Boxe, il Mondiale del "Lupo Solitario" Magnesi: "Vinco e poi vado in America"
di Luigi Panella , di Luigi Panella"Da bambino me ne stavo spesso da solo e mio padre sosteneva che gli ricordavo il personaggio di un fumetto che leggeva da ragazzo. Si chiamava Lone Wolf". Lupo Solitario adesso sta sotto i riflettori della boxe, non solo di quella italiana: succede dallo scorso novembre, quando la sua voglia di vincere è stata superiore alla rabbia di Patrick Kinigamazi, lo svizzero di origine ruandese che sul ring ha trovato una nuova vita dopo gli orrori del genocidio. Michael Magnesi, 26 enne di Cave, in provincia di Roma: è attualmente l'unico italiano a detenere un titolo mondiale nel pugilato, nella categoria dei superpiuma. "Ma non mi sento diverso da prima, semmai è diverso l'atteggiamento della gente. Mi chiedono foto insieme, autografi, mi scrivono su Instagram. E anche nei pugili che si allenano con me, avverto riconoscenza per quello che sto facendo per il nostro sport".
Il sudafricano imbattuto e il sogno Usa
Sulla sua strada…
"Da bambino me ne stavo spesso da solo e mio padre sosteneva che gli ricordavo il personaggio di un fumetto che leggeva da ragazzo. Si chiamava Lone Wolf". Lupo Solitario adesso sta sotto i riflettori della boxe, non solo di quella italiana: succede dallo scorso novembre, quando la sua voglia di vincere è stata superiore alla rabbia di Patrick Kinigamazi, lo svizzero di origine ruandese che sul ring ha trovato una nuova vita dopo gli orrori del genocidio. Michael Magnesi, 26 enne di Cave, in provincia di Roma: è attualmente l'unico italiano a detenere un titolo mondiale nel pugilato, nella categoria dei superpiuma. "Ma non mi sento diverso da prima, semmai è diverso l'atteggiamento della gente. Mi chiedono foto insieme, autografi, mi scrivono su Instagram. E anche nei pugili che si allenano con me, avverto riconoscenza per quello che sto facendo per il nostro sport".
Il sudafricano imbattuto e il sogno Usa
Sulla sua strada ancora una insidia che viene dall'Africa: Khanyile Bulana, sudafricano, in carriera ha sempre vinto nei 12 match disputati, 8 volte l'avversario non ha sentito l'ultimo gong. "E' un pugile molto alto, sfiora il metro e ottanta. Con il mio manager Davide Buccioni lo abbiamo studiato, si muove poco sul ring ed ha una guardia larga. E' adatto alle mie caratteristiche, ma sono sicuro che anche il suo team avrà studiato le contromosse".
Lupo Solitario è aggressivo, non conosce soste: senza voler scomodare paragoni peraltro ancora prematuri, uno stile alla Ray boom boom Mancini, il ragazzo di origini siciliane che negli anni Ottanta faceva impazzire gli americani. Non a caso, l'incontro con Bulana è proprio il lasciapassare per il sogno oltre oceano. Magnesi detiene la cintura Ibo, senza voler sminuirne il valore, c'è da lavorare per arrivare all'università della Wbc, dove c'è il messicano Oscar Valdez: "Ho visto il suo ultimo match, il ko con il quale lo ha chiuso è stato impressionante. Ma negli Usa per affrontarlo ci andrei volentieri. Certo, con un grande campione come lui non si può tralasciare il più piccolo dettaglio, il capello a quei livelli fa la differenza ".
La maschera da lupo sul ring
Per un match del genere ci vorrebbe proprio l'istinto di un lupo, come la maschera che indossa quando sale sul ring: "E' una idea venuta in mente a mia moglie". Alessandra Branco, un ruolo nell'organizzazione dei match, è figlia di Silvio e nipote di Gianluca (due glorie della boxe italiana), quest'ultimo recentemente tornato sul ring a 50 anni in un match disputato e perso in Tanzania: "Non gli ho detto nulla, è una sfida che aveva con se stesso e che voleva portare avanti. Tanto se una persona non si sente pronta a dire basta con il pugilato, qualunque cosa gli dici non ti ascolta".
Il ritorno di Rai2
Venerdì per Magnesi verrà inaugurato il nuovo Palasport di Zagarolo - alle porte di Roma - anche se ovviamente non ci sarà il pubblico: "Mi è già capitato quando ho conquistato il mondiale, anche se poi tifosi e amici mi hanno fatto sentire lo stesso la loro presenza. Comunque la mancanza della gente dà una sensazione strana soprattutto quando si entra sul ring. Quando stai sopra invece neanche te ne accorgi". E sempre per lui, Rai 2 tornerà a trasmettere un grande evento pugilistico in diretta, non accadeva dal maggio 2009 per un match di Daniele Petrucci. "Non li deluderò, darò spettacolo". A proposito di spettacolo, dicono che Magnesi sia poco mediatico, che non sia un personaggio alla Daniele Scardina con le sue truppe di followers per intenderci: "Anche i social media sono una cosa molto importante al giorno d'oggi. Più che crescere a livello mediatico, mi sono dedicato anima e corpo a portare a casa le cinture. Ma ora vedrò di crescere anche in quel senso". Social intanto lo sono diventati i genitori di Michael, molto attivi nel commentare le imprese del figlio. "Credono in me più di quanto ci creda io stesso....". Dopo la conquista del mondiale li abbiamo incrociati che parlavano di match futuri a New York, Las Vegas, Miami. E se avessero ragione loro?