Boxe, Scardina vince e convince davanti a Diletta. Valentino, che amarezza
di LUIGI PANELLA
A Milano il lombardo di stanza a Miami, protagonista dei rotocalchi estivi insieme alla conduttrice tv, batte ai punti il belga Achergui nell'internazionale dei supermedi. Un verdetto assurdo, almeno nella forma, penalizza la splendida prestazione del campano nell'Europeo dei leggeri. In campo femminile Bortot resta campionessa continentale
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MILANO - Non solo gossip e popolarità mediatica. Daniele Scardina fa passi avanti anche dal punto di vista pugilistico. Probabilmente quella contro il belga di origini marocchine Ilias Achergui è stata la migliore prestazione del pugile di Rozzano di stanza a Miami, che colleziona la 18esima vittoria in altrettanti match (14 i ko) mantenendo l'Internazionale Ibf dei supermedi. Al di là del titolo - ovviamente non paragonabile ad un Europeo o Mondiale - è piaciuta l'interpretazione tattica di Scardina, vincitore nettamente ai punti. Achergui non è certo un fulmine di guerra, ma è ben strutturato e spara colpi tecnicamente modesti ma di sostanza. Scardina è stato bravo nel controllarlo con un jab sinistro usato alla perfezione, producendo il massimo acuto nel secondo round: un diretto destro fa tremare le gambe al belga, un sinistro lo manda al tappeto. ''Pensavo di averla chiusa là ma lui ha dimostrato grande orgoglio ed ha portato avanti la battaglia. Io alla terza ripresa mi sono anche fatto male alla mano destra e non ho potuto caricare i colpi''. Così Scardina al microfono Dazn, che insieme a Matchroom Boxing Italy e OPI Since 82 ha organizzato l'evento. Ad intervistarlo sul ring Diletta Leotta, la popolarissima conduttrice con la quale ha tenuto banco sui rotocalchi rosa dell'estate.
La disamina sul match non fa una piega. Achergui ha portato avanti la battaglia, non ha mai dato la sensazione di poterla vincere, ma ha contribuito a tenere vivo l'interesse del pubblico che ha affollato l'Allianz Cloud.
L'abilità principale di Scardina è stata quella di non farsi coinvolgere nella bagarre, mantenendo sempre o quasi la giusta distanza. ''Ora voglio un titolo di maggiore valore per scalare le classifiche'': King Toretto (questo il suo alias) ha le idee chiare sul futuro. Il sogno è arrivare a disputare un mondiale: il problema è che non è solo il suo in una categoria molto competitiva. Un passettino in avanti, se non altro dal punto di vista tecnico, è comunque stato fatto.
Da Rozzano a Miami, Daniele Scardina nella grande notte del pugilato a Milano
Per la boxe italiana le note amare, per non dire beffarde, arrivano dal match per il titolo europeo dei pesi leggeri. Francesco Patera, che avrà pure nome e sangue italiano ma combatte per il Belgio, si conferma campione a scapito di uno splendido Domenico Valentino. Il verdetto nella sostanza potrebbe anche starci (sottolineamo il condizionale), ma nella forma può tranquillamente essere definito ridicolo. Due giudici hanno visto sei punti per il belga, il terzo addirittura sette. Ingiusti per la prestazione del pugile di Marcianise, re tra i dilettanti (brilla ancora l'oro di Milano dieci anni fa) e passato prof solo a 33 anni. Ora che ne ha 35 (contro i 26 dell'avversario), Valentino sciorina una prestazione maiuscola, fatta di scelta di tempo, di continui uno-due sinistro-destro portati in scioltezza, senza caricare i colpi, retaggio culturale della boxe dilettantistica delle macchinette che segnavano i colpi senza registrarne la potenza (copyright Alessandro Duran, che ha commentato il match per Dazn). Il campano ha avuto due momenti critici: al secondo round, quando un destro gli ha fatto piegare le gambe, e al dodicesimo ultimo. Ad una trentina di secondi dal termine, quando l'eccessiva generosità lo ha portato a prestare il fianco ad un gancio sinistro di Patera che lo ha mandato al tappeto. In quel momento abbiamo pensato che, sia pure di una sfumatura, il titolo fosse rimasto in Belgio. Ma cartellini del genere non erano certo immaginabili...
Nel terzo match titolato della serata, vittoria dell'ucraino d'Italia Maxim Prodan, che si è imposto ai punti sul gallese Tony Dixon. Split decision: due giudici hanno visto 4 punti per Prodan, il terzo due per il britannico. Match difficile da giudicare. Tecnicamente meglio Dixon, con un bel sinistro di sbarramento, poco doppiato ma comunque efficace per tenere spesso distante Prodan. L'ucraino dal canto suo ha proposto la solita boxe aggressiva, senza pause ma troppo monotematica. Insomma, rispetto alle ultime uscite non si registrano grandi progressi ed il salto di qualità ancora non c'è stato.
Un cambio di ring per uno sguardo sulla boxe femminile. A San Bonifacio Silvia Bortot mantiene il titolo europeo dei superleggeri battendo ai punti la belga Gontaruk. Incontro non facile per l'italiana, che riesce a spuntarla grazie alla maggiore linearità del suo pugilato al cospetto di una avversaria più giovane ed aggressiva.