ROMA - Una commessa di 40 mila euro di soldi pubblici agita una nuova "calcettopoli". Dopo le dimissioni del presidente Andrea Montemurro, seguite
all'indagine della Procura federale sul
sex-gate rivelato a febbraio da Repubblica, il collegio dei revisori della Divisione Calcio a 5, ha scoperchiato un altro caso. Al centro, stavolta, un giro di fatture e soldi pubblici che ha come protagonista Opes Italia, l'ente di promozione sportiva vicino agli ambienti di Fratelli d'Italia.
Le commesse
Analizzando i conti della Divisione è emerso un triangolo che mette in imbarazzo ancora una volta il Calcio a 5, ma soprattutto i vertici di Opes, a partire dal presidente Marco Perissa. Tutto ruota intorno a un progetto sociale, "In campo diversi ma uguali", condiviso da Opes con la Divisione Calcio a 5 e altri soci (l'Associazione Internazionale Cooperazione per l'Educazione nel Mondo e Sport Senza Frontiere). Un progetto finanziato con fondi pubblici - 125 mila euro totali - dalla presidenza del Consiglio: nel 2018 Opes, in una lettera firmata da Perissa, ha assegnato 40 mila euro al Calcio a 5 per lo sviluppo del progetto. Di questa cifra, ad oggi, la Divisione ha speso circa la metà, 19 mila euro. Come? Pagando commesse ai vertici di Opes. Lo dicono le fatture emesse dalla Divisione: tutte - direttamente o indirettamente - in favore di figure legate proprio all'ente di promozione. In pratica: la presidenza del Consiglio mette dei soldi a disposizione di Opes. Opes li assegna al Calcio a 5. Il Calcio a 5 li versa ai vertici di Opes.
Il giro dei soldi
Una fattura da 4160 euro per attività connesse al progetto "In campo diversi ma uguali" è stata emessa in favore proprio di Marco Perissa, per aver svolto attività di "programmazione eventi". Che Perissa sia anche il presidente di Opes Italia lo fa presente proprio il collegio dei revisori. Che, svolgendo un'attività di indagine, ha rilevato poi come anche le successive fatture siano a beneficio di società legate a figure apicali di Opes: una di 5 mila euro alla Elite social media team, come acconto per la "predisposizione e comunicazione on-line e off-line". La società ha come socio all'80% Juri Morico, segretario generale di Opes Italia (e braccio destro di Perissa). E poi, altri 10 mila euro alla Sport marketing management per "saldo fornitura articoli promozionali" per lo stesso progetto. Anche qui, soci al 50% ognuno, sono l'amministratore unico Lamberto Massenzi, che risulta far parte della commissione d'appello di Opes (è anche attivista FdI), e Emiliano Lodi, responsabile del dipartimento nazionale turismo sociale di Opes. Tutte le fatture sono state pagate il 17 febbraio scorso, giusto 3 giorni prima che scoppiasse il sex-gate che ha travolto la Divisione calcio a 5, e con l'autorizzazione unanime del consiglio di presidenza: il verbale non fu mai approvato proprio per le dimissioni di Montemurro, ma conteneva anche palesi "incongruenze" nella trascrizione.
L'accusa dei revisori
L'indagine dei revisori non si è fermata qui, però. Anzi, ha evidenziato anche il fatto che "agli atti non esiste nessun altro documento che attesti le specifiche del progetto "In campo diversi ma uniti", né documentazione contenente le varie fasi esecutive". Per questo, i revisori si sono impegnati a "verificare con l'attuale governance l'effettivo svolgimento delle prestazioni fatturate". Marco Perissa, n.1 di Opes Italia, contattato da Repubblica non si dice imbarazzato: "Non c'è nulla di illegale o imbarazzante, c'è un progetto vinto da Opes con altri soci, Opes è soggetto aggregatore in cui chi ricopre un incarico lo fa a titolo gratuito. E' normale svolga anche altre attività, faccio l'event manager da anni, non vedo cosa ci sia di male nell’offrire le mie competenze, visto che non c'è gara, e visto che ho proposto i miei servizi a prezzi concorrenziali o almeno ampiamente coerenti. Nel mondo delle associazioni succede così. Semmai è estremamente preoccupante se la divisione asserisce di non avere la documentazione sul lavoro svolto, presentato anche in una relazione semestrale alla presidenza del Consiglio dei ministri per sbloccare lo stato avanzamento lavori".
Le multe pagate a Montemurro
Sull'argomento ha iniziato a muoversi anche la Superprocura del Coni: Opes Italia infatti è inserito tra gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Comitato Olimpico. Il legame con Montemurro, noto sostenitore di Fratelli d'Italia per cui si dice potrebbe essere candidato a breve, è certificato anche dal "Premio città di Roma" che proprio Opes ha riconosciuto all'ormai ex presidente del calcetto italiano nel 2018. Molto prima di finire al centro dello scandalo. Non ancora concluso, a dire il vero: nel bilancio della Divisione infatti, sono emerse anche una serie di contravvenzioni che la Divsione Calcio a 5 ha pagato per suo conto e mai rimborsate da Montemurro: facile che, a breve, qualcuno gli presenti anche questo conto.