MADRID - A due centimetri dal suo record del mondo. L’arena del meeting Villa de Madrid ha applaudito un’impresa che potrebbe essere solo l’antipasto di una grande stagione del salto triplo femminile. Protagonista assoluta Yulimar Rojas, la venezuelana che ha incantato atterrando a 15.41 metri. Ma non solo: i suoi sei salti sono stati un lungo show, interpretato con capelli viola rasati quasi a zero e maglietta del suo club, il Barcellona, che non le ha impedito di raccogliere il tifo del pubblico madrileno. Poi la mimica, una sequenza di smorfie, incitamenti a se stessa, gesti per attivare al massimo la concentrazione e la dinamica nella rincorsa e sui tre salti che nessuna ha mai interpretato come lei. Sia all’aperto che indoor le migliori prestazioni sono sue: sempre a Madrid, nel febbraio 2020 al Centro Deportivo Municipal Gallur, ottenne il 15.43 record del mondo al chiuso. Alle Olimpiadi di Tokyo il 15.67 con cui ottenne medaglia d’oro e primato mondiale outdoor è stato il coronamento di una serie di salti al vertice cominciati nel 2019 ad Andujar. Nella Spagna in cui vive, anche se in Venezuela resta un idolo e ha ricevuto un’accoglienza trionfale dopo Tokyo. La sua base è a Guadalajara, a 66 chilometri da Madrid, dove si allena con una leggenda del salto in lungo: il cubano Ivan Pedroso, oro olimpico a Sydney 2000 e quattro volte campione mondiale, protagonista con lei dello show tra pedana e tribuna. Un sodalizio destinato a riscrivere la storia dell'atletica ancora di più di quello che non abbia già fatto.
Iapichino: "Un passo avanti"
Larissa Iapichino intanto ha ritrovato la rincorsa, in attesa di ritrovare anche i salti migliori. Dopo lo shock dei campionati italiani, dopo i tre nulli di Ancona, la lunghista diciannovenne ha ottenuto sei salti validi su sei, con una misura di 6,45 che vale il terzo posto nel meeting Villa de Madrid. A vincere la britannica Lorraine Ugen con 6,67 davanti alla spagnola Fatima Diame (6,51). Per l'azzurra un avvio in crescendo, al primo 6,17 sono seguiti un 6,37 e il 6,45 migliore della serata, poi dopo un 6,41 un calo deciso (6,22 e 6,10) mentre le avversarie piazzavano i salti più consistenti. “Sono contenta di aver preso tutte le assi di battuta, nel caso del miglior salto staccando lontano" è soddisfatta alla fine Larissa, "Mettiamola così, è un passo avanti per quanto riguarda il tema rincorsa, anche se certo non avevo le gambe di domenica. In ogni caso questo meeting era necessario per ritrovare la serenità e mi sono sinceramente divertita. Era la terza gara in una settimana, dopo quella di Torun con la cancellazione del volo e 13 ore di viaggio, e quella di Ancona emotivamente provante. Adesso un paio di giorni di recupero e poi prepareremo al meglio i Mondiali indoor di Belgrado”.
Personale per Gaia Sabbatini, bene Weir e Ponzio
In una gara dominata dall'etiope Gudaf Tsegay, Gaia Sabbatini ha realizzato il suo primato personale nei 1500 metri chiudendo al quarto posto. L’azzurra è scesa a 4:10.25, migliorando il 4:13.62 corso due anni fa: per le anche la soddisfazione di agganciare una delle etiopi, Axumawit Embaye. Nona Federica Del Buono con 4:12.14. Senza raggiungere le misure del meeting di Torun, sono stati molto convincenti i due pesisti azzurri in gara. Zane Weir e Nick Ponzio anche questa volta sono andati oltre i ventuno metri: 21,40 e terzo posto per Weir, 21,14 per Ponzio che chiude quarto nella gara vinta dal polacco Konrad Bukowiecki (21,91) con una maglietta che invocava "Stop the War".