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Issam Asinga, positivo al doping il nuovo fenomeno 18enne dello sprint: addio Mondiali di atletica

Issam Asinga (foto Instagram issam_asinga)

Issam Asinga (foto Instagram issam_asinga)

 
Paragonato a Usain Bolt, il velocista del Suriname fermato per uso di una sostanza alternativa agli steroidi. Era appena diventato primatista mondiale dei 100 U20 con 9’’89, in stagione era sceso cinque volte sotto i 9″90
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Già lo chiamavano il nuovo Usain Bolt: in pochi mesi, a soli diciotto anni, aveva stravolto il mondo dell’atletica abbattendo record a ripetizione. L’illusione è durata poco: Issam Asinga, americano che ha scelto la cittadinanza del Suriname, è stato trovato positivo e di conseguenza sospeso provvisoriamente dall’Agenzia di Integrità di World Athletics. L’uso di sostanze proibite che gli viene contestato riguarda la cardarina, un integratore molto utilizzato dai bodybuilder, un'alternativa agli steroidi anabolizzanti, con la stessa efficacia ma più sicuro dal punto di vista degli effetti collaterali. Caratteristiche che hanno spinto la Wada a inserirla nella lista delle sostanze vietate già una quindicina d’anni fa. 

Asinga è ancora presente nella entry list dei Mondiali di Budapest che cominciano il 19 agosto: con il nome completo di Issamade Asinga è iscritto nei 100 metri col personal best di 9’’89 e nei 200 con un limite di 19’’97. Ma la sospensione è ormai certa, per il neo primatista mondiale dei 100 U20 (9’’89, appunto, ottenuto ai Campionati del Sudamerica a San Paolo). Per il diciottenne del Suriname si trattava del debutto in una gara internazionale, battezzato subito con un tempo che ne aveva fatto il primo sudamericano a correre i 100 metri in meno di 10 secondi.

Una prestazione non isolata, visti i precedenti del ragazzo atteso in Ungheria con molta curiosità e un filo di timore da parte dei suoi avversari: Asinga infatti è sceso cinque volte sotto i 9″90, quattro volte in gare ventose e una in condizioni regolari. Ma anche nei 200 ha mostrato progressi impressionanti, correndo in 19’’97 con +1,3 di vento a favore a Lubbock, in Texas, e scendendo quattro volte sotto i 20″20.

La storia era pronta per essere scritta. Anche la famiglia di Issam era la giusta cornice per un campione in ascesa. Padre specialista degli 800 in gara in tre Olimpiadi: Tommy Asinga ha partecipato per il Suriname a Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996. Anche la madre è stata atleta olimpica: Ngozi Mwanamwambwa ha corso per lo Zambia i 100, 200 e 400 a Barcellona 1992 e , Atlanta 1996. Una storia bellissima, rovinata da un dettaglio: il doping.

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