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Bolt, Putin, l'11 settembre e la censura cinese: addio a Rogge, storico presidente del Cio

Jacques Rogge (afp)
In carica dal 2001 al 2013, riuscì a far disputare Salt Lake City 2002 poche settimane dopo l'attacco a New York. Prese parte come velista a tre edizioni dei Giochi. Non gli piacevano gli show di Bolt, anche se fu lui ad introdurre nel programma gli sport dei giovani. Il ricordo di Bach: "Ha trasmesso a tutti la passione per lo sport"
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Era un chirurgo ortopedico, ma anche un ex rugbista e velista, e sotto la sua guida le Olimpiadi sono cambiate avvicinandosi agli atleti. Il mondo olimpico è in lutto: a 79 anni si è spento Jacques Rogge, belga di Gand, ex presidente del Cio. È lo stesso Comitato olimpico internazionale a darne notizia, aggiungendo le parole del suo successore Thomas Bach: "Amava lo sport e stare con gli atleti, ha trasmesso la sua passione a tutti quelli che lo hanno conosciuto, la sua gioia per lo sport era contagiosa".

L'Olimpiade a Salt Lake City dopo l'11 settembre

Rogge è stato l'ottavo presidente nella storia del Cio, ricoprendo l'incarico dal 2001 al 2013 prima di passare il testimone al tedesco Thomas Bach, un altro ex atleta venuto dalla scherma. Chirurgo ortopedico con una laurea in medicina sportiva, Rogge era stato un giocatore di rugby, vincendo 16 campionati belgi, ma anche marinaio nella classe Finn, in gara ai Giochi d…

Era un chirurgo ortopedico, ma anche un ex rugbista e velista, e sotto la sua guida le Olimpiadi sono cambiate avvicinandosi agli atleti. Il mondo olimpico è in lutto: a 79 anni si è spento Jacques Rogge, belga di Gand, ex presidente del Cio. È lo stesso Comitato olimpico internazionale a darne notizia, aggiungendo le parole del suo successore Thomas Bach: "Amava lo sport e stare con gli atleti, ha trasmesso la sua passione a tutti quelli che lo hanno conosciuto, la sua gioia per lo sport era contagiosa".

L'Olimpiade a Salt Lake City dopo l'11 settembre

Rogge è stato l'ottavo presidente nella storia del Cio, ricoprendo l'incarico dal 2001 al 2013 prima di passare il testimone al tedesco Thomas Bach, un altro ex atleta venuto dalla scherma. Chirurgo ortopedico con una laurea in medicina sportiva, Rogge era stato un giocatore di rugby, vincendo 16 campionati belgi, ma anche marinaio nella classe Finn, in gara ai Giochi del 1968, del 1972 e del 1976. Dopo una lunga trafila come presidente del comitato olimpico belga, dei comitati europei in cui costruì solide amicizie, dopo essere stato insignito del titolo di conte da re Alberto II, si trovò catapultato in una della epoche più drammatiche del mondo olimpico. Eletto presidente del Cio il 16 luglio 2001, poche settimane dopo Rogge ha assistito all'11 settembre con la prospettiva di un'Olimpiade sul territorio americano nel febbraio 2002. L'edizione invernale di Salt Lake City, tra l'altro, aveva segnato il punto più basso nella corruzione di membri del comitato olimpico internazionale, una crisi che portò all'esclusione di molte figure eccellenti dell'epoca. Ma l'11 settembre, con lo spazio aereo americano messo sotto attacco, richiese poteri speciali che furono conferiti a Rogge con la prospettiva di cancellare in tempi rapidi le Olimpiadi nello Utah. Il belga prese tempo, ricevendo rassicurazioni sull'apparato di sicurezza dell'evento. I marines pattugliavano la città dei mormoni, sui voli delle compagnie americani viaggiavano agenti in borghese (ma armati) pronti a intervenire contro eventuali kamikaze. I Giochi insomma si riuscirono a disputare, e sembra quasi un filo invisibile quello che lega Salt Lake City 2002, dopo l'attacco al World Trade Center, e Tokyo 2020 disputata con un anno di ritardo per la pandemia: l'edizione giapponese è stata l'ultima assegnata sotto la presidenza Rogge.

Jacques Rogge col suo successore Thomas Bach alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018 (afp)

Ospite del villaggio e mentore degli sport giovanili

Le esibizioni dei ragazzi e delle ragazze prodigio dello skateboard ai Giochi di Tokyo sono solo l'ultima manifestazione di un'apertura agli sport giovanili inaugurata proprio da Rogge. Sotto la sua presidenza lo snowboard debuttò alle Olimpiadi di Torino 2006, diventando evento di massa a Vancouver 2010. Proseguendo la rivoluzione, a Pechino 2008 entrarono le bici BMX, e le Olimpiadi giovanili celebrarono la prima edizione nel 2010. Il presidente belga aveva intuito che l'antico programma delle Olimpiadi andava rinnovato, venendo incontro ai gusti dei più giovani anche nell'interesse del marketing del Cio. L'avvicinamento alla "base" d'altronde è stato uno dei capisaldi di Rogge, presidente che scelse subito di alloggiare al Villaggio Olimpico invece che in hotel lussuosi (risparmiandosi le critiche che ha subito invece Bach a Tokyo).

Le controversie: censura, Sochi e Monaco '72

Non sono mancate le ombre nella presidenza Rogge, che ha abbracciato un'epoca di eventi clamorosi come, per esempio, il sorpasso di Londra su Parigi grazie alla frenetica attività di lobby dei coniugi Blair nel notte prima dell'assegnazione dei Giochi 2012. Oppure la consegna delle Olimpiadi invernali a Sochi 2014 (leggi Putin), costate 50 miliardi dollari e terminate con uno scandalo doping che lo sport russo sta scontando ancora adesso. Imbarazzanti furono certe situazioni alle Olimpiadi di Pechino (per altri versi perfette), quando il Cio dovette ammettere che la censura su internet ci sarebbe stata eccome per i giornalisti occidentali, nonostante le precedenti rassicurazioni dello stesso Rogge. Molto critico, invece, quando in Cina esplose il fenomeno Usain Bolt, con show, balletti ed esultanze che non piacquero al presidente: "Non è il modo in cui noi percepiamo un campione" disse con spirito d'altri tempi, lontano dagli slanci giovanili che hanno cambiato volto alle Olimpiadi. Una ferita che è stata sanata a Tokyo è quella di Monaco '72. Quarant'anni dopo la strage della squadra israeliana i parenti delle vittime chiesero un minuto di silenzio durante la cerimonia inaugurale di Londra 2012. Rogge fu inflessibile, rifiutando una commemorazione che, secondo lui, avrebbe, cambiato lo spirito dell'evento (che la collaborazione tra Danny Boyle e Kenneth Branagh rese grandioso e sfavillante). A rimediare ci sono voluti nove anni e lo spirito, tutt'altro che festoso, con cui i giapponesi hanno concepito l'apertura di Tokyo: una marcia triste, scandita dalla pandemia. Pochi giorni dopo, Rogge è scomparso. Lasciando, tra tante luci e qualche ombra, un'Olimpiade che ha contribuito a salvare. Da Salt Lake City a Tokyo, scelta ancora sotto la sua presidenza.