Il calvario di Marcell Jacobs, che ha saltato più gare di quante ne abbia affrontate, si concluderà sul podio. E un campione olimpico pugliese tornerà a vincere. L'effetto Tokyo esiste ancora, a un anno da quell'incredibile Olimpiade con le sue cinque medaglie d'oro nell'atletica. L'Italia è più rispettata, anche negli Stati Uniti che ospitano i Mondiali a Eugene, e soprattutto si cimentano attraverso i loro statistici a interpretare il futuro di un evento sportivo. I campionati nell'Oregon letti attraverso la palla di cristallo di Track & Field News, la cosiddetta Bibbia dell'atletica. Addirittura le trecento e più gare delle Olimpiadi, con la celebre analisi di Sports Illustrated o di Nielsen Gracenote, società quotata al New York Stock Exchange, leader mondiale di dati e tecnologia. Impresa complicata, prevedere lo stato di forma del lottatore tagiko o del siepista del Bahrain, non solo del favorito dei 100 metri. È un esercizio che provoca ironia, critiche, battute: quindi funziona. E secondo questo meccanismo perverso e affascinante, già sappiamo come gli americani vedono piazzati gli azzurri a Eugene. Partendo da una doppia considerazione. Uno: l'Italia è più quotata, forse vive addirittura di una piccola rendita. Due: un anno fa Track & Field News toppò completamente le previsioni.
Anche Gianmarco Tamberi, un anno fa, non era molto quotato: solo ottavo, in una classifica che vedeva favorito il russo Ilya Ivanyuk (alla fine nono). Com'è finita se lo ricordano tutti, con l'oro diviso dagli amiconi Gimbo e Mutaz Barshim. Nemmeno oggi uno dei due è in cima alla lista: il più quotato è il coreano Sang-Hyeok Woo, ma l'impatto Tamberi è stato talmente forte da spingere l'azzurro, nonostante una stagione finora deludente, al secondo posto secondo T&F News, davanti a Mutaz Barshim terzo.
Bello poter vivere un po' di rendita, dopo lunghe stagioni in cui l'atletica italiana è stata poco considerata a livello mondiale. La prova più lampante di questo atteggiamento è l'interpretazione della nuova gara dei 35 km di marcia. Con pochi dati a disposizione per prevedere le nuove tendenze, gli statistici americani hanno considerato favorito il campione olimpico in carica della 20 km a Sapporo: ovvero Massimo Stano. Un pronostico che avrà stupito lo stesso campione pugliese, che ha ammesso di considerare difficile il bis, e di soffrire molto la mancanza dell'infortunata Antonella Palmisano, sua conterranea e oro sulle stesse strade giapponesi. Quando si dice farsi un nome: anche la staffetta 4x100 è un'enorme incognita, legata alla propulsione di Marcell Jacobs e ai pochi test effettuati dopo le Olimpiadi. Eppure è ancora vivo il ricordo di quella rimonta di Filippo Tortu sulla Gran Bretagna, di quella medaglia d'oro che tiene l'Italia - secondo gli americani - sul podio dietro Usa e Giamaica e ancora davanti ai britannici.
Ci sono poi quelli che ai Giochi non sono andati sul podio, e magari stanno sognando di farlo a Parigi 2024. Andrea Dallavalle settimo nel salto triplo, Nick Ponzio decimo nel lancio del peso. Poi le ragazze, sesta Roberta Bruni nel salto con l'asta, settima Sara Fantini nel lancio del martello, decima Elena Vallortigara nel salto in alto. Più le staffette, con la medaglia fuori portata. L'ultimo oro italiano al Mondiale risale al 2003, Giuseppe Gibilisco nell'asta. Anche allora non vinse il favorito, ma l'uomo in stato di grazia. Chissà a Eugene quanti romperanno gli equilibri tracciati dagli statistici born in the Usa.