Sessantanove medaglie, quattordici d'oro, nono posto nella graduatoria finale delle Paralimpiadi di Tokyo. Un'edizione record, che però trascina dietro di sé una scia di polemiche. A far discutere da giorni i premi in denaro agli atleti (75 mila euro per gli ori, 40 mila per gli argenti, 25 mila per i bronzi) e la disparità con quelli riservati ai colleghi normodotati (rispettivamente 180 mila, 90 mila, 60 mila).
"Non arrivano nemmeno alla metà, una sperequazione incomprensibile. Siamo costernate - ha dichiarato il primo settembre Assist, Associazione Nazionale Atlete, organismo che si propone di tutelare e rappresentare i diritti collettivi delle atlete di tutte le discipline sportive a livello agonistico, oltre che di operatori e operatrici del settore - Pur credendo nella buona fede di tutti, riteniamo sia doveroso che lo Stato, attraverso la sottosegretaria Vezzali, trovi subito i fondi necessari per rimediare a questa discriminazione". E non ha usato mezzi termini la presidente e fondatrice Luisa Rizzitelli: "Gli atleti paralimpici non sono un mondo a parte, campioni e campionesse di serie B, talenti il cui sudore e fatica valgono meno. Anzi, semmai di più. Non conta ora sapere per quale mancanza di sensibilità o attenzione ci troviamo a dover denunciare questa situazione. Chiediamo che i premi vengano subito equiparati, non solo per i valori dello sport, ma per un doveroso rispetto ai princìpi cardine della nostra Costituzione".
Sulla stessa linea Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, che giorni dopo su Twitter ha applaudito la tripletta di Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contraffatto nei 100 metri donne: "Una volta di più mi viene da pensare che sia un'ingiustizia la differenza dei premi tra chi vince medaglie alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. Un'ingiustizia italiana".
Negli Stati Uniti le cifre sono state equiparate poco prima di Tokyo. Il presidente del Cip (Comitato Italiano Paralimpico) Luca Pancalli ha cercato di abbassare i toni, accennando a futuri tentativi di equilibrare il trattamento economico: "Ci sono state tante polemiche sulla disparità dei premi tra Olimpiadi e Paralimpiadi, ma non è un aspetto che ci tocca. Purtroppo era già stato stabilito, quindi non si è potuto far nulla. Per le prossime edizioni, sin dai Giochi invernali di Pechino 2022, si lavorerà per migliorare la situazione".