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Bach: "I diritti umani in Qatar? Il Cio non cambia le leggi"

Bach riceve il Collare d'Oro da Giovanni Malagò (foto Coni) 
Il presidente del Cio riceve il Collare d'Oro al Coni: "L'organizzazione dello sport non governa il mondo. Né la Fifa né il Comitato olimpico internazionale possono cambiare le leggi o il sistema politico di un Paese". Incontro a sorpresa con Carlo Montano, uno degli schermidori italiani che sconfisse ai Giochi di Montreal nel 1976
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Una palla in tribuna. Il presidente del Comitato Olimpico internazionale Thomas Bach, ospite del Coni, è stato premiato col Collare d'Oro al termine di una cerimonia in cui sono intervenuti sportivi e dirigenti che negli anni lo hanno conosciuto. Un divertente scambio con l'ex rivale in pedana per la medaglia olimpica di scherma, Carlo Montano. Poi, una conferenza stampa in cui il presidente del Cio ha dovuto rispondere anche a domande sulla situazione italiana in vista dei Giochi di Milano-Cortina, dell'assenza di un ad della Fondazione che sta gestendo il dossier, ma anche sui prossimi Mondiali in Qatar.  

Bach e il Qatar: "I diritti? Le leggi non le cambiamo noi" 

E proprio sul Qatar, Bach ha preferito non esporsi, nonostante la difficile situazione in termini di diritti dei lavoratori, di donne e omosessuali, nel paese del Golfo: "Sappiamo che la Fifa sta avendo contatti, discussioni, negoziazioni ed anche alcuni risultati, riguardo l&…

Una palla in tribuna. Il presidente del Comitato Olimpico internazionale Thomas Bach, ospite del Coni, è stato premiato col Collare d'Oro al termine di una cerimonia in cui sono intervenuti sportivi e dirigenti che negli anni lo hanno conosciuto. Un divertente scambio con l'ex rivale in pedana per la medaglia olimpica di scherma, Carlo Montano. Poi, una conferenza stampa in cui il presidente del Cio ha dovuto rispondere anche a domande sulla situazione italiana in vista dei Giochi di Milano-Cortina, dell'assenza di un ad della Fondazione che sta gestendo il dossier, ma anche sui prossimi Mondiali in Qatar.  

Bach e il Qatar: "I diritti? Le leggi non le cambiamo noi" 

E proprio sul Qatar, Bach ha preferito non esporsi, nonostante la difficile situazione in termini di diritti dei lavoratori, di donne e omosessuali, nel paese del Golfo: "Sappiamo che la Fifa sta avendo contatti, discussioni, negoziazioni ed anche alcuni risultati, riguardo l'assicurare i diritti umani di base in riferimento al mondiale che si disputerà a novembre", ha detto Bach. "L'organizzazione dello sport non governa il mondo. Né la Fifa né il Cio possono cambiare le leggi o il sistema politico di un Paese, questo non è il nostro compito". Insomma, il numero uno dello sport ha preferito non prendere né esprimere una posizione sull'argomento.  

"Milano-Cortina? Contiamo sull'efficienza italiana" 

Lo ha fatto, invece, riguardo ai Giochi di Milano-Cortina: "Ci sono sfide da affrontare: dalla sostenibilità alla crisi economica, ma non dobbiamo preoccuparci perché contiamo sull'efficienza e le capacità dei nostri amici italiani, siamo molto fiduciosi". A proposito del colloquio di giovedì con Draghi ha spiegato: "Un colloquio molto amichevole che ci ha dato l'opportunità di confermare tutto il supporto che il governo offre al Coni e alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Draghi ha mostrato un grande apprezzamento allo sport e ai valori dello sport e crede molto nella riuscita dei Giochi olimpici". Malagò, presidente del Coni, ha anche promesso un accordo per la contestata pista di bob, slittino e skeleton: "Noi Rispettiamo quanto pattuito per tutte le venues perché siamo seri. A volte l'Italia è stata accusata di non rispettare la parola, stavolta non ci sono dubbi".  

"Ritorno degli atleti russi? Un dilemma" 

Bach ha parlato, infine, del ritorno alle gare degli atleti russi. Nel pomeriggio era atteso al centro sportivo Giulio Onesti per incontrare rifugiati ucraini, forse per questo nelle sue parole si è colta la sfumatura dell'imbarazzo: "Quello dei russi e dei bielorussi è un grande dilemma, ma è un argomento del quale stiamo discutendo con i comitati olimpici nazionali, con le federazioni internazionali, con i membri Cio e con la comunità degli atleti" 

Bach-Montano, stoccate reciproche 

La cerimonia per la consegna del collare d'oro al presidente del Cio si è trasforma in una carrambata. Perché prima che il numero uno dello sport mondiale salisse sul palco, il Coni gli ha offerto la possibilità di riabbracciare, a distanza di 46 anni, uno degli schermidori italiani che sconfisse ai Giochi di Montreal nel 1976: Carlo Montano, lo zio di Aldo. Si erano sfidati in pedana nel fioretto a squadre, non si sono risparmiati stoccate nemmeno a parole, come se quella rivalità fosse sopravvissuta per quasi mezzo secolo. I primi affondi sono stati di Carlo Montano: "Era tanto che volevo incontrare Thomas. È stato un avversario molto duro da battere: non tanto per me, ma per i miei compagni parecchio. Io l'ho battuto la maggior parte delle volte. In quella finale olimpica a Montreal la Germania ci ha battuto 9-7, ma io ho vinto 3 volte". Non basta. Quasi cogliendo le risate in sala, Montano aggiunge: "Gli avevo scritto un messaggio quando è stato eletto, ma non mi ha mai risposto: forse era ancora arrabbiato con me". Sipario? Macché. Dopo Montano ha parlato Bach. E prima di affondare in un discorso profondo, sui drammi che lo sport mondiale sta affrontando, sulla sua amicizia con Malagò, e chiuso da un "Forza azzurri" in italiano, ha risposto a Montano: "Sono contento di aver vinto la mia medaglia più importante contro l'Italia. E volevo ringraziare Carlo di essere stato così generoso da concedermi la rivincita nella successiva finale Mondiale".