Abusi nella ginnastica, allenatrice sospesa per un anno dal Tribunale federale
di Riccardo Caponetti , di Riccardo CaponettiStefania Fogliata, 30enne allenatrice di ginnastica ritmica di Brescia, è stata sanzionata dal Tribunale federale con un anno di sospensione per gli abusi (fisici e verbali) denunciati ad agosto scorso dalle mamme di due bambine minorenni, due promesse della ritmica italiana. Secondo la Procura di Brescia, che ha aperto un'inchiesta penale sull'istruttrice, le vittime sarebbero 8: tutte minorenni. Mentre gli inquirenti della procura ordinaria, che a fine gennaio avevano ratificato a Fogliata un provvedimento di interdizione cautelativo per allenare su tutto il territorio nazionale, continuano la propria indagine (sono state ascoltati più di 25 persone), la giustizia sportiva ha emesso la propria sentenza di primo grado: Fogliata non potrà allenare per un anno. Adesso non è più tesserata con la Federginnastica: la sanzione scatterà quando - e se - sarà di nuovo tesserata della Fig. Nella sentenza pubblicata dal Tribunale federale…
Stefania Fogliata, 30enne allenatrice di ginnastica ritmica di Brescia, è stata sanzionata dal Tribunale federale con un anno di sospensione per gli abusi (fisici e verbali) denunciati ad agosto scorso dalle mamme di due bambine minorenni, due promesse della ritmica italiana. Secondo la Procura di Brescia, che ha aperto un'inchiesta penale sull'istruttrice, le vittime sarebbero 8: tutte minorenni. Mentre gli inquirenti della procura ordinaria, che a fine gennaio avevano ratificato a Fogliata un provvedimento di interdizione cautelativo per allenare su tutto il territorio nazionale, continuano la propria indagine (sono state ascoltati più di 25 persone), la giustizia sportiva ha emesso la propria sentenza di primo grado: Fogliata non potrà allenare per un anno. Adesso non è più tesserata con la Federginnastica: la sanzione scatterà quando - e se - sarà di nuovo tesserata della Fig. Nella sentenza pubblicata dal Tribunale federale della Federginnastica, presieduto dall'avvocato Marco Leoni, viene spiegato che Fogliata ha violato l'articolo 2 del Regolamento di Giustizia e Disciplina, l'articolo 7 del Codice Etico Fgi e il 2 del Codice comportamentale sportivo del Coni. Inoltre è stato preso un provvimento di sospensione per 8 mesi (a titolo di responsabilità oggettiva) anche nei confronti della società Accademia di Ginnastica Ritmica Nemesi "per aver consentito e comunque non impedito che la Tecnica compisse le seguenti azioni".
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La vicenda della Bianconverde Imola
Sotto i riflettori della giustizia federale e ordinaria è anche la vicenda della Biancoverde Imola. È stata ascoltata dal Tribunale federale, Eleonora Gatti. Poi al termine dell’udienza, svoltasi da remoto, è arrivato il provvedimento che conferma l’ordinanza emessa dallo stesso Tribunale già lo scorso 27 marzo: la "sospensione cautelare e immediata» per l’allenatrice di ginnastica artistica della Biancoverde Imola "da ogni attività sportiva e federale fino al termine delle indagini preliminari, salvo ulteriori proroghe". Nessun passo indietro, gli inquirenti ribadiscono quanto già deciso. Le motivazioni? "Molteplici e convergenti denunce per comportamenti inadeguati nei confronti di allieve minorenni, sia di natura verbale che fisica», azioni che "appaiono reiterate nel tempo e - si legge nel provvedimento - poste in essere fino alla data odierna".
Il testimone chiave
Prosegue così sul doppio binario della giustizia sportiva e ordinaria l’inchiesta sull’istruttrice di Imola, che, come ha raccontato Repubblica la scorsa settimana, è stata denunciata alla Procura di Bologna da 4 ex atlete tramite lo staff legale di ChangheTheGame. A supportare i loro racconti, anche 7 testimoni oculari degli episodi. Le indagini a livello penale sono ancora in uno stato iniziale: il pool della procura, con a capo il pm Borghini, dovrà valutare se chiedere il rinvio a giudizio dell’allenatrice. Che intanto è stata fermata dal Tribunale federale, che parla di gesti reiterati nel tempo e non singoli episodi. Proprio questo aspetto vuole sottolineare uno dei testimoni delle 4 denuncianti, che chiede di rimanere in anonimo perché è un tesserato affermato della scherma italiana. Come fa a conoscenza di questi maltrattamenti? Domanda lecita: perché per anni si è allenato nella stessa palestra della Biancoverde Imola, in contemporanea con le ragazze vittime di abusi. "Siamo in un grande capannone industriale diviso a metà da un telone spesso un millimetro. Quindi vediamo e sentiamo tutto. L’allenatrice grida di continuo ed è capace di insultare le ragazze urlando per 10 minuti di fila. Non stiamo parlando di episodi sporadici, dettati magari dalla rabbia di un momento: sono scene che si sono ripetute per 10 anni".
"Ho visto piangere tante bambine"
Il testimone continua i suoi racconti: "Ho visto piangere tante bambine, c’era la processione per andare in bagno". Fin da subito ha suggerito alle ragazze di rivolgersi alle autorità. "Quando in inverno mi hanno detto che lo avevano fatto non potevo non testimoniare per loro. Conosco tante atlete che sono state male, ma nessuno ha mai aperto bocca. Una mamma sapeva tutto ma a suo tempo non riuscì a parlarne con nessuno. Spero ci sia giustizia. Il grande problema è che le allenatrici si sentono innocenti perché per loro è questo il metodo per allenare. Non esistono alternative, non capiscono che stanno facendo male a delle adolescenti". Le vittime sono tante. Una mamma che non vuole esporsi a Repubblica confessa: «Mia figlia amava la ginnastica ma lì c’era un clima di terrore. Pesava 39 chili e fu messa a dieta. Voleva resistere ma poi ebbe un attacco di panico e urlando ci disse che avrebbe smesso. Negli anni seguenti si è affidata a professionisti per curare gravi disturbi di ansia. Non sa che le sue compagne hanno denunciato, spero non lo scopra altrimenti le vecchie ferite tornerebbero a far male». Intanto l’avvocato di Gatti, Carlo Machiavelli, commenta così il provvedimento disciplinare: "È ingiusto, non esistono esigenza cautelari. I fatti sono ancora da dimostrare e risalgono a oltre 4 anni fa".