Il sogno americano di Carmine Tommasone dura sette round. Nel mondiale dei pesi piuma, versione Wbo, il campione in carica Oscar Valdez si conferma un pugile di altisssimo livello, oggettivamente fuori portata per l'irpino. La notte di Frisco, nel Texas, gli resterà però nel cuore. Tommasone alla prova tatticamente intelligente e di grande coraggio conferisce anche un epilogo romantico: l'ultima frase delle interviste di rito infatti è una proposta di matrimonio alla compagna Laura che, davanti al pugile in ginocchio, accetta visibilmente emozionata.
Epilogo a tinte rosa di un match nel quale Valdez ha dimostrato tutte le sue potenzialità. Tommasone nelle speranze della vigilia poteva attaccarsi al quasi anno di inattività del messicano dopo la frattura della mascella rimediata a marzo scorso nella battaglia contro Scott Quigg. Un minimo, ma un minimo, di ruggine, Valdez la evidenzia nei primi tre round, durante i quali l'irpino lavora molto bene con il jab sinistro: da qui i segni sul volto del campione a fine match.
La musica cambia radicalmente nel quarto round, nel quale Tommasone accusa due conteggi dell'arbitro. Va giù dopo un diretto destro, mantenendo comunque lucudità in fase di recupero; quindi piega il ginocchio a terra dopo un perfido montante al fianco di Valdez. Un bivio dopo il quale il match diventa a senso unico. I pugni di Valdez (che ha vinto il 25esimo match da prof: 20 per ko, per un piuma è tanta roba) ormai sono pietra e basta un jab sinistro di sbarramento per mandare al tappeto l'irpino al sesto round. La conclusione nella ripresa successiva: un preciso montante destro, Tommasone è ancora giù e stavolta l'arbitro, molto saggiamente, decreta il kot.
Per l'italiano, 34 anni a fronte dei 28 del rivale, si tratta della prima sconfitta in carriera a fronte di 19 vittorie (di cui 5 per ko), ma oggettivamente l'assalto al mondiale era un passo troppo ampio. Detto questo, l'incontro conferma un certo rilancio della boxe italiana, che grazie soprattutto a Salvatore Cherchi (l'organizzatore di riferimento del panorama nazionale) sta riaffacciandosi oltre confine con una buona frequenza.
Epilogo a tinte rosa di un match nel quale Valdez ha dimostrato tutte le sue potenzialità. Tommasone nelle speranze della vigilia poteva attaccarsi al quasi anno di inattività del messicano dopo la frattura della mascella rimediata a marzo scorso nella battaglia contro Scott Quigg. Un minimo, ma un minimo, di ruggine, Valdez la evidenzia nei primi tre round, durante i quali l'irpino lavora molto bene con il jab sinistro: da qui i segni sul volto del campione a fine match.
La musica cambia radicalmente nel quarto round, nel quale Tommasone accusa due conteggi dell'arbitro. Va giù dopo un diretto destro, mantenendo comunque lucudità in fase di recupero; quindi piega il ginocchio a terra dopo un perfido montante al fianco di Valdez. Un bivio dopo il quale il match diventa a senso unico. I pugni di Valdez (che ha vinto il 25esimo match da prof: 20 per ko, per un piuma è tanta roba) ormai sono pietra e basta un jab sinistro di sbarramento per mandare al tappeto l'irpino al sesto round. La conclusione nella ripresa successiva: un preciso montante destro, Tommasone è ancora giù e stavolta l'arbitro, molto saggiamente, decreta il kot.
Per l'italiano, 34 anni a fronte dei 28 del rivale, si tratta della prima sconfitta in carriera a fronte di 19 vittorie (di cui 5 per ko), ma oggettivamente l'assalto al mondiale era un passo troppo ampio. Detto questo, l'incontro conferma un certo rilancio della boxe italiana, che grazie soprattutto a Salvatore Cherchi (l'organizzatore di riferimento del panorama nazionale) sta riaffacciandosi oltre confine con una buona frequenza.