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Golf, Ryder Cup; fiducia Molinari: "Vittorie mi hanno dato sicurezza"

Francesco Molinari (ap)
L'azzurro è pronto ad essere uno dei protagonisti della sfida di Parigi tra il team Usa e quello europeo: "Questo è uno dei miei percorsi preferiti sull'European Tour, senza segreti e senza trappole, bisogna solo fare attenzione al vento. Gli ultimi successi mi hanno permesso di analizzare attentamente che cosa ho fatto e che cosa sono ancora in grado di fare"
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PARIGI - Ha preso fiducia dopo le ultime prestazioni più che positive. Ora, a pochi giorni dall'inizio della Ryder Cup 2018 che si disputerà a Parigi dal 25 al 28 settembre, Francesco Molinari è pronto a dare battaglia, insieme al team Europa, ai campioni statunitensi capitanati da un ritrovato Tiger Woods. "Questo è uno dei miei percorsi preferiti sull'European Tour, senza segreti e senza trappole - le parole dell'azzurro, trionfatore quest'anno del British Open -, però occorre prestare attenzione, perché a causa del vento possono cambiare molto le condizioni. Bisognerà valutare bene come troveremo il tracciato rispetto ai giri di pratica".

PIÙ CONSAPEVOLEZZA - "In una Ryder Cup - prosegue - non bisogna farsi condizionare troppo dal contorno, ma giocare punto per punto e pensare al proprio rendimento. Sicuramente il fatto di avere il pubblico di casa dalla nostra parte può essere un aiuto, ma quando si sta sul percorso si pensa solo a dare il massimo. Differenze tra un major e la Ryder Cup? Non mi sento di poter descrivere quali differenze ci siano, c'è sempre da gestire la pressione e l'adrenalina in questo tipo di manifestazioni". E su come si affronta la Ryder Cup alla luce delle ultime vittorie, Molinari conclude: "Sicuramente mi hanno dato maggior confidenza, sicurezza e consapevolezza dei miei mezzi. Mi hanno permesso di analizzare attentamente che cosa ho fatto e che cosa sono ancora in grado di fare".

ULTIMA CHIAMATA PER GARCIA - Tra il team Europa c'è grande attesa per Sergio Garcia, quest'anno mai ai suoi livelli abituali. Da anni tra le colonne portanti della compagine europea, lo spagnolo è il player più giovane ad aver giocato la super sfida tra Vecchio Continente e Usa. Il debutto risale al 1999, quando "El Nino" aveva solamente 19 anni, 8 mesi e 15 giorni. Elemento imprescindibile per il capitano Thomas Bjorn, oggetto di critiche per una scelta considerata dall'opinione pubblica come "discutibile", il danese ha puntato sull'esperienza e la stoffa dello spagnolo, che nell'anno più brutto della sua carriera sogna il ribaltone. "Andare a Parigi senza Garcia - le dichiarazioni di Bjorn - sarebbe come far scendere una squadra di calcio in campo senza il proprio capitano. Sergio è un professionista e un grande giocatore". Per riconquistare il titolo perso nel 2016 ad Hazeltine l'Europa di Francesco Molinari ha bisogno del contributo di tutti. A Garcia la chance di mettere a tacere i più scettici.

MICKELSON DA RECORD - Il team USA, invece, punta forte su Phil Mickelson, uno dei big del golf mondiale, un fenomeno della disciplina che a 48anni continua a stupire sul green, e a infrangere record. "Lefty" si prepara, infatti, a giocare la 12/a Ryder Cup in carriera, diventando così il recordman per presenze. L'americano si appresta a superare anche Nick Faldo, fermo ad 11 apparizioni.  Mickelson in squadra ritroverà l'eterno rivale Woods, in attesa del "match del secolo" che vedrà i due colossi a stelle e strisce sfidarsi il 23 novembre a Las Vegas in un evento show che metterà in palio un montepremi di 9milioni di dollari da destinare in parte ai meno fortunati.
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