale. "Warrior" vuol dire lottare per tutto: per le cose belle e quelle brutte, nei momenti buoni e in quelli peggiori. Questo termine è l'essenza di tutto ciò che faccio". Soprattutto dalla scomparsa di suo marito, effettivamente, Dana è molto impegnata nel sociale, come conferma anche la sua presenza nell'ultima cerimonia della Hall of Fame, a ridosso di WrestleMania 34 dell'8 aprile scorso, per premiare con il "Warrior Award" Jarrius "J.J." Robertson, un 16enne sopravvissuto a due trapianti di fegato: "La missione della fondazione e quella mia personale consistono nel cercare di combattere con il sorriso le tragedie che accadono ogni giorno. Da quando mio marito è morto il mio cuore si è spezzato e per alimentarlo ho bisogno di aiutare gli altri. Regalare un po' di gioia a qualcuno attraverso le tante iniziative della WWE fa stare bene me e i miei cari. Ogni volta che si parla di Ultimate Warrior si sente il calore della gente, una sorta di potere che si percepisce nell'aria. Un qualcosa del suo spirito che è rimasto nella mente degli appassionati e che si è sentito anche nel corso della cerimonia della Hall of Fame 2018". 
 
IL PERSONAGGIO CHE HA RAPPRESENTATO LA "GOLDEN ERA" DEL WRESTLING - Già, perché il wrestling si è evoluto e continua ad andare avanti, ma personaggi come Ultimate Warrior resteranno per sempre immortali: "Le mie due figlie guardano con tanta passione il wrestling attuale, seguono continuamente le puntate di Raw e Smackdown (i due show principali trasmessi settimanalmente in Italia da SkySport). La WWE ha un parco atleti pazzesco adesso, lo adoro. È chiaro, dal mio punto di vista penso che nessuno sia mai stato come The Ultimate Warrior o come "Macho Man" Randy Savage. La loro era l'epoca della "Golden Era", molto diversa da quella attuale. Ma è altrettanto vero che oggi il movimento del wrestling sta continuando a evolversi, come conferma anche la rivoluzione e la crescita della divisione femminile. Ci sono davvero splendidi atleti e io adoro gli "Heel" (sarebbero i personaggi che interpretano i ruoli dei cattivi, ndr). Faccio sempre il tifo per loro". E pensare che quando sfidò Hulk Hogan a WrestleMania VI lo scorso 1° aprile 1990, di fronte alle circa 70mila persone presenti nello Skydome di Toronto, lui e il suo avversario erano entrambi "Face" (due buoni, insomma). È così che il personaggio Ultimate Warrior è diventato per la prima volta campione del mondo. Ed è così che è entrato e rimarrà per sempre nella leggenda del mondo del wrestling WWE.
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