Dieci milioni di sterline per un ritorno senza acuti. Anthony Joshua in carriera ha preso borse molto superiori, ma il fatto di avere incassato così tanto dopo che negli ultimi 5 incontri aveva vinto appena due volte e veniva dalla doppia sconfitta con Oleksandr Usyk, che gli era costata le tre corone dei massimi (Wba, Ibf e Wbo), la dice lunga sugli interessi che il colosso di Watford riesce ancora a muovere. Ne muoverebbe, e di giganteschi, nel caso che Tyson Fury, fresco del fallimento delle trattative per la riunificazione del titolo proprio con Usyk, accettasse la sfida che Joshua gli ha lanciato dopo il match. Per interderci, lo stadio di Wembley sarebbe troppo piccolo...
A parte la questione economica, la netta vittoria ai punti (118-111 e doppio 117-110) contro Jermaine Franklin, si è sviluppata tra luci e ombre. Joshua, che ha cambiato allenatore, ha fatto bene il compitino che gli permette un fisico statuario, nettamente superiore a quello dell'avversario. Ha usato bene il sinistro, sia sotto forma di jab che di montanti: ne ha portati un paio di pregevole fattura. Ha portato più di un destro di prima intenzione, non ha mai corso seri pericoli di perdere. Eppure il suo ritorno non ha convinto.
Franklin portava sul ring una delle tante storie di Cenerentola che la boxe sa offrire. Aveva combattuto pochissimo negli ultimi 4 anni al punto di doversi inventare operaio di una ditta che ripara tetti. Poi la chance contro Whyte, ben sfruttata pur nella sconfitta, ed ora una borsa di 800mila sterline. Franklin psicologicamente se l'è giocata bene, ma anche tecnicamente - dimagrito 10 kg in pochi mesi - ha messo un mostra una buona velocità soprattutto con il diretto sinistro. Ha provocato con parole forti, Joshua ci è cascato dimostrando di soffrire la pressione. Dopo l'ultimo gong AJ ha cercato l'avversario e per poco non ne è nata una rissa. Chissà cosa succederebbe contro un maestro della strategia mentale come Fury. La sensazione è che entro qualche mese potremo saperlo, troppi soldi in gioco per lasciare cadere la cosa.