LONDRA - Anche se con qualche giorno di ritardo, la richiesta che arrivava da più parti, compresa la federazione italiana, con il presidente Vittorio Lai che a Repubblica aveva espresso le proprie perplessità visto il dilagare del coronavirus, si ferma il torneo di qualificazione olimpica di pugilato in corso di svolgimento a Londra. Alla fine il Cio, che sovrintende alla boxe olimpica dopo il commissariamento dell'Aiba, ha deciso lo stop del torneo alla Copper Arena.
L'annuncio del Cio è arrivato dopo che si erano già disputati dei match anche nella sessione odierna. E' stato così che tre azzurri sono comunque saliti sul ring: Salvatore Cavallaro (75 kg) è stato eliminato dall'armeno Arman Darchinyan, Giordana Sorrentino (51 kg) ha battuto l'armena Anush Grigoryan. In serata poi, dopo che era stato già annunciato lo stop del torneo, Vincenzo Mangiacapre, in un clima il più surreale possibile, è stato battuto dall'israeliano Kapuler. Nei giorni scorsi altri azzurri, tra i quali Irma Testa, erano già saliti sul ring, mentre Clemente Russo non aveva potuto combattere a causa di un problema alla stomaco.
Ratificata anche la decisione di annullare il torneo di qualificazione delle Americhe, che doveva cominciare a fine mese a Buenos Aires e che le autorità argentine avevavo già vietato, mentre è stato annullato anche il secondo torneo di qualificazione - stavolta mondiale -, il ripescaggio in programma nel mese di maggio a Parigi.
"La decisione di sospendere il torneo - spiega in una ìnota il gruppo di lavoro del Cio - è stata presa per preservare l salute di atleti, tecnici e degli altri partecipanti, che è la nostra priorità numero uno". Decisione adottata "in ragione delle crescenti restrizioni in molte parti del mondo e delle misure di quarantena adottate da molti paesi, e quindi al fine di permettere ai partecipanti , provenienti da 60 nazioni, di poter adattare i loro programmi di viaggio in modo da fare rientro".
"Questo torneo non si doveva neppure disputare, gli atleti hanno vissuto una situazione surreale. Ora la nostra preoccupazione e' quella di riportarli a casa dalle loro famiglie", commenta il presidente Vittorio Lai. "In questi giorni i nostri atleti sono stati sempre al telefono con i parenti a casa. Hanno tutti famiglia, hanno dei figli ed erano preoccupati, non avevano la testa sui match e io lo capisco bene. Ora li riportiamo a casa, poi vedremo cosa succederà. Sembra che si voglia far riprendere il torneo di qualificazione, quando sarà possibile, da dove è stato fermato, ma per me va annullato tutto. Mi pare che si navighi a vista ma c'e' tanta nebbia".
"La notizia ha sconvolto la squadra, sia per chi è già uscito che probabilmente vedra' ancora di piuù allungarsi i tempi per il torneo di ripescaggio, sia per chi e' ancora in gara perché sente di attraversare quel momento giusto per potercela fare -commenta il Team Manager Roberto Cammarelle -. Gli incontri effettuati finora sono validi, i sorteggi sono confermati; appena la situazione di crisi lo permetterà verrà organizzato un altro torneo per i 16 atleti rimasti in gara di tutte le categorie".
L'annuncio del Cio è arrivato dopo che si erano già disputati dei match anche nella sessione odierna. E' stato così che tre azzurri sono comunque saliti sul ring: Salvatore Cavallaro (75 kg) è stato eliminato dall'armeno Arman Darchinyan, Giordana Sorrentino (51 kg) ha battuto l'armena Anush Grigoryan. In serata poi, dopo che era stato già annunciato lo stop del torneo, Vincenzo Mangiacapre, in un clima il più surreale possibile, è stato battuto dall'israeliano Kapuler. Nei giorni scorsi altri azzurri, tra i quali Irma Testa, erano già saliti sul ring, mentre Clemente Russo non aveva potuto combattere a causa di un problema alla stomaco.
Ratificata anche la decisione di annullare il torneo di qualificazione delle Americhe, che doveva cominciare a fine mese a Buenos Aires e che le autorità argentine avevavo già vietato, mentre è stato annullato anche il secondo torneo di qualificazione - stavolta mondiale -, il ripescaggio in programma nel mese di maggio a Parigi.
"La decisione di sospendere il torneo - spiega in una ìnota il gruppo di lavoro del Cio - è stata presa per preservare l salute di atleti, tecnici e degli altri partecipanti, che è la nostra priorità numero uno". Decisione adottata "in ragione delle crescenti restrizioni in molte parti del mondo e delle misure di quarantena adottate da molti paesi, e quindi al fine di permettere ai partecipanti , provenienti da 60 nazioni, di poter adattare i loro programmi di viaggio in modo da fare rientro".
"Questo torneo non si doveva neppure disputare, gli atleti hanno vissuto una situazione surreale. Ora la nostra preoccupazione e' quella di riportarli a casa dalle loro famiglie", commenta il presidente Vittorio Lai. "In questi giorni i nostri atleti sono stati sempre al telefono con i parenti a casa. Hanno tutti famiglia, hanno dei figli ed erano preoccupati, non avevano la testa sui match e io lo capisco bene. Ora li riportiamo a casa, poi vedremo cosa succederà. Sembra che si voglia far riprendere il torneo di qualificazione, quando sarà possibile, da dove è stato fermato, ma per me va annullato tutto. Mi pare che si navighi a vista ma c'e' tanta nebbia".
"La notizia ha sconvolto la squadra, sia per chi è già uscito che probabilmente vedra' ancora di piuù allungarsi i tempi per il torneo di ripescaggio, sia per chi e' ancora in gara perché sente di attraversare quel momento giusto per potercela fare -commenta il Team Manager Roberto Cammarelle -. Gli incontri effettuati finora sono validi, i sorteggi sono confermati; appena la situazione di crisi lo permetterà verrà organizzato un altro torneo per i 16 atleti rimasti in gara di tutte le categorie".