Georgii Zantaraia: "Ho preso le armi per difendere Kiev. Putin è un aggressore, non un judoka"
di Mattia Chiusano , di Mattia ChiusanoZantaraia, è armato? Ha un fucile, una carabina, una pistola?
"Ho tutto quel che mi serve. Ma ognuno qui è armato, stiamo difendendo il nostro Paese, le nostre città". La risata è quella di un uomo che non ha paura. Georgii Zantaraia è stato un modello per tanti judoka, anche italiani. Campione mondiale ed europeo, la scorsa estate era a Tokyo nel team olimpico ucraino. Finita la carriera sul tatami, si è dedicato a tempo pieno alla politica, come parlamentare del Consiglio Cittadino di Kiev. All'invasione dell'Ucraina ha risposto armandosi, rimanendo a combattere nella capitale. Lo raggiungiamo al telefono grazie al suo allenatore Vitaliy Dubrova, accolto dalla federazione judo lotta karate (Fijlkam) nel centro federale di Ostia insieme a 28 membri della nazionale ucraina.
Dove sta vivendo queste giornate? È in un rifugio?
"No, sono a casa mia, che è dotata di un bunker quindi non ho bisogno di spos…
Zantaraia, è armato? Ha un fucile, una carabina, una pistola?
"Ho tutto quel che mi serve. Ma ognuno qui è armato, stiamo difendendo il nostro Paese, le nostre città". La risata è quella di un uomo che non ha paura. Georgii Zantaraia è stato un modello per tanti judoka, anche italiani. Campione mondiale ed europeo, la scorsa estate era a Tokyo nel team olimpico ucraino. Finita la carriera sul tatami, si è dedicato a tempo pieno alla politica, come parlamentare del Consiglio Cittadino di Kiev. All'invasione dell'Ucraina ha risposto armandosi, rimanendo a combattere nella capitale. Lo raggiungiamo al telefono grazie al suo allenatore Vitaliy Dubrova, accolto dalla federazione judo lotta karate (Fijlkam) nel centro federale di Ostia insieme a 28 membri della nazionale ucraina.
Dove sta vivendo queste giornate? È in un rifugio?
"No, sono a casa mia, che è dotata di un bunker quindi non ho bisogno di spostarmi. Resto qui, insieme a dieci amici, tutti armati".
Cosa riesce a fare in una Kiev assediata?
"Stiamo distribuendo cibo, vestiti, medicine. C'è tanta gente che ne ha bisogno, e tantissimi bambini che hanno fame".
La sua famiglia è riuscita a fuggire?
"Sì, mia moglie e i miei figli sono in Polonia ora. Ma mia madre e mio fratello che sono medici continuano a lavorare e sono rimasti a Kiev".
Si prospetta una battaglia durissima per il controllo della capitale.
"È una situazione terribile, stanno bombardando palazzi e case di civili. Tutto è pericoloso qui. Alle cinque del mattino mi hanno svegliato le bombe, dormivo e non capivo davvero quel che stava succedendo. Ma noi siamo pronti a tutto".
Com'è l'umore della popolazione che aspetta il peggio?
"Quelli che sono rimasti vogliono difendere il nostro Paese, le nostre città. Faremo quel che serve fino a quando tutto questo sarà finito".
La scorsa estate era a Tokyo a combattere per il team ucraino, ora lo fa per l'esercito ucraino.
"Ma io non sono nell'esercito, il mio compito è difendere il mio Paese. Non avrei mai pensato che si potesse arrivare a questo".
Non ci pensa mai alle Olimpiadi, ai Mondiali in cui era una stella del suo sport?
"Sono passati tanti anni".
Tokyo era otto mesi fa.
"Per me è come se fosse un'altra vita. Ora il mio presente è stare qui, insieme alla mia gente".
Il suo presidente Zelezny sta diventando un simbolo, lo diventerà anche lei?
"Non sono rimasto qui per diventare popolare, ma perché questa è la mia casa. Non ripeterò quel che ha fatto la mia famiglia, che scappò dalla Georgia nel 1992".
Intende la guerra civile e il colpo di stato con la destituzione del presidente democraticamente eletto Gamsakhurdia?
"Sì. I miei genitori vennero in Ucraina, nel mio sangue c'è la Georgia ma il mio Paese ora è questo. Stavolta non è il momento di andarsene, io non lo farò mai. Finché, appunto, tutto questo sarà finito".
Come giudica quello che sta succedendo?
"I politici russi sono pazzi, non capisco quel che stanno facendo. Molti bambini vengono uccisi, è incredibile".
Putin era il presidente onorario del judo, appassionato praticante e frequentatore dei tornei più importanti: lo ha mai incontrato?
"No, ma un judoka non farebbe mai questo. Putin non è un judoka, è solo un aggressore".