PALERMO - Salvatore "Totò" Antibo, ex primatista italiano nei 5.000 e 10.000 metri di atletica leggera, è stato ricoverato in mattinata nella terapia intensiva dell'ospedale civico di Palermo a causa di un'embolia polmonare. All'inizio dello scorso mese di febbraio, l'ex campione era stato sottoposto ad un intervento neurologico al Policlinico "Mater Domini" di Catanzaro, finalizzato a ridurre l'elevato numero di attacchi epilettici che da circa trent'anni ne hanno compromesso fortemente le condizioni di salute. L'embolia, secondo alcune fonti, non sarebbe da collegare al coronavirus. A dare la notizia è stata Angela De Luca, sindaco di Altofonte, paese che ha dato i natali ad Antibo: "La situazione è molto critica, siamo tutti vicini alla famiglia in questa prova".
La carriera e i problemi di salute
Antibo ha partecipato a tre Olimpiadi, e il ricordo dei Giochi di Los Angeles lo ha inseguito per tutta la carriera: chiuse quarto nei 10.000 vinti da Alberto Cova, ma commettendo l'errore di utilizzare un paio di scarpe nuove che gli provocarono non pochi problemi. Bronzo europeo nel 1986 dietro Mei e Cova nei 10.000, nella stessa gara trovò il riscatto a Seul 1988, mettendosi al collo l'argento olimpico alle spalle di Boutayeb. Iniziò così un periodo in cui la sua stella brillò in Italia e nel mondo, portandolo a un passo dal record mondiale, a tre secondi dall'allora primato del portoghese Mamede. Oro nei 5.000 e nei 10.000 agli Europei del 1990, iniziò a patire gli attacchi epilettici nel 1991, vivendo una situazione drammatica durante la seconda parte di gara dei Mondiali di Tokyo. Il suo ultimo piazzamento olimpico fu il quarto posto di Barcellona 1992.