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McIlroy rimonta e scavalva Fitzpatrick: a metà percorso dominio britannico agli Open d'italia

Rory McIlroy
Rory McIlroy  (ansa)
Il nordirlandese passa davanti all'inglese, inseguito da Lewis. Fra gli azzurri, il migliore è Michetti, Molinari in crescita
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ROMA - Sembra l’ennesimo omaggio postumo alla Regina Elisabetta la classifica dell’Open d’Italia a metà cammino: in testa, e da solo a -9, Rory McIlroy, nordirlandese, che tutti qui vorrebbero vedere vincitore, grazie  a una rimonta maturata nelle seconde nove buche chiuse in 32 colpi (mettendoci pure due bogey); un colpo dietro c’è l’altra stella annunciata, l’inglese Fitzpatrick, inseguito a -7 dal connazionale Lewis; al quarto posto con -6 l’unico intruso, il francese Perez. Considerato che altri tre sudditi della compianta Lilibeth (e cioè Hatton, Smith e il capitano-Ryder Luke Donald) sono fra i sei appaiati al quinto posto in -5, il dominio britannico è netto e si sottoporrà alla verifica delle due giornate finali. Quanto agli italiani, una non piccola sorpresa. Il migliore della pattuglia è un dilettante 18enne, Flavio Michetti. È il vero “enfant  du pays”, il ragazzo di casa, essendo l’alfiere della squadra amateur del Marco Simone, che ha conquistato di recente il titolo italiano under 18. Marchigiano ma trapiantato da sei anni a Roma, ha ottenuto un invito all’ultimo momento, onorandolo con una prestazione super: un totale di -3 per il 21° posto. Molto meglio di tanti professionisti navigati e, appunto, meglio di tutti i nostri.

Al 33°, con -1, troviamo Migliozzi, il neo pro Celli e Francesco Molinari, capace di un gran bel recupero dopo il +2 del primo giorno, solo un po’ sgualcito dal putt corto per il par (1 metro e 70 circa) sbagliato all’ultima buca, un attimo prima che il buio sospendesse tutto. Dopo 9 buche in altalena (3 birdie e due bogey), aveva saputo essere impeccabile: altri tre birdies con l’eagle sfiorato alla corta 16 dove il suo drive di 270 metri, era atterrato a 5 metri dalla buca. L’imprecisione conclusiva lo ha mandato a riposare un po’ innervosito, tanto da evitare l’intervista tv post gara. Suo fratello Edoardo, vice capitano di Ryder Cup, segue al 46°, dopo un giro in 72 colpi (+1 e par per il torneo) compromesso da due sbandamenti: un triplo bogey all 8, un doppio alla 15.

Peccato, perché era partito con tre birdies consecutivi che avevano prefigurato una diversa conclusione. Un altro dilettante e figlio d’arte Marco Florioli (suo padre era sul Tour negli anni ‘90 e giocò la Coppa del Mondo con Costantino Rocca) ha passato il taglio e resterà in gara nel week end, grazie a un giro in 70 colpi (dopo il 72 del giovedì). Con Filippo Celli e l’altro amateur Bovari (tornato in America al college) ha vinto due settimane fa il Campionato Mondiale dilettanti a squadre, per la prima volta nella storia del golf italiano. Insomma il Regno Unito impone la legge della sua scuola e della sua tradizione di inventore del gioco. Ma “the Italians” tutto sommato si difendono bene.

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