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Sci, Cdm: Sofia Goggia ancora sul podio, seconda nella libera di Garmisch

Sofia Goggia (ansa)
La campionessa olimpica, che in questo week end era al debutto stagionale dopo l'infortunio dello scorso ottobre, bissa il risultato di sabato in SuperG piazzandosi alle spalle dell'austriaca Venier. Sesta Nadia Fanchini
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GARMISCH - Seconda gara, prima discesa, un altro secondo posto: Sofia Goggia c'è. La campionessa olimpica nella libera di PyeongChang 2018, dopo la seconda piazza ieri nel superg di Garmisch si ripete sulla Kandahar tedesca. Cento giorni dopo la frattura del malleolo destro, la bergamasca di 26 anni (tra le nomination ai prossimi Laureus Awards a Montecarlo) chiude seconda (a +0.25) dalla vincitrice, l'austriaca Stephanie Venier, 25 anni, che è al primo successo in coppa del mondo e al quarto podio, ma che è stata d'argento nella discesa ai mondiali di St. Moritz 2017. Terza la tedesca di 22 anni Kira Weidle (a +0.54), al suo secondo podio in carriera dopo il terzo posto nella discesa di Lake Louise a novembre.

Gara funestata da voli e brutti infortuni, a partire da quello della 24enne della Valtellina Federica Sosio che rimedia una frattura biossea composta alla tibia e perone della gamba sinistra, per la quale verrà operata nelle prossime ore in Germania, dopo una caduta spaventosa sul salto del Seilbahn Stadl che ha atterrato molte altre, compresa l’azzurra Federica Brignone per la quale, invece, la diagnosi sembrerebbe al momento più lieve: la radiografia al ginocchio destro ha escluso danni, si sta sottoponendo ad un'ulteriore risonanza magnetica. Dopo il crac di Sosio, partita col pettorale 42, la gara è stata definitivamente interrotta dopo essere stata più volte sospesa per limare il salto già pochi minuti dal via.
 
“Giornata di sentimenti contrastanti”, dice Goggia, “perché da una parte c’è il secondo podio in due giorni che non mi può che rendere felice, dall'altra ci sono l’infortunio grave di una compagna di squadra e una serie di cadute pericolose.  Le cadute di tante atlete e la gara dichiarata conclusa in anticipo? Il primo obiettivo deve essere quello di garantire la sicurezza di tutte, oggi ho trovato un po’ strano che abbiano fermato le partenze dopo tre passaggi per limare il salto”. Il medesimo salto dove anche Sofia rischia tanto: si è sbilanciata anche lei rimanendo però in piedi e addirittura aumentando la velocità, tanto che nel tratto finale è stata più veloce della vincitrice. All’arrivo, fa il gesto con la mano come a dire “non vedevo”, e sembra sollevata di essere al traguardo intera. “Ho fatto la mia gara, Garmisch riserva sempre sorprese, tutti gli anni viene interrotta. E’ una pista difficile. Io ho rispettato le consegne, a parte il salto dove ho rischiato, atterrando sulla gamba destra infortunata: vuole dire che ho testato anche la sua tenuta. A parte gli scherzi, dopo quel salto le curve dopo le ho sciate un po’ sfasate ma sono stata brava nell’imprevisto e quando reagisci così, tornando da un infortunio, è ottimo. Quando sono arrivata al traguardo sapevo esattamente dove avevo frenato, dove ero stato conservativa e dove avevo sbagliato. Ma va bene così. Il mio percorso prosegue. Ho messo in campo la miglior Sofia. Continua la mia progressione». E ora a febbraio (5-17), i Mondiali ad Are, in Svezia.

Le altre azzurre: ottima sesta Nadia Fanchini, a 0.99 dalla Venier, non ha invece terminato la gara Nicol Delago: caduta in una curva verso sinistra, perde lo sci destro e finisce a terra, per lei solo qualche escoriazione su mento e naso. Ma appunto è andata peggio a Federica Sosio: scesa con il pettorale numero 42, sul salto incriminato ha preso il volo e si è accasciata violentemente sulla pista, ha perso uno sci, è scivolata per metri sul suolo, finendo dentro le reti urlando. E’ stata trasportata con l’elicottero in ospedale a Garmisch, verrà operata nelle prossime ore per ricomporre la frattura biossea composta alla tibia e perone della gamba sinistra. E prima, Federica Brignone: la milanese, 28 anni, sullo stesso salto ha mulinato le braccia in volo, molto sbilanciata sul lato destro ed è atterrata sbattendo violentemente sul fondo ma si è rialzata subito, accusando un dolore alla mano destra. Poi anche lei viene accompagnata in ambulanza in ospedale. Caduta fotocopia a quella dell’austriaca Cornelia Huetter, sputata sulle reti di protezioni a 130 km/h nelle reti di protezione, dalle quali poi si è rialzata indenne. Fuori dalle prime 15 posizioni Elena Curtoni e Francesca Marsaglia. Ma almeno, in piedi.
 
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