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L'incredibile maratona di Magnani: "Arrivato a Kiev poche ore prima della guerra e subito in fuga"

Massimo Magnani durante il suo breve soggiorno in Ucraina
Massimo Magnani durante il suo breve soggiorno in Ucraina 
L'ex ct azzurro, consulente della World Athletics, si era recato in Ucraina mercoledì 23 nonostante segnali preoccupanti. Il racconto del suo viaggio di ritorno: "La fila interminabile di fuggitivi non me la scorderò più". E la speranza: "Il 25 settembre è in programma la corsa a Kiev, c'è ancora tempo per non cancellarla"
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FERRARA - "Finalmente Bologna" posta sulla pagina di Facebook Massimo Magnani, ex maratoneta azzurro, poi apprezzato tecnico di specialità, quindi ct della Nazionale italiana di atletica, fino alle Olimpiadi di Rio. Finalmente, ma perché? Perché Massimo, professore di scienze motorie ferrarese, oggi ancora apprezzato allenatore di atleti emergenti come Iliass Aouani, è rientrato da Kiev dopo un'avventurosa odissea. "Però mi sento un privilegiato - dice col tono di chi è uscito da un incubo ma ha ancora negli occhi tante immagini forti e tristi - ho visto i profughi in fuga verso la Polonia e verso la Moldavia, donne, vecchi e bambini in cerca di speranza".

La speranza, dice Magnani, che nello sport non manca mai. "Sono andato a Kiev, nonostante i segnali, come uomo di sport . E un uomo di sport si chiede davvero come si possa nel 2022 scappare da una guerra. Un'esperienza che non avevo mai fatto. E sinceramente non mi mancava" dice il prof estense. Era andato a Kiev mercoledì, per conto di World Athletics, lui che è consulente prezioso su come si organizza in modo ottimale, quindi anche sicuro, una maratona. 

Consulente per addestrare l'associazione ucraina New Run. "World Athletics, dice Magnani, chiede il rispetto di regole e di criteri, per questo mi ha mandato". "Gli ucraini hanno una passione sempre più forte per la corsa, organizzano quindici gare all'anno su strada, ora cullano il sogno di portare a Kiev i più grandi interpreti della maratona. E' prevista accoglienza per 6000 appassionati, nel prossimo autunno. Sono stato contattato per guidare il gruppo organizzativo nell'autunno 2021, ho accolto la proposta con grande entusiasmo. Ci siamo visti una prima volta a novembre e poi dato vita a molte videoconferenze. Ma era venuto il momemnto di rivederci di persona, non ho esitato ad accettare l'invito a recarmi sul posto".

Nonostante tutto, Magnani è partito per Kiev mercoledì 23. "E' una maratona World Athletics, va fatta bene" ci aveva scritto, rispondendo alle nostre esitazioni. E ancora: "Il pericolo è il mio mestiere". Ironia per esorcizzare la situazione, ma prima che tutto precipitasse. "Appena arrivato mercoledì a Kiev, ho visto parte del gruppo di New Run, e siamo andati a dormire con l'impegno di incontrarci presso la federazione ucraina di atletica la mattina dopo, alle 9. Ma alle sette, in hotel, sono stato svegliato da una sirena: come è possibile che ci siano fabbriche così vicine, mi sono chiesto".

Poco dopo arriva una telefonata. Riunione saltata, meglio vedersi altrove. Città indicata, Poltava, a 300 chilometri dalla capitale, una zona però ritenuta più "tranquilla". "Mercoledì passo una giornata intensa e piacevole - dice Magnani - ma poi arriva un messaggio che raggela. Salta tutto, meglio se vai a casa subito, mi dice la segreteria organizzativa. Di lì a poco, però, lo spazio aereo viene chiuso. Non rimane che spostarsi in auto, verso la Polonia". 

Il primo viaggio in auto, verso Leopoli, in auto ci sono anche alcune persone che fuggono. Il tecnico emiliano viene ospitato a casa di Wladim, in una zona nel centro dell'Ucraina, nonostante tutto, l'ospitalità non manca. "La padrona di casa ha una sorella a Verona e per me apre una bottiglia di Amarone" dice con voce commossa Magnani. Il giorno dopo si parte verso il confine moldavo. Con un altro pernottamento, "in un edificio che è una specie di palestra, giacigli improvvisati". "La fila interminabile di fuggitivi, con poche cose, non me la scorderò più" dice Magnani. Strade secondarie per evitare il traffico militare, strade dissestate, come la situazione.

Un'altra notte in Ucraina, perché il trasferimento si allunga: "Meglio cambiare itinerario - dice Magnani - verso la Moldavia, perché al confine polacco l'attesa è lunghissima". Ultimo trasferimento ucraino, la tensione si taglia col coltello non appena l'autista si rivolge a Magnani: "Non temere, mi dice, siamo armati. E mi mostra una pistola... francamente suscitando un effetto opposto". Finalmente ecco il confine, ecco il territorio moldavo, con un'altra staffetta automobilistica prevista da New Run. "Altro autista indimenticabile - racconta Magnani - perché, per darvi un'idea delle sue dimensioni, mi dice di essere campione moldavo di Sumo!". 

Ormai l'avventura è al suo epilogo, Magnani raggiunge Bucarest, accolto dal dirigente della federazione nazionale locale Madalin Badea e dal vice campione olimpico di triplo, Marian Oprea. "Sono in salvo - dice Magnani - ma molto triste. Per me non esistono divisioni tra persone, non esiste l'odio dettato da qualsiasi distinzione. Che nel 2022 si debba ancora fuggire dalla guerra significa è assurdo, inconcepibile". 

La speranza non può morire: "No, la maratona di Kiev è in calendario per il 25 settembre. C'è modo e tempo perché non sia cancellata". Mentre parla, il cicaleccio di un messaggio al telefono. E' Ekaterina, di New Run: "Come stai? Tutto bene?" scrive da Kiev... 

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