AUGUSTA (GEORGIA) — Il sole accende i colori dell'Augusta National e il caldo attorno ai 30° scopre le magliette fiorate, variopinte, pericolosamente simili a tappezzerie che gli spettatori indossano seguendo la discutibile tendenza imposta dagli stilisti dell'abbigliamento golfistico. Ma è un'illusione: sarà primavera il primo giorno del torneo (giovedì), poi sotto con ombrelli e giacche a vento. Da venerdì a domenica arriva la gelata, con cali di 10-15° gradi nelle temperature e, soprattutto, arriverà tanta pioggia, cambiando le carte in tavola del gioco: green più morbidi e dunque più controllabili con gli approcci, ma fairway lenti che limiteranno le traiettorie dei colpi lunghi. Non si può escludere nemmeno un prolungamento forzato al lunedì, se trovasse conferma il rischio di fulmini (letale per giocatori e pubblico). E un finale di lunedì sarebbe un evento, qui. Lavorerà probabilmente a pieno regime lo straordinario impianto di ventilazione sotterraneo che, esteso a tutti gli ettari del campo, riesce a garantirne la praticabilità anche in condizioni estreme. Ma se Zeus comincerà a scagliare giù saette, saranno guai.
Tiger Woods, i tifosi vicini al campione
Se il cuore dei 50mila spettatori continuerà a battere all'unisono con quello di Tiger Woods (vincitore qui la prima delle sue cinque volte nel '97 quando c'era ancora la lira e alla Casa Bianca c'era Bill Clinton) la mente dice a tutti che il vecchio, ammaccato campione non può più farcela. In una rosa amplissima di possibili protagonisti, sono tre i nomi da sorvegliare con più attenzione: McIlroy, Scheffler e Rahm. Chi di loro dovesse vincere sarebbe n.1 del mondo. Nel caso di Scheffler, una conferma: è già al primo posto del ranking ed è campione in carica. Per lui parlano le 6 vittorie e i 16 top 10 ottenuti nelle ultime 28 gare: una macchina.
Rory Mcllroy, il favorito dell'Augusta Masters
McIlroy è il più atteso: un anno fa, con un perfetto 64, senza nemmeno un bogey e imbucando l'ultimo birdie direttamente dal bunker della 72esima buca, riuscì a issarsi al 2° posto ma senza poter insidiare Scheffler, troppo più avanti di lui dopo tre giri. Pare incredibile che un giocatore del suo livello, tecnicamente il migliore del mondo, non vinca un Major da nove anni e, soprattutto, non abbia mai vinto qui, dove nel 2011 sembrò a un passo dal trionfo, partendo per l'ultimo giro con 4 colpi di vantaggio. Che non bastarono a causa di una serie di disastri sulle seconde nove buche, che lo relegarono addirittura al 15esimo posto. Quanto a Rahm ha avuto un inizio di stagione folgorante: 4 successi in 6 tornei prima di un piccolo appannamento dovuto anche a qualche problema fisico.
Golf, i 18 ribelli della LIV e il derby con i fedeli al PGA Tour
Stiamo parlando di super campioni, non di semplici bravi giocatori. Ma nel golf tutto si può decidere per un solo colpo di pochi centimetri azzeccato o sbagliato e quindi i nomi della rosa sono tanti. Uno in particolare, però, merita doppia attenzione: quello del 30enne australiano Cameron Smith. Protagonista di uno straordinario 2022, il baffuto e lungocrinito ragazzo di Brisbane, si presentò al Masters dell'anno scorso avendo vinto alle Hawaii in gennaio con il record di 34 colpi sotto il par e al "The Players" di marzo, ritenuto per importanza il quinto Major. Terzo qui ad Augusta, è andato a vincere l'Open Championship nel tempio di St Andrews, in rimonta su McIlroy, prima di emigrare alla LIV, la superlega araba. Dovesse vincere, getterebbe altra benzina sul fuoco delle polemiche fra i due circuiti. Perché quello del "derby" fra il 18 giocatori LIV invitati al Masters e i "lealisti" rimasti fedeli al PGA Tour è destinato a caratterizzare questo torneo. Dove il nostro Molinari giocherà i primi due giorni a fianco proprio di uno di loro, il "bomber" De Chambeau, che basa quasi tutto sulla potenza sbalorditiva dei suoi colpi. Incontrato dopo le ultime 9 buche di prova della vigilia, Molinari non è sembrato molto ottimista sul non breve periodo di gioco altalenante. Eppure qui, anche lui come McIlroy, s'era spinto quattro anni fa a pochi passi dalla vittoria.